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(Miniere di Sulcis)
Miniera di Domus de Maria-Pula

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Tra le cime granitiche che si elevano a Nord del paese di Domus de Maria è racchiusa una meravigliosa area floro-faunistica nota ai più per la località detta Is Cannoneris, o Punta Sebera, dove sorge anche una caserma forestale; ebbene pochi sanno che anche in questa area regionale protetta furono eseguiti antichi lavori minerari di cui ora resta poca traccia.

La strada consigliata per raggiungere quest'area, parte dalla periferia Nord di Domus de Maria (via Fontana) e prosegue asfaltata fino alla località di Perda de Tronu dove è ubicata la piccola miniera di Arcu is Fossas; prima di raggiungere però questa miniera si incontra sulla destra l'incrocio che porta all'area di Monte Santo: quella che va verso Monte Santo - Padenteddu è una strada bianca percorribile con un'auto normale per pochi km, anche perchè le salite e il terreno sdrucciolevole richiede l'utilizzo di mezzi fuoristrada.

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In tempi recenti, verso la fine degli anni '60 era attivo in località Posta de Trobea (o anche Pala de Orbai), il permesso di ricerca detto Arcu de is Fossas di proprietà del Sig. Gino Pinna: questo era un permesso di ricerca per minerali di piombo, zinco, ferro e bario. L'area ora si presenta occultata da una fitta ed alta vegetazione, ma sono comunque visibili le discariche minerarie di discrete dimensioni e qualche imbocco di galleria abbandonato; a dominare le discariche minerarie un insieme di piccole abitazioni costruite in pietra locale ed ora di proprietà privata, come l'intera area.

A sud rispetto al permesso di Arcu is Fossas era presente il permesso di ricerca chiamato Miriagheddus, che comprendeva una vasta area montuosa.

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Il giacimento di Arcu de is Fossas era un adunamento a magnetite e galena, con accessoria blenda, pirite e calcopirite, incassato tra un banco calcareo-dolomitico e la potente serie aranaceo-argillosa del paleozoico. La genesi di questo giacimento va ricercata nel metamorfismo termico di contatto causato dall'intrusione dei graniti ercinici.

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Spostandoci più ad est lungo la strada che conduce a Monte Santo si incontra la piccola miniera di ferro di Punta sa Castagna, ubicata in vicinanza dei ripetitori di Punta sa Cruxi. Di questa piccola miniera restano visibili solo piccoli scavi ed una galleria, all'interno di un rimboschimento ad Eucaliptus.

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Ancora più ad est rispetto a quest'ultima località è possibile raggiungere l'area mineraria di Monte Padenteddu e Sa Galanza.

Da antichi documenti sappiamo che in località Sa Galanza era attiva un'esplorazione per galena argentifera già nel 1881 (il toponimo Galanza ricorda appunto la Galena), mentre nelle vicine località di Monte Santo e Padenteddu si ricercavano minerali ferrosi.

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Altre esplorazioni sempre per galena argentifera sono quelle di Antiogu Laj (o Antiogu Lai posta a Nord di Monte Santo, nel canale di Is Canargius) e Su Fraizzu relative alla fine dell' 800 e ricadenti nel territorio di Pula.

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L'area di Sa Galanza- Monte Padenteddu è raggiungibile con mezzi fuoristrada sia passando da Domus de Maria che da Villa San Pietro; si deve arrivare fino alle Case Monte Santo, così chimate sulla carta IGMI; poco a Nord rispetto a queste abitazioni si apre un piccolo sentiero quasi del tutto accultato dalla macchia mediterranea, che permette di raggiungere un antico edificio in pietra locale: questo rudere si compone di 3 ambienti ed era probabilmente utilizzato come abitazione per coloro che lavoravano in questi cantieri minerari sperduti fra i monti.

