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Figli di Miniera

L'intervista a Sandro Mezzolani, Esperto di archeologia mineraria

I temi dell'intervista a Sandro Mezzolani

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

Come nasce l’idea di riconvertire il settore minerario a fini turistico-culturali

L'idea di trasformare le miniere da cantieri produttivi in cantieri dove fare turismo … è un'idea che nasce a metà degli anni '90, quando la crisi del sistema minerario è … inevitabile. Il carico di occupati del resto è tanto alto, oltre 1000 persone, che i vertici dell'allora azienda regionale che gestiva il settore minerario sardo, l'Ente minerario Sardo, appunto, iniziano a studiare nuove forme di impiego di questo personale.

In un primo momento viene immediatamente spontanea l'idea … [di] bonificare alcuni siti. Vengono preparati dei progetti, … da lì poi viene inarrestabile la crisi del settore piombo-zinco, giunge a un punto di non ritorno, siamo nel 1996-97. L'Eni, che aveva gestito per oltre tre decenni il settore minerario, a un certo punto esce definitivamente di scena, lasciando sul campo … oltre 400 addetti, che passano alla Regione, quindi all'Ente Minerario Sardo. E allora lì il problema diventa veramente drammatico. Dal punto di vista economico ci si rende conto che le miniere non hanno più lunghissima vita, d'altra parte ci si rende conto che c'è troppa gente da impiegare.

Vengono comunque preparati, ai sensi della legge 204, una legge nazionale che destina dei fondi per il recupero dei siti minerari dismessi, … un buon numero di progetti. Questi progetti tra l'altro sono in corso, alcuni di questi sono la ristrutturazione della galleria Henry a Buggerru, la ristrutturazione di Porto Flavia, Villa Marina, Grotta Santa Barbara, … Funtana Raminosa. (…)

A quel punto nasce quindi spontanea una domanda: ma di tutti 'sti territori minerari … perché non tiriamo fuori un insieme di valori, di potenzialità turistiche. (…) È appunto di quegli anni, 1995-96, l'idea quindi di individuare una serie di aree fortemente caratterizzate dalla presenza delle attività estrattive. (…)

Viene anche attuato da PROGEMISA [link esterno], che è una società regionale, … uno studio di fattibilità, perché si vuole finalmente mettere sú un sistema che oltre a proteggere dei valori ambientali, dei valori culturali, riesca in qualche modo a sostenersi dal punto di vista economico … e quindi fa un calcolo economico, un calcolo che tra l'altro è anche abbastanza interessante, che dimostra che tutte queste testimonianze, se sapientemente gestite, possono fornire reddito. (…)

In seguito a questo studio di fattibilità [segue] poi l'iter amministrativo, ministeriale, per il riconoscimento del Parco. Nel frattempo, sempre l'Ente Minerario Sardo, decide di sottoporre all'Unesco … la validità dello studio iniziale sul Parco Geominerario per ottenere il famoso riconoscimento da parte dell'Unesco.

L'Unesco tra l'altro, nel corso degli anni Ottanta, aveva varato un progetto … esteso… interessa tutto il mondo. Questo progetto mirava a individuare quelli che sono i cosiddetti "geositi sensibili", delle zone del pianeta dove importante è stata l'attività estrattiva … Ecco, su quesi siti l'Unesco vorrebbe intervenire per sensibilizzare gli Stati affinché questi conservino queste valenze. L'Unesco, 1982-83, vara questa rete di geoparchi e geositi, e il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna è il primo che in quegli anni, nel 1997 a Parigi, ottiene questo prestigioso riconoscimento.

Ahime, purtroppo, in seguito anche alla firma a Cagliari della cosiddetta Carta di Cagliari [link esterno], che è il documento che lega l'Unesco all'Amministrazione regionale e allo Stato italiano: l'Unesco aveva riconosciuto il Parco come importante a livello mondiale, la Regione sarda e la Repubblica italiana si impegnavano a realizzare il Parco Geominerario. Questo è capitato il 30 settembre del 1998. C'è da dire che dal '98 ad oggi son passati molti anni, nulla o quasi è stato fatto nel frattempo. (...)

In realtà qualcosa c'è stato. Sì, gli interventi di recupero e di valorizzazione che erano anche cominciati prima sono stati portati a termine. Il problema è che il Parco stenta a decollare. (…) Quello che manca a questo punto è… prima di tutto una regia. C'è questa struttura, questo immenso patrimonio che ha bisogno di essere valorizzato. Valorizzato però non significa necessariamente nuove opere, … alberghi, … infrastrutture. Significa prima di tutto comunicazione, quindi un buon piano di marketing.

  1. Come nasce l’idea di riconvertire il settore minerario a fini turistico-culturali
  2. I ritardi e il bisogno del Parco
  3. Il Comitato di gestione del Parco e la "cabina di regia"
  4. L'Igea e la gestione turistica dei siti minerari
  5. Società Geoparco e Igea
  6. Gli operatori turistici dimenticati
  7. Il Parco tra il rischio di diventare un carrozzone e la possibilità di rilancio
  8. Contro l’eccesso di bonifica
  9. La ricchezza potenziale del complesso Ingurtosu - Montevecchio
  10. Sogni infranti 1: il Progetto Ingurtosu dell’Agip Miniere
  11. Sogni infranti 2: il Progetto Montevecchio
  12. Su cosa si infrangono i sogni (1)
  13. Su cosa si infrangono i sogni (2)

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