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Figli di Miniera

L'intervista a Alessandra Fantinel, Ricercatrice

I temi dell'intervista a Alessandra Fantinel

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

Storia del bacino carbonifero dal dopoguerra a oggi

La realtà mineraria del Sulcis-Iglesiente è stata caratterizzata da periodi di grande floridezza, e da periodi, invece, di vera e propria crisi produttiva. Sicuramente il suo massimo splendore, io ti parlo principalmente delle miniere di carbone, ci sono stati durante l'autarchia, e quindi in periodo fascista, per poi subire un arresto subito dopo, durante il periodo della guerra. Poi subito dopo le produzioni sono nuovamente aumentate intorno al 1945-'48. Però fondamentalmente l'interesse nei confronti delle miniere è venuto meno con l'ingresso del petrolio, lolio combustibile e la concorrenza del carbone estero, che risultava migliore in termini di resa e di prezzo … (…)

Intorno agli anni Sessanta, esattamente nel 1964, c'è una lotta per il passaggio delle miniere, che allora erano in possesso della ACAI, che era la Società Carboni Italiani, all'ENEL. Praticamente la politica del governo era stata quella di nazionalizzare quelle che erano le aziende produttrici di energia elettrica, e quindi conseguentemente la materia prima era quella, quindi l'obiettivo era quello. E gli stessi minatori lottarono per il passaggio all'Enel, che sicuramente voleva dire un miglioramento della loro condizione economica.

Purtroppo, io questo te lo dico perché ho parlato con diversi minatori che hanno subito questo passaggio, non tutti passarono all'Enel. Non tutti passarono all'Enel, e purtroppo non si sanno con esattezza quelli che furono i criteri adottati per il passaggio all'Enel. Perché alcuni minatori passarono all'Enel, e si pensa per bravura, per capacità, ecc. Però molti sostengono che in realtà questo passaggio all'Enel sia avvenuto perché uno … si faceva notare di più dal sorvegliante. Comunque c'erano questioni di interessi, di privilegi, in qualche modo. Sicuramente il passaggio all'Enel per molti ha significato un miglioramento della loro condizione.

Non tutti passarono all'Enel perché … accordi tra l'azienda cedente (ACAI) e l'azienda subentrante (Enel) si accordarono per dare la cosiddetta liquidazione: dare dei soldi affinché i minatori se ne andassero. Non tutti accettarono. C'è chi non accettò e chi, invece, prese quei soldi e se ne andò nelle miniere del Belgio, in Inghilterra e in Germania. Altri non accettarono e rimasero nelle miniere, quindi alla ACAI, e lottarono per questa assunzione all'Enel. Altri non vennero presi. Mio nonno, per esempio non venne preso … non ottenne neanche la liquidazione: lui non accettò la liquidazione, però non passò neanche all'Enel (…) Non era iscritto in un sindacato, però era un simpatizzante dei comunisti, degli allora comunisti, e probabilmente lui fu uno di quelli che non era visto di buon occhio e quindi fu in qualche modo allontanato. (…)

Alla fine degli anni Sessanta ci fu più o meno la chiusura di tutti i pozzi, però si cercò in qualche modo di salvare il salvabile. In modo particolare i pozzi dove c'era più carbone (erano state chiuse le miniere di Bacu Abis già da tempo) erano quelli di Seruci e di Nuraxi Figus, dove si diceva c'era un gran quantitativo di carbone. (…) Il disinteresse verso l'attività mineraria dimostrato dall'Enel, che decise di liberasi dei pozzi ancora utilizzabili, portò intorno agli anni 1974-'75 i Consigli di fabbrica di queste due miniere, di Seruci e di Nuraxi Figus, a dar vita a una dura lotta che culminò con … dei giovani che piazzarono delle tende nel bivio di Seruci, dove ti dico che c'era anche mio padre, per sollecitare in qualche modo l'opinione pubblica verso questa realtà mineraria che stava chiudendo del tutto. Dovevano fare il corso di formazione per l'assunzione, però tutto era bloccato perché appunto stava chiudendo tutto.

I pozzi erano praticamente chiusi, nel senso che non si produceva niente. L'Enel alla fin fine aveva tenuto in piedi queste miniere, ma in maniera molto incompetente. Tanto che … per un lasso di tempo la stessa ACAI … aiutò l'Enel a gestire le miniere. Perché, appunto, non aveva la competenza, ma soprattutto non aveva l'intenzione di mandare avanti questi progetti, perché probabilmente non era il suo campo.

(…)

I minatori erano consapevoli del fatto che stesse chiudendo. Però, gli stessi figli di minatori dicevano "noi abbiamo una prospettiva. Qui carbone ce n'è. Perché far chiudere, o comunque decretare l'effettiva morte di questa realtà. Quindi, lottiamo per questo". E comunque alla fine riuscirono ad ottenere … la riattivazione di questa miniera. … Vennero promulgate nel 1976 due leggi, una regionale e una statale, attraverso le quali venivano stanziati con quella regionale 5 miliardi di lire, con quella statale 8 miliardi di lire, e la costituzione della società che doveva gestire, che si chiamava, e si chiama tutt'ora, Carbosulcis Spa. L'obiettivo era quello di realizzare il progetto di mantenere in vita queste miniere. La Carbosulcis Spa era costituita da due azionisti principali che erano l'Egam (Ente Gestione Aziende Minerarie) con il 60% e il 40% dall'Emsa (Ente Minerario Sardo). L'anno successivo addirittura venne modificato l'oggetto sociale di questa società: da realizzazione di un progetto, ad una cosa molto più ambiziosa: la riattivazione del bacino carbonifero del Sulcis.

