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Figli di Miniera

L'intervista a Gianfranco Bottazzi, Preside della Facoltà di Scienze politiche di Cagliari

I temi dell'intervista a Gianfranco Bottazzi

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

I pericoli della monocoltura turistica

In questa epoca storica c'è una moda … quella del "piccolo è bello". Questa enfasi sulla piccola e media impresa, sul turismo, sul fai da te … (fai da te nel senso di piccola scala di produzione eccetera). Io credo che, così come era pericoloso il mito dei poli di sviluppo, la storia ce lo ha fatto vedere, credere che se ci fosse una ricetta per risolvere tutti i problemi… Probabilmente fermarsi all'idea che la piccola e media impresa possa risolvere tutti i problemi, più piccola è meglio è, secondo me è un grosso rischio, perché ci sono alcune produzioni che necessariamente devono avere la grande scala. Penso per esempio alla petrolchimica.

Ora, la petrolchimica, certo, non aiuta moltissimo, soprattutto in alcune zone lo sviluppo del turismo. Però la petrolchimica c'è in Sardegna. È una tradizione di attività, è una tradizione di professionalità. Beh, sarebbe una jattura se venisse completamente smantellata, con la logica oggi imperante "l'industria non ci interessa vogliamo il turismo".

L'industria, o diciamo non ci interessa perché in realtà nessuno viene in Sardegna ad aprire un'industria, perché non ci sono le condizioni perché questo venga fatto, quindi facciamo come la favola della volpe e l'uva. Oppure dobbiamo dire, semplicemente, purtroppo non ce n'è di industria. Ma io credo che un certo tipo di industria non inquinante, potrebbe tranquillamente convivere con il turismo e creare valore aggiunto. Cioè, voglio dire, ci si dimentica spesso che Ottana, con tutte le crisi che ha, produce più o meno lo stesso valore aggiunto di tutta l'agricoltura sarda. E quando uno si guarda un po' questi numeri capisce che l'idea che si vada verso questo mondo fatto di turismo, che si lavora due mesi l'anno e per il resto dell'anno non si capisce cosa si fa non è una grandissima prospettiva. Insomma, turismo sì, ma non dimentichiamoci che esistono altre attività.

Non dico che dobbiamo metterci a fare acciaierie, né a sviluppare la petrolchimica, ma per esempio tutte le attività della information tecnology, vedi Tiscali e altre cose del genere, su questo ci si potrebbe investire.

  1. Dopo la miniera nulla. La scarsità della popolazione
  2. Dopo la miniera nulla. La miniera come universo chiuso
  3. Dopo la miniera nulla. La deresponsabilizzazione dei lavoratori
  4. Dopo la miniera nulla. L'assenza della cultura del rischio
  5. La scarsitàà di popolazione si trasforma in risorsa per il turismo
  6. Il turismo come sistema moltiplicatore di attività economica e di reddito
  7. I pericoli della monocoltura turistica
  8. Le ragioni della tiepidezza nei confronti di un futuro turistico della Sardegna
  9. Il valore aggiunto rappresentato dal Parco geominerario
  10. I motivi della tiepidezza del mondo imprenditoriale rispetto all'idea del Parco

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