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Figli di Miniera

L'intervista a Peppuccio e Angelo, Ex- minatori

I temi dell'intervista a Peppuccio e Angelo

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

L’impazienza dei lavoratori fronteggiata dai dirigenti sindacali

Dopo che è avvenuto il passaggio, è chiaro che il lavoro che offriva l'Enel, alla luce del sole, non sempre sottoterra come il minatore, era vantaggioso e molti minatori, lavoratori vedevano di buon occhio di essere trasferiti, di lavorare in un ambiente più sano e con un lavoro meno faticoso, lavorare all'Enel piuttosto che lavorare sottoterra. Ma noi … non volevamo abbandonare le miniere finché non avessimo avuto la certezza … che queste miniere fossero prese da un ente che avesse a cuore l'aspetto minerario e che continuasse l'attività. E diciamo che, con l'aiuto di tutti quanti, sindaci, sindaco allora era Pietro Tocco, veniva tante volte nelle miniere a fare questo appello. Ma passava un anno, passavano due, passavano tre, e questa cosa si dimostrava molto lunga, e i lavoratori a questo punto erano molto impazienti. Tanto è che a un certo punto noi con l'azienda siamo ricorsi anche un po' a maniere un po' dure. Nel senso che a quelli che per forza volevano il trasferimento … eravamo d'accordo in sostanza soltanto quelli che venivano trasferiti lontano. Per cui, capito, essere trasferito lontano cominciava ad essere un handicap, perché frenava i lavoratori.

Però ecco passato questo momento poi siamo riusciti a formare questo ente, che era la carbosulcis praticamente. Era allora l'Ente minerario sardo che ha iniziato a prendersi le miniere, c'è stato questo passaggio, allora c'era gia in atto una lotta dei giovani con accampamenti davanti alle miniere, e quindi si è riusciti a fare quest'ente, a fare assumere questi giovani che ci hanno garantito il proseguo dell'attività mineraria. E noi piano piano abbiamo abbandonato le miniere e siamo andati a lavorare nei servizi elettrici.

(…)

Noi in quel periodo eravamo entrambi nelle Commissioni interne … e quindi abbiamo vissuto in prima persona queste cose. Io posso raccontarvi una storia, per dirvi… per la pressione che in certi momenti abbiamo avuto dai lavoratori che erano stanchi di stare all'interno, che dicevano "noi vi abbiamo eletto in Commissione interna, vi abbiamo eletto per fare un po' ciò che decide la massa, ciò che decidono i lavoratori. Voi dovete accompagnarci all'Enel, al compartimento, alla direzione, per dire che noi vogliamo andar via. Noi siamo stanchi, non vogliamo più aspettare" E noi abbiamo detto "no! da questo momento considerateci … dimissionari, ma un'azione antisociale come questa non la faremo mai. Pazienza. C'è molta gente che è d'accordo con noi. Rimaniamo finché non abbiamo la certezza, la garanzia che le miniere sopravvivono e che hanno un proseguo". (A)

(…)

Qualcuno aveva il padre nell'Enel, minatore, e il figlio era giovane della Carbonsulcis. E anch'io avevo i nipoti. E il rapporto doveva arrivare a quel punto di dire "ma come? C'ho mio figlio e io non difendo e non do a mio figlio la prospettiva di un lavoro? Neanche per sogno - dice - ci sono rimasto trent'anni ci rimango trentadue. Ma le miniere non devono chiudere" (P)

  1. Il passaggio delle miniere di carbone all’Enel
  2. Le lotte per il passaggio di tutti i minatori del settore carbonifero all’Enel
  3. L’impazienza dei lavoratori fronteggiata dai dirigenti sindacali
  4. La lotta per tenere in vita le miniere di carbone
  5. Il sogno di Angelo
  6. Il sogno di Peppuccio
  7. Cosa hanno rappresentato le miniere di carbonia nel panorama di miseria della Sardegna
  8. Il carbone sulcis e la concorrenza del petrolio

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