In realtà poi, che cosa avvenne? (e qui abbiamo il passaggio all'Eni) che qualche anno dopo l'Eni acquisì tutte le quote dell'Egam, e la Regione Sardegna si fece un po' da parte, perché tenne solo l'1% del pacchetto azionario. Quindi nuovamente la miniera era passata ad una gestione statale che era quella dell'Eni. Purtroppo, però, l'Eni si comportò un po' come si era comportata l'Enel. Nel senso che di miniere ne sapeva forse poco, e l'interesse nei confronti della miniera era molto ridotto. Sino al 1997, quando la miniera passerà alla gestione regionale, l'Eni ottenne finanziamenti statali per continuare a garantire la manutenzione della miniera, ma non fece dei veri e propri investimenti per la riattivazione. Sì, ci furono corsi di formazione, però erano più che altro promesse, ma … non ci furono veri fatti. Uno dei progetti fu la realizzazione di una società che si occupava di studiare il carbone, la cosiddetta Sotacarbo. Progetti che comunque non furono granché concretizzati. Sappiamo benissimo che la Sotacarbo non fu mai attiva. Adesso si sta pensando di riattivarla. (…)

Alla fine degli anni Ottanta venne presentato al Parlamento europeo un progetto per la realizzazione di un impianto di gassificazione, … Parlamento europeo che bocciò l'iniziativa … perché la miniera di Monte Sinni venne considerata una realtà florida dal punto di vista economico, perché aveva mille dipendenti, allora. (…)

I minatori in questo frattempo fecero delle occupazioni dei pozzi. In modo particolare i minatori erano stanchi di sostenere questa situazione di incertezza, di mancanza di concretezza da parte del loro gestore, che era appunto l'Eni. E fecero una grande occupazione nel 1994, che portò al decreto del Presidente della Repubblica Scalfaro, attraverso il quale si sostenne che l'unica soluzione, l'unica prospettiva auspicabile per la miniera di Monte Sinni era quella della privatizzazione. Perché solo un imprenditore privato poteva fare delle scelte strategiche, fare delle scelte economiche, necessarie per poter far vivere una realtà di questo genere. … Stiamo parlando del 1994, e la miniera è stata riattivata nel 1976, quindi, insomma, erano trascorsi tanti anni in cui la miniera alla fin fine non aveva fatto niente, aveva illuso la popolazione e le comunità locali, aveva illuso soprattutto i lavoratori che erano occupati in questa realtà. L'Eni alla fine decretò la liquidazione della società, fino a che la Regione Sardegna, giustamente, prese in mano la situazione. E quindi nel 1996, il 22 gennaio del '96, tramite l'Emsa iniziò la gestione regionale.

Questa gestione regionale doveva essere una gestione transitoria. L'obiettivo era quello di gestire le miniere fino all'arrivo dei privati. Stiamo parlando del 1996, [oggi siamo] nel 2005, e questo non è ancora avvenuto, e quindi una gestione transitoria che … dura già da nove anni. Però sicuramente la Regione Sardegna ha fatto molto rispetto al passato, rispetto alla gestione statale, perché ha comunque cercato di rendere appetibile la stessa miniera. L'anno successivo, il quattro dicembre del 1997, la stessa miniera ha ripreso la sua attività, quindi i lavoratori hanno dimostrato una certa capacità. Ha acquistato un macchinario che si chiama "taglio" per la produzione di carbone. Ha reso la miniera più sicura. Ha comunque trasformato una miniera che con l'Eni era una miniera con una tecnologia inesistente, in una miniera che forse oggi può essere considerata una delle più avanzate tecnologicamente rispetto alla realtà europea. Quindi, comunque, ha fatto un grande passo avanti.

(…)

Oggi si parla dell'avviso di gara [per l'assegnazione a privati delle miniere di carbone, ndr], della quale … le possibili aziende effettivamente interessate sono l'ENDESA, che è una azienda spagnola, e poi la Sardinia Energy. C'è l'avviso di gara, per poi fare l'asta. … I requisiti di questa gara appaiono abbastanza rigidi … [La Regione] praticamente gli dice … "Questa azienda te la diamo così com'è, … devi garantire un'occupazione di almeno 1000 dipendenti, devi garantire una certa stabilità aziendale, e devi soprattutto garantire una energia a basso costo per le imprese di Portovesme".

  1. Presentazione
  2. Minatori, Miniere e Comunità mineraria attraverso i racconti della nonna
  3. Il minatore "solitario " (1)
  4. Il minatore "solitario " (2)
  5. Opposizione alla chiusura delle miniere (1)
  6. Opposizione alla chiusura delle miniere (2)
  7. La cultura del lavoro dipendente
  8. Questione di classe dirigente
  9. Storia del bacino carbonifero dal dopoguerra a oggi
  10. Il mito della miniera (1)
  11. Il mito della miniera (2)
  12. Il mito della miniera (3)

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