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Figli di Miniera

L'intervista a Giampiero Pinna (2), Ex- Consigliere Regionale

I temi dell'intervista a Giampiero Pinna (2)

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

L’intervento della Regione nel settore carbonifero e la prospettiva della gassificazione

L'intervento della Regione è stata una scelta sicuramente sbagliata, ma in parte inevitabile, perché l'Eni che controllava la miniera di carbone, che aveva fatto grossi investimenti per quasi 700 miliardi nelle strutture di ammodernamento della miniera, a un certo punto con l'avanzare delle privatizzazioni ha concentrato il suo business nel settore petrolifero e nel gas, e ha attuato la politica di dismissioni di tutte le attività minerarie, compresa la Carbosulcis.

Tanto più che in quel periodo, stiamo parlando del 1994-95-96, non c'era nessuna prospettiva immediata di utilizzare il carbone. L'unica cosa che nacque in quel periodo, dal 1992-93, fu l'idea di poter insediare per valorizzare il carbone sulcis una tecnologia pulita che ovviasse ai problemi di inquinamento generati dal carbone sulcis, e quindi l'avanzare delle tecnologie di gassificazione nel mondo ha fatto mettere in piedi questo progetto, che è stato deciso dal governo Berlusconi nel '94, con l'assenso di tutti … ed è nato quel decreto legge che prevedeva il bando internazionale per affidare alle imprese private la miniera e l'impianto di gassificazione.

Quella prospettiva della gassificazione ha tenuto il sistema bloccato per anni e anni con la gente in cassa integrazione, fin tanto che, eravamo nel periodo in cui intanto l'Eni stava abbandonando tutte le miniere e con quella prospettiva in piedi di quel bando internazionale, praticamente l'Eni decise di uscire e la Regione fu costretta a intervenire. E siamo nel 1997.

Io che ero presidente dell'Ente Minerario allora, da un giorno all'altro ho appreso dalla televisione, non me l'aveva comunicato la Regione che controllava l'Ente Minerario, dalla televisione avevo appreso che l'Ente Minerario doveva subentrare all'Eni nel controllo delle azioni della Carbosulcis. E quindi dal giorno dopo mi ero dovuto occupare della Carbosulcis, mettere nuovi amministratori, e tutto quello che ne è venuto.

Successivamente poi questo progetto di gassificazione, con la Carbosulcis in capo alla Regione, è praticamente fallito perché le banche non dettero il cosiddetto giudizio di bancabilità del progetto, per cui tutto è finito.

  1. Il declino del settore minerario sardo alla fine degli anni Sessanta
  2. La spinta per un rilancio del settore nella prima metà degli anni Settanta
  3. Le miniere sarde non hanno creato imprenditori sardi
  4. L'intervento dello Stato degli anni Settanta e il caso Giasoli
  5. Chiusura delle miniere e provvedimenti per la riconversione del settore
  6. La verticalizzazione del settore minerario: la metallurgia
  7. Le miniere di carbone del Sulcis tra Enel ed Eni
  8. L’intervento della Regione nel settore carbonifero e la prospettiva della gassificazione
  9. Le motivazioni clientelari della costituzione dell’Ati Ifra
  10. Le funzioni del Consorzio del Parco

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