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Figli di Miniera

L'intervista a Giampiero Pinna, Ex- Consigliere Regionale

I temi dell'intervista a Giampiero Pinna

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

La decisione di occupare Pozzo Sella

La lotta di Pozzo Sella nasce dal fatto che il Parco Geominerario, praticamente, che era stato proposto nella precedente legislatura regionale [la legislatura 1994-99 a maggioranza centrosinistra, ndr], non riusciva a fare un passo in avanti. Era stata presentata la proposta di legge in Parlamento, si stava per concludere quella legislatura nazionale, e io, che ero stato sottoscrittore, insieme al Governo, alla Regione, alle Università della Sardegna, come Presidente dell'Ente Minerario, della Carta di Cagliari [link esterno], attraverso la quale avevamo assunto solennemente l'impegno a mettere in atto tutti gli atti legislativi e amministrativi per giungere alla formale istituzione del Parco, ecco, questa istituzione non camminava, la legge era ferma in Parlamento.

(...) Io stesso mi sentivo addosso ancora maggiori responsabilità in quanto nel frattempo mi avevano chiesto di candidarmi alle elezioni del Consiglio Regionale, e del Parco Geominerario io ne avevo fatto un po' un punto programmatico essenziale della mia campagna elettorale, in quanto ero convintissimo, e sono convintissimo, che il Parco Geominerario poteva e può rappresentare un progetto strategico per la rinascita di queste aree minerarie dismesse della Sardegna.

Ecco, allora, quando mi sono reso conto e ho verificato che la proposta di legge con la norma istitutiva del parco non sarebbe passata in quella legislatura, a quel punto ho pensato che tutte le azioni fatte in Consiglio Regionale, peraltro in una posizione di minoranza, non consentivano di far fare un passo in avanti alla legge … E inoltre la prospettiva non era rosea, perché io ero nello schieramento di minoranza, che non poteva decidere. Pertanto, ho pensato che l'unica strada fosse quella di mettere in atto una protesta forte, e allo stesso tempo pacifica e non violenta, con un'azione simbolica, per la protesta nella storia delle miniere, che è quella dell'occupazione delle miniere.

E così ne ho parlato con mia moglie, con i miei figli, e solo con loro, perché naturalmente si trattava di un'azione che avrebbe… che a me mi avrebbe esposto dal punto di vista politico, morale e anche finanziario, ovviamente, ma che avrebbe creato comunque grosse implicazioni e grossi problemi anche alla mia famiglia. E quando ci abbiamo riflettuto, con mia moglie e i ragazzi, anche loro hanno capito che non c'erano altre strade, e che io non potevo avere pace se questa cosa non faceva un passo in avanti, se non si muoveva nella direzione di vederla concretizzata. Per cui ho deciso a quel punto, in solitudine e col conforto, ripeto, della mia famiglia, di occupare la miniera di… la galleria Villamarina e il Pozzo Sella della miniera di Monteponi.

E così il 5 di novembre del 2000, dopo aver preparato un documento nel quale illustravo le ragioni della mia azione, in occasione di una visita con alcuni docenti universitari e con alcuni rappresentanti dell'Unesco, … una volta che ci siamo trovati dentro in miniera, io ho comunicato che avrei iniziato da solo questa battaglia. E quindi mi sono ritrovato nel giro di un'ora da solo in miniera.

  1. La decisione di occupare Pozzo Sella
  2. Occupazione e manifestazioni di consenso del territorio
  3. L’occupazione continua tra ritorsioni e manifestazione d’appoggio
  4. Gli attestati di solidarietà alla lotta
  5. I risultati della battaglia di Pozzo Sella
  6. Il Parco secondo Giampiero Pinna
  7. L’esclusione dell’Igea dai lavori legati al Parco
  8. Quale ruolo all’Igea?
  9. La strategia della confusione adottata dalla Giunta di centrodestra
  10. Due strategie di sviluppo diverse

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