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Figli di Miniera

L'intervista a Tarcisio Agus, Sindaco di Guspini

I temi dell'intervista a Tarcisio Agus

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

Ancora sul Parco come strumento della programmazione dei comuni

Il Parco deve raccogliere le istanze dei territori e organizzare lo sviluppo appunto sulla base delle istanze che provengono dai territori. Questa è vera amministrazione. Dotandola di finanziamenti. Finanziamenti che può distribuire con progettazioni all'interno del Parco sulla base di un progetto organico condiviso. Se a me mi spetta di dover recuperare il Pozzo Sant'Antonio, quanto ci vuole, ecco, perché ad Iglesias si è recuperato il pozzo Sella, perché a Villasalto si è recuperato un altro pozzo, e così via. Perché magari abbiamo deciso di fare un percorso dei pozzi più significativi, e proponiamo ai turisti "Visitate i venti pozzi che ancora sono in piedi nel Parco geominerario".

Ed ecco che il Parco affiderà anche ai comuni le risorse per recuperare i vari siti, non deve gestirli direttamente. Ha la sua dotazione finanziaria, e così come la Regione fa con i POR, dove io presento un progetto e mi affida le risorse, il Parco doveva fare la stessa identica cosa. Poi il Parco avrebbe poi promosso questo, oppure presentato le istanze allo Stato, alla CEE, diciamo, per i finanziamenti sui progetti organici. Oggi recuperiamo i pozzi, domani recuperiamo le laverie, domani facciamo i musei della memoria storica … e si pianifica pian pianino, un tassello all'anno e via.

Dall'altro canto, ok, ci sono le bonifiche? Allora, io autonomamente prendo le due società che sono in lite, perché un privato non può andare a bonificare la proprietà regionale (questa è un'altra contraddizione: la Regione fa un accordo di programma con il Ministero ma non mette a disposizione le aree da bonificare. Perché si vuole mantenere questo attrito. E non si va avanti da nessuna parte. Si pagano gli operai senza far nulla, e sperperiamo soldi pubblici), invece, ripeto, un Parco autorevole prende le due società, le mette d'accordo… a parte il fatto che all'Igea dice "cosa devi fare? Ci sono i fondi della 204? Utilizzali per le gallerie. Ci sono i minatori? Benissimo. Facciamoli manutentare le gallerie. Attiviamo i presidi". Quegli operatori… io feci un piccolo calcolo: noi in dieci anni siamo in grado di far scomparire Igea e di avere il Parco con la dotazione organica dei minatori che manteniamo. Perché comunque ci sono professionalità che rischiano di perdersi. Perché l'armatore se non ci sono gallerie una volta che va via non lo riformi. E diventano scuola anche di formazione. Perché il Parco non era solo costruire percorsi turistici, ma erano anche centri di formazione.

  1. Come il destino del Parco si intreccia con quello dei lavoratori socialmente utili
  2. Un parco anomalo con pochissimi vincoli
  3. La rocambolesca nascita ufficiale del Parco
  4. Un parco al servizio dei piccoli comuni
  5. Il Parco come coordinatore e strumento della programmazione proveniente dai comuni
  6. Ancora sul Parco come strumento della programmazione dei comuni
  7. Cattiva gestione e "Buone Pratiche"
  8. Parco geominerario, Geoparco, "cabina di regia"
  9. Il Parco tra resistenze regionali e scetticismo di molti comuni
  10. Il Parco che sottrae risorse da gestire non piace alla Regione

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