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A breve distanza dal rudere è ubicata una piccola discarica alla cui sommità è presente un profondo pozzo di estrazione nascosto tra la fitta vegetazione; altri pericolosi scavi (trincee) sono posizionate subito a Sud della Punta Sa Calanza (720 metri slm); a Nord dello stesso promontorio vi è la località Perdu Carta, sede a fine '800 di un'esplorazione per galena argentifera.

Aggiungiamo che la piccola discarica di Sa Galanza regala diversi campioni di galena (molti in stato alterato) sia nella varietà argentifera, che in quella pura, in cubi centimetrici. Altri minerali reperibili in discarica sono la malachite, la barite e la calcite.

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Altri lavori minerari ricadono in un'area posta a qualche km a Nord di Pula; in particolare nel 1993 venne richiesto un permesso di ricerca denominato Monte Barone, per la ricerca di feldspato.

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La Geologia ed i Giacimenti

L'intera area a Nord, Nord Est rispetto al paese di Domus de Maria è caratterizzato da rocce magmatiche intrusive, metamorfiche e anche sedimentarie; tra le prime prevalgono i graniti bianchi e rosa nelle varietà pegmatitiche e filoniane. Zone di granito massiccio si riscontrano presso i Nuraghi Perdu Beccu, Perda Petunta e Rio Ninnisceddu.

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Una potente formazione scistosa paleozoica caratterizza invece le rocce metamorfiche dell'area in esame. Queste aree metamorfiche si trovano spesso a contatto con rocce sedimentarie calcaree: queste ultime sono caratterizzate da calcari grigi, saccaroidi e dolomitici (Perda Sterria, Monte Cannas, Orbai) che hanno subìto gli influssi mineralizzanti delle vicine rocce eruttive: nuovi minerali come la wollastonite, la pirite, la pirrotite, la malachite e l'azzurrite si formarono in tali condizioni all'interno dei calcari.

Svariati giacimenti metalliferi sono quindi ospitati all'interno delle rocce calcaree e di quelle metamorfiche; appartengono a tale tipologia le antiche mineralizzazioni a ferro e manganese coltivate dalle miniere di Punta sa Castangia, Punta Perd'Arba e Monte Barone); ospitati invece nei calcari brecciati, i giacimenti a solfuri con prevalente galena delle miniere di Monte Santo e Punta sa Galanza: anche queste mineralizzazioni sono legate ai fenomeni eruttivi oltre al sistema di filoni diabasici che attraversano in direzione Nord-Sud le aree di Monte Santo e sa Galanza.

Meravigliosi ed aspri scenari montuosi ospitano queste antiche miniere e solamente gli escursionisti, i bikers ed i pochi frequentatori del luogo possono goderne appieno.

I Minerali dell'area di Arcu is Fossas-Monte Santo (Pula-Domus de Maria)

Azzurrite, Calcopirite, Ematite, Epidoto, Galena, Granato, Malachite, Mica, Pirite, Pirrotite, Ortoclasio, Quarzo, Wollastonite.


Bibliografia

FADDA ANTONIO FRANCO "Sardegna, guida ai tesori nascosti" - Cagliari, Ed. Coedisar, 1994.

CATALISANO S. "Rilevamenti in Sardegna: alcune osservazioni geologiche eseguite durante la campagna del 1932" - Bollettino Uff. Geol. Italia, Vol. LVIII, n. 1-5, 1933.

BILLOWS E. "Lessico Mineralogico per l'Isola di Sardegna" - II° Edizione, Tipografia Ledda, Cagliari, 1922.

VACCA ODONE E. "Itinerario dell'Isola di Sardegna" - GIA Edizione, 1881.

URAS I., VIOLO M., ZUFFARDI P. "Considerazioni genetiche sui giacimenti stratoidi sardi a solfuri: alcuni giacimenti del Sulcis" - Symposium AMS, Sez.I, A-13, Cagliari-Iglesias, 1965.

Carta Geologica 1:25.000 Iglesias, 233, 1938.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997

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