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Figli di Miniera

L'intervista a Giampiero Pinna, Ex- Consigliere Regionale

I temi dell'intervista a Giampiero Pinna

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

Due strategie di sviluppo diverse

E forse non è sufficiente giustificare questo caos con la confusione che hanno in testa, perché oltre alla confusione c'è nascosto, e ancora non confessato ma molto comprensibile, una strategia politica di sviluppo economico che non passa certo attraverso la concertazione e la gestione democratica che può avvenire attraverso il Consorzio del Parco a cui partecipano tutti gli Enti Locali con facoltà di dare indirizzi ben precisi, ma si vuole piuttosto fare una gestione verticistica da parte della Regione per gestire soprattutto la gran parte del patrimonio immobiliare sul quale possono essere realizzati grossi investimenti immobiliari legati all'industria del turismo.

E se penso a cinque anni fa, quando io da Presidente dell'Ente Minerario riuscii ad acquisire, a costo zero, tutto il patrimonio immobiliare dell'Eni, che a fare la guerra contro di me c'era l'allora sindaco di Iglesias Mauro Pili [Presidente della Giunta Regionale nella passata legislatura nel governo di centro destra, ndr], il quale metteva in atto continuamente buffonate, perché oggi col senno di poi si possono chiamare buffonate, sostenendo che tutto il patrimonio immobiliare doveva passare ai comuni, oggi che invece lo gestisce… lo potrebbe gestire, speriamo di no, speriamo che non lo gestisca più, ovviamente, tutto questo patrimonio in funzione dell'attività economica da destinare ai privati, non lo possono più gestire gli Enti Locali, ma lo deve gestire direttamente la Regione, con metodi che… e con scelte totalmente sbagliate, lesive dell'interesse dei sardi.

E mi riferisco in particolare alla procedura approvata dalla Giunta Regionale, in contrasto con la precedente procedura che ha funzionato, seppure per pochi mesi, fino alla fine del 1998. Ecco, questa procedura prevede che tutto il patrimonio … potenzialmente destinato ad attività economico-produttive, venga distribuito ai privati attraverso bandi internazionali, e attraverso lotti di grosse dimensioni che comprendono anche i ruderi, che molte volte sono insignificanti per un grosso investitore, invece sono di rilevante importanza per un artigiano, per una cooperativa di giovani, per un imprenditore locale piccolo, che può, con la ristrutturazione di questi immobili e con l'utilizzo di questi ruderi, sviluppare una sua propria attività economica.

In sostanza questo è il sistema per ammazzare ogni prospettiva di crescita della iniziativa imprenditoriale locale, per favorire grossi gruppi che vengono dall'esterno, e grossi investimenti immobiliari che, come abbiamo visto, non sono questi gli interessi della nostra regione. Questa è la strada non per sviluppare le nostre risorse umane, le nostre capacità imprenditoriali, ma per arricchire i grossi investitori che poi non sono degli amanti del turismo, sono degli amanti delle operazioni finanziarie che trovano nel cemento e nella cementificazione gli obiettivi fondamentali per le loro attività speculative.

  1. La decisione di occupare Pozzo Sella
  2. Occupazione e manifestazioni di consenso del territorio
  3. L’occupazione continua tra ritorsioni e manifestazione d’appoggio
  4. Gli attestati di solidarietà alla lotta
  5. I risultati della battaglia di Pozzo Sella
  6. Il Parco secondo Giampiero Pinna
  7. L’esclusione dell’Igea dai lavori legati al Parco
  8. Quale ruolo all’Igea?
  9. La strategia della confusione adottata dalla Giunta di centrodestra
  10. Due strategie di sviluppo diverse

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