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Figli di Miniera

L'intervista a Franco Esu, Ex minatore

I temi dell'intervista a Franco Esu

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

L’occupazione

Abbiamo cominciato la lotta. Non volevamo andare in cassa integrazione. Oppure andare, ma con la finalità che i nostri figli non fossero a spasso. Abbiamo fatto questa lotta, 22 giorni mi sembra. Vanno a Roma e, niente, hanno bloccato tutto. &elaquo;Tutto a posto. Torniamo a casa&eraquo;. No? Tutto fatto! Dopo due giorni: &elaquo;Guardate che hanno rotto di nuovo le trattative&eraquo;. Io ero a lavoro a San Giovanni. Ero io e Antonio Meli (?):&elaquo;Cosa facciamo?&eraquo; Mentre il primo sciopero io avevo paura, (non è vergogna avere paura, no? Per carità. Il primo sciopero, i primi due giorni di sciopero, quando vedevo i carabinieri in assetto… con le loro armi giustamente… i carabinieri e gli altri in assetto antisommossa che venivano verso di te, allora qualcuno più anziano di noi: &elaquo;Oh, fai coraggiu!&eraquo; Capito? Allora io mi sono sentito spalleggiato e li abbiamo presi a colpi di pietre, nella rampa di San Giovanni, la prima volta. E hanno indietreggiato. Son venuti quelli del corpo delle miniere perché volevano l'esplosivo. Noi, per combinazione, avevamo esplosivo. E allora abbiamo detto: &elaquo;se questi portano via l'esplosivo, noi non esistiamo! Possiamo fare quante occupazioni vogliamo, fare qualsiasi cosa, no? A noi non ci sente nessuno. Perché in effetti non abbiamo niente, non abbiamo armi. Se invece noi teniamo l'esplosivo qua dentro… badate bene, una volta che occupiamo non possiamo più uscire fuori.&eraquo; Noi ci siamo fatta una confessione tra di noi. Un confronto aspro. Io ho detto: &elaquo;Io ho una famiglia da tirare avanti, come tanti altri. Io rimango. Non mi interessa! Caso mai mi sparano! Cosa devo fare? Però io sto cercando i miei diritti. Non voglio che mi buttino sul lastrico così di punto in bianco.&eraquo; Ci siamo fatti coraggio, abbiamo sbarrato la miniera. L'esplosivo nessuno lo toccava.

Noi poi … anche se non c'era commissione interna, ognuno comandava per sé poi ci confrontavamo … &elaquo;Chi va giù alla riservetta a mettere una pala meccanica davanti per non farla aprire? E nascondiamo la chiave.&eraquo; Perché su tanti c'è qualcuno… no? [Nella riservetta] c'era la dinamite e gli inneschi, inneschi elettrici. E allora si è scelto uno: &elaquo;Vai, vai tu. La chiave la sai solo tu dov'è.&eraquo; Senza quella chiave… E infatti la chiave ce l'aveva solo lui. Io avevo un altro compito, assieme ad altri. All'ingresso della rampa abbiamo messo una pala meccanica. La "12". La chiamavamo la "12". Era lunga quasi undici metri … era snodata in mezzo. Era una pala anche a radio comando. Poteva lavorare negli "slot", nei vuoti. Mandavi la pala e portavi fuori. E allora io ero una di quelli che se arrivavano questi [le forze dell'ordine, n.d.r.], mi dovevo prendere il radiocomando … e indietreggiare. Nel frattempo chi era preposto doveva far saltare la volta della galleria che avevamo in un primo momento minata. … Poi abbiamo tolto l'esplosivo e abbiamo messo dei distanziatori, che si mettono nel foro delle mine. Ogni tre cartucce metti uno di questi distanziatori per non essere troppo l'esplosivo, perché se no lo sminuzza troppo [la roccia, n.d.r.] … E a primo acchito sembrava che fosse tutto minato, ma l'esplosivo non l'avevamo messo. A primo acchito si, poi l'abbiamo tolto, rimesso a posto, per carità, non siamo terroristi. E abbiamo messo questo [i distanziatori, n.d.r.]. Quando lo vedevano non lo sapevano, nessuno lo sapeva, lo sapevamo solo noi …

Poi sono cominciati a venire i giornalisti. Noi non volevamo che venissero. Li tenevamo sempre fuori. Poi loro insistevano, insistevano. Alla fine… Io ero uno di quelli che quando vedevano giornalisti, mi spostavo. Non volevo avere niente a che fare coi fotografi e me ne andavo.

  1. Il mestiere del minatore
  2. Mio padre
  3. L’incidente
  4. Le relazioni sindacali
  5. I segnali della chiusura
  6. L’occupazione
  7. Ricordi di Buggerru (1)
  8. Ricordi di Buggerru (2)
  9. L’anniversario dell’eccidio del 1904
  10. Il rumore della montagna
  11. Spiriti di miniera 1
  12. Spiriti di miniera 2
  13. Spiriti di miniera 3
  14. Spiriti di miniera 4

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