il logo di www.minieredisardegna.it

Vai all'intervista di:

Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

I temi dell'intervista a Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

L'intervista è avvenuta a Buggerru, il 0000-00-00

Sommario:

PENSIERI SPARSI DEI MINATORI DI BUGGERRU

COSA SIGNIFICA ESSERE MINATORE...

minatore Esu: "perchè il minatore era rinchiuso, non gliene poteva importare nulla".

minatore Orrù: "minatori noi, i nostri padri, i nostri nonni che facevano 11 ore di lavoro per una fesseria, avevano i libretti per prendere la spesa e potevano comperare solo nella cantina".

minatore Giancarlo Frau: "mi dava fastidio come lavoravamo, non poter avere un solo giorno di riposo e se chiedevo un giono di ferie loro ti domandavano: "dove devi andare? cosa devi fare?","eh si, il capo servizio voleva saperlo".

minatore Gianni Algisi: "il compenso era molto ridotto fino a quando un giorno ci siamo irrigiditi e mi fecero capo gruppo, rappresentavo la categoria dei minatori, abbiamo iniziato battaglie importanti".

minatore Celestino Porcu: "le lotte fatte da noi, venuta fuori Portovesme, già ci sembrava di essere in un mondo nuovo."

minatore Giovanni Sabiu: "le miniere non hanno chiuso in due giorni, stavano chiudendo da 10 anni ormai, mi ricordo che girava una voce che diceva che stavano chiudendo".

minatore Marco Parodo: "durante tutto il sabato e la domenica si pompava l'acqua, si riempiva, e un lunedi mattina ricordo che scoppiò questo mare d'acqua che fece un macello, le autorità chiusero la laveria".

minatore Tony Musiu: "hanno incominciato a scaricare il materiale, solitamente portavano materiali misti come pietre con il fango. D'inverno quando pioveva nelle sezioni dove si lavorava (quindi i macchinari) si intasarono. Io mi ricordo che nella frantumazione, l'ultimo anno che hanno incominciato a tentare di chiudere la laveria l'idea è stata quella di continuare a farla intasare proprio per raggiungere l'obiettivo della chiusura".

minatore Marco Parodo: "l'agonia inziò dopo la chiusura della laveria, quando iniziarono a metterci in cassa integrazione, smembrarono il personale per tre anni. Alcuni furono fortunati perchè erano in manuntenzione, altri purtroppo no".

minatore Marco Parodo: "la miniera era stata occupata in attesa e con la speranza che riuscissimo a trarne fuori qualcosa a discapito dei posti di lavoro."

minatore Celestino Porcu: "la chiusura della laveria ci ha portato a dover eseguire lavori esterni, sondaggi, preparazione per gallerie future...ci hanno solo illusi".

minatore Nuccio Pisu: "sono entrato nel '74 ed era in produzione la miniera di Pira Roma, con la promessa che si doveva iniziare l'alternativa alla miniera. Nel '98 sono andato in pensione da Acquaresi con le stesse parole che si spendevano allora".

minatore Giovanni Sabiu: "giorni di tensione, eravamo rinchiusi dentro la galleria si mangiava e si dormiva..in quel luogo per tre mesi, si, sono stati i mesi più brutti".

minatore Pietro Caddeo: "ci siamo organizzati, abbiamo fatto il capannone all'entrata, tutto si svolgeva lì, la dinamite c'era".

figlio di minatore Tony Musiu: "avevamo capito che c'era un qualcosa che non andava bene. Noi avevamo già capito tutto. Fermarono l'impianto e da quel giorno si smantellò tutto. Proposero alternative con la chiusura delle miniere e quindi con la regione presero alternative per noi promettendoci che andavamo via con l'incentivo fino a quando nascevano altre alternative".

minatore Celestino Porcu: "ci facevano fare tre turni in piena notte: freddo, neve, gelo, facendo sondaggi all'esterno riparati da un indumento incerato; si doveva fare sennò in primis non ti pagavano, e noi dovevamo andare avanti, mantenere la famiglia; in secondo luogo perchè credevamo in un qualcosa che rappresentasse il futuro, ci dovevi credere, non solo per te stesso, ma per chi veniva dopo di te".

minatore Muru: "...si è portata via qualcosa che a noi occorreva".

minatore Nuccio Pisu:"ricordo che il 31 maggio 1993 sono stato trasferito a Masua; finì definitivamente la storia mineraria di Buggerru fui l'ultimo ad andare via. Cos'ho pensato? Buggerru è finito. Non credevo più alle promesse che mi venivano fatte".

minatore Marco Parodo: "la miniera è finita! e con essa anche la fine del paese! Tante promesse fatte, solo parole al vento".

minatore Antonio Mamelli: "il padrone (della miniera) ha sempre vinto. Solo due cose erano buone della direzione: la loro direzione all'interno della società e il fatto che pagavano con puntualità. Tutto l'altro è meglio non metterlo in discussione".

minatore Giancarlo Frau: "ha vinto solo l'azienda, qualcosa l'abbiamo ottenuta, ma non abbiamo mai vinto noi".

minatore Gianni Algisi: "la miniera con i nostri sacrifici e malumori è stata una fonte di lavoro".

minatore Antonio Mameli: "è facile dire minatore...questa parola dev'essere veramente capita, ma la comprende solo chi è stato minatore".

minatore Gianni Algisi: "io credo che uno nasca minatore e muoia minatore; un fatto che non si cancella".

AVREI PREFERITO FARE IL PESCATORE...

Cesare di Palma: "avrei preferito fare il pescatore, ma non c'era la possibilità di farlo per il semplice motivo che il porto non c'era".

minatore Parodo: "ho dovuto fare il pescatore perchè non c'era altro lavoro. Sono stato obbligato altrimenti dovevo per forza andare via".

minatore Franco Esu: "aspettavamo che mio padre andasse in pensione, e io ne prendessi il suo posto, mentre invece fu chiuso tutto".

minatore Gianni Algisi: "mio padre voleva che studiassi, ma lo stipendio non lo permetteva."

minatore Caddeo: "ho iniziato a lavorare nella miniera guidavo i camion".

minatore Marco Parodo: "dall'età di 12 anni andavo in centrale elettrica di nascosto dal direttore alcune volte al giorno fino a quando lui si è accorto".

minatore Giancarlo Frau: "nel '51 non vi era libertà si lavorava 10 ore al giorno inclusi il sabato e la domenica".

minatore Giovanni Sabiu: "ho lavorato in tutte le miniere".

minatore Peppe Orrù: "era un periodo brutto cambiavamo turno ogni 15 giorni".

minatore Musiu: "avevamo due sezioni di calamina e blenda di cui due frantumazioni e due di macinazione".

minatore Esu: "ai tempi di mio padre se non si produceva si veniva licenziati".

minatore Peppe: "facevamo una vita da sfruttati, ogni 2 giorni dovevamo trasportare vagoni di blenda, di calamina o di piombo e se entro questi 2 giorni non svolgevamo tutto il lavoro veniva chiamato l'ufficio e ci licenziavano".

minatore Di Palma: "dopo aver fatto i miei turni andavo al mare a pescare con i miei amici".

minatore Cavassa: "eravamo costretti ad andare a pescare perchè lo stipendio era insufficente".

minatore Algisi: "è stato un lavoro difficile, poichè eravamo sottomessi ai padroni i quali decidevano sulle nostre famiglie".

minatore Frau: "la libertà delle nostre famiglie limitata dai sorveglianti e dai capi servizio".

minatore Esu: "ricordo un particolare che durante le feste di natale il mio camino crollò senza esplosivo".

minatore Marco Parodo: "infatti udimmo un boato era il turno di mezzanotte, uno spostamento d'aria ci ha fatto cadere in terra; in quel momento non capivamo cosa stesse accadendo ma con noi c'erano gli anziani i quali avevano avuto quell'esperienza, ci tranquillizzarono e riaccendemmo le candele come se nulla fosse accaduto".

minatore Esu: "grazie all'aiuto degli anziani ho imparato il lavoro, facevo il perforatore e all'inizio mi sentivo incapace".

minatore Parodo: "per lavorare bene in minera il segreto era avere tanta voglia di imparare e molta faccia tosta".

minatore Di Palma: "ho dovuto apprendere per forza il mestiere, se non volevo andare via".

minatore Caddeo: "il lavoro era quello, l'alternativa era andare via."

minatore Mameli: "sono entrato al posto di mio padre poichè egli non dava lo stesso risultato di un tempo, quindi lo mandarono a casa ed entrai io".

minatore Cavassa: "mi ricordo di un signore Salvatore Esposito...immaginate che dormiva in piedi dalla stanchezza."

minatore Orrù: "abbiamo sofferto tanto, senza contare anche le donne e le mogli...ad esempio la mia era cernitrice".

Pinna: "mia nonna raccontava sempre che la via Roma era un bosco".


    home -- mappa -- chi siamo -- contatti
    le miniere -- il parco -- la storia -- link
    le interviste -- i minierabondi -- precauzioni
    libri e miniere