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Figli di Miniera

L'intervista a Giampiero Pinna (2), Ex- Consigliere Regionale

I temi dell'intervista a Giampiero Pinna (2)

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

La spinta per un rilancio del settore nella prima metà degli anni Settanta

Allora c'era la convinzione che la razionalizzazione dell'attività potesse portare ancora ad allungare la vita di queste miniere. Per razionalizzazione si intendevano diverse cose. Intanto il fatto che i privati facevano grossi utili e quindi lo Stato poteva anche accontentarsi di farne di meno o di fare pareggio. Sono successi dei fatti anche significativi allora per cui c'è stato agli inizi degli anni Settanta una grande scoperta … di uno dei giacimenti più grandi nella storia delle miniere metallifere dell'Iglesiente, che è il giacimento "Marx" ad Acquaresi. Quelle concessioni erano gestite dall'Ammi Sarda, allora. E questo giacimento aveva suscitato un grandissimo… aperto prospettive, aperto speranze … In tutti gli anni Settanta fino agli inizi degli anni Ottanta la coltivazione di questo giacimento contribuì ad allungare la prospettiva e la speranza che queste miniere potessero salvarsi. Nel senso che i sindacati e molti docenti universitari dicevano "bisogna ampliare le ricerche, bisogna andare in profondità, le potenzialità sono ancora enormi; la scoperta del giacimento Marx ad Acquaresi dimostra che ancora c'è molto da scoprire".

(…)

È stata fatta una legge per la ricerca mineraria, nella convinzione che facendo un grosso programma di ricerca si potessero trovare grossi nuovi giacimenti. E poi nel '74 la Conferenza Mineraria Nazionale aveva aperto un'altra prospettiva, che poi era stata recepita anche dal Piano di Rinascita, che era … l'idea secondo cui queste miniere potessero salvarsi dal punto di vista economico, anche, in un ciclo integrato che doveva essere minerario metallurgico e manifatturiero. La cosiddetta verticalizzazione delle miniere, che doveva consentire di recuperare economicità alle miniere in una gestione integrata che doveva arrivare sino alla produzione del metallo e alla lavorazione dei prodotti.

In realtà anche questo si rivelò un grande fallimento, perchè vennero costruiti grandi impianti metallurgici di base, ma l'attività manifatturiera non è mai, non si è riusciti mai a farla decollare. Per cui nessuno in Sardegna ha fatto mai quello che sono riusciti a fare le popolazioni neolitiche sul Monte Arci, per parlare dei minatori di 8.000 anni fa, quando loro erano stati capaci di estrarre l'ossidiana, di lavorarla, e commercializzarla come prodotto finito in tutto il Mediterraneo. (…) E la stessa cosa hanno fatto le popolazioni nuragiche, perché sono arrivate anche loro al prodotto finito. I bronzetti nuragici sono anche loro un prodotto manifatturiero dell'attività mineraria e metallurgica.

  1. Il declino del settore minerario sardo alla fine degli anni Sessanta
  2. La spinta per un rilancio del settore nella prima metà degli anni Settanta
  3. Le miniere sarde non hanno creato imprenditori sardi
  4. L'intervento dello Stato degli anni Settanta e il caso Giasoli
  5. Chiusura delle miniere e provvedimenti per la riconversione del settore
  6. La verticalizzazione del settore minerario: la metallurgia
  7. Le miniere di carbone del Sulcis tra Enel ed Eni
  8. L’intervento della Regione nel settore carbonifero e la prospettiva della gassificazione
  9. Le motivazioni clientelari della costituzione dell’Ati Ifra
  10. Le funzioni del Consorzio del Parco

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