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(Miniere di Sulcis)
Miniera di Arcu su Linnarbu

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Il sito minerario di Arcu su Linnarbu è visibile anche da lontano, per coloro che si ponessero a guardare i rilievi di Arcu su Aingiu Mannu e Arcu de Is Sennoras a nord della frazione di Poggio dei Pini; Raggiungere però il sito non è alquanto facile se non si dispone di un'auto fuoristrada, in quanto la carrareccia si presenta in vari punti sconnessa e con forti pendenze.

Partendo da Poggio dei Pini, (frazione di Capoterra) si prosegue in direzione Nord verso la località di San Gerolamo; nei pressi dell'omonima chiesa e seguendo il rio San Girolamo si imbocca una strada sterrata che attraversa la località di Genna Craboni, fino al guado del Canale S. Antoni, nei pressi dell'Ovile Porcu. Da questo punto la strada non è più percorribile ed è necessario proseguire a piedi in direzione del sito. All'altezza dell'ovile Porcu è possible intravvedere una discarica mineraria con galleria a mezza costa che permetterà di mantenere la direzione del sito minerario visto che il sentiero risulta oramai occultato dalla vegetazione.

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Di questa miniera ben poco rimane: qualche imbocco di galleria, qualche discarica oltre a quel che resta di un tratto di ferrovia Decauville