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Figli di Miniera

L'intervista a Giampiero Pinna (2), Ex- Consigliere Regionale

I temi dell'intervista a Giampiero Pinna (2)

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

La verticalizzazione del settore minerario: la metallurgia

Alla fine degli anni Settanta è andata avanti la fase metallurgica, anche con l'ammodernamento progressivo di questo polo metallurgico di Portovesme, soprattutto quello piombo e zinco. Sono state fatte scelte positive anche dal punto di vista tecnologico, tant'è che poi le privatizzazioni degli anni Novanta, della seconda metà degli anni Novanta, hanno portato queste grosse imprese internazionali, queste multinazionali a gestire gli impianti, e li stanno gestendo anche con risultati soddisfacenti dal punto di vista economico.

E comunque questo che è un sistema produttivo da difendere con le unghie e con i denti, perché occupa e dà lavoro a circa otto mila persone, bisogna comunque prendere coscienza che non è quella prospettiva di sostenibilità a cui noi pensiamo, cioè di far nascere attività economiche che soddisfino le esigenze delle generazioni presenti e nello stesso tempo non compromette le prospettive delle generazioni future. Questo cosa significa: che noi dobbiamo fare attività che abbiano una prospettiva generazionale. E questa prospettiva non ce l'hanno gli impianti metallurgici di Portovesme, che hanno portato inizialmente tanto inquinamento, compromesso dal punto di vista ambientale quel territorio e quel sito. E questo è il prezzo che bisogna pagare, purtroppo.

Però, è un'attività che comunque è limitata nel tempo, nel senso che Portovesme, nel giro dei prossimi dieci o vent'anni, se tutto va bene, non ci sarà più nulla. Perché queste multinazionali ovviamente avendo come unico obiettivo quello di conseguire il maggior reddito possibile nei settori nei quali intervengono, non ci impiegano molto a decidere di spostare un impianto in Irlanda perché il costo dell'energia è più basso del nostro. Oppure a spostarlo in un paese in via di sviluppo perché i vincoli ambientali sono più limitati dei nostri.

Allora anche quel settore che oggi purtroppo dobbiamo difendere, perché porta nel territorio redditi per quasi 500 miliardi, non è il settore sul quale dobbiamo investire per il futuro. Per il futuro dobbiamo investire su questo grande patrimonio storico, culturale, ambientale, paesaggistico di cui disponiamo, insomma, e che fortunatamente ci è riconosciuto di valore internazionale, dunque la nostra prospettiva è quella non di far venire le scuole a visitare i musei minerari (anche le nostre scuole, perché quello deve rappresentare un elemento di trasmissione di quella storia e di quella cultura per i nostri giovani scolari, studenti, eccetera) ma il nostro obiettivo deve essere quello di intercettare i grandi flussi turistici internazionali che girano il mondo proprio alla ricerca delle peculiarità culturali, identitarie, dei paesaggi, delle storie particolari, e noi di queste ne abbiamo in abbondanza. Per cui dobbiamo cercare di fare di tutto per valorizzare questo nostro patrimonio che sarà un valore tra dieci anni ma anche tra un paio di secoli.

  1. Il declino del settore minerario sardo alla fine degli anni Sessanta
  2. La spinta per un rilancio del settore nella prima metà degli anni Settanta
  3. Le miniere sarde non hanno creato imprenditori sardi
  4. L'intervento dello Stato degli anni Settanta e il caso Giasoli
  5. Chiusura delle miniere e provvedimenti per la riconversione del settore
  6. La verticalizzazione del settore minerario: la metallurgia
  7. Le miniere di carbone del Sulcis tra Enel ed Eni
  8. L’intervento della Regione nel settore carbonifero e la prospettiva della gassificazione
  9. Le motivazioni clientelari della costituzione dell’Ati Ifra
  10. Le funzioni del Consorzio del Parco

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