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Figli di Miniera

L'intervista a Daverio Giovannetti, Ex leader sindacale

I temi dell'intervista a Daverio Giovannetti

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

La sconfitta e la delusione

La delusione mia sta lì: cioè di una grande sogno che però non si è realizzato. Questa è la sintesi della mia storia. E quando faccio questa sintesi mi pongo anche (?): quanti errori? Quanti ne ho fatti? Che cosa dovevo fare? Che cosa avrei dovuto fare? Però ritorno sempre al punto di partenza: sì, questa era l'idea, ma l'idea non ha avuto gambe per camminare. E quindi torniamo lì: non abbiamo la forza di poterci contrapporre o contestare con le forze nazionali.

Per esempio, sul piano nazionale, quando c'era Lama segretario della CGIL, io facevo parte del Direttivo Nazionale. Contavo in Sardegna, la mia voce aveva peso. Quando arrivavo sul piano nazionale interveniva la Lombardia, interveniva il Piemonte, interveniva l'Emilia Romagna, intervenivano quelle regioni ed ero soffocato. Anche se avevo stima da parte di Lama … poi sul piano del peso, sul piano sindacale pesavano quelle regioni più di quanto pesasse la Sardegna. Sì, venivano dal Continente, venivano qua, grandi lodi grandi complimenti per quello che facevamo, per le nostre battaglie, per quello che avevamo realizzato. Però al di là di questo più niente.

Siamo riusciti ad avere lo sciopero nazionale, a chiedere l'intervento delle regioni del nazionale, quando abbiamo fatto la battaglia per l'abolizione delle zone salariali. Abbiamo trovato il consenso anche della Lombardia, di molte regioni che ci hanno seguito. (…)

Pensi che la battaglia per le zone salariali l'abbiamo fatta noi in Sardegna in modo particolare, siamo stati la regione che ha tirato per la battaglia contro le zone salariali. Però abbiamo trovato l'ostilità della Fiom, che sosteneva che quello avrebbe creato degli scompensi perché gli industriali non avrebbero più investito nel Mezzogiorno. Come se avessero investito! Non avevano investito neanche quando … avevamo le zone salariali più basse, figuriamoci quando siamo arrivati al pari. (…) Quindi quel successo salariale, che fu in gran parte accreditato a noi della Sardegna per averlo tirato in modo particolare, però poi non ci ha dato risultati, non ci ha dato frutti. Altra delusione.

  1. Anni '60: rinasce il sindacato, comincia la fine delle miniere
  2. Gestione pubblica, meccanizzazione, ipersfruttamento dei giacimenti, esaurimento delle miniere
  3. La politica dell'Eni in Sardegna
  4. Ciò che resta delle risorse minerarie sarde
  5. Miniere e sottosviluppo. Il caso dell'autopala "Montevecchio"
  6. La difficile via dell'alternativa industriale alle miniere
  7. La politica di verticalizzazione inconclusa degli anni Sessanta
  8. In Sardegna è mancata un progetto chiaro e documentato di uno sviluppo alternativo possibile
  9. Lo sconfortante panorama produttivo regionale attuale
  10. Lo scetticismo riguardo all'alternativa turistica
  11. La sconfitta e la delusione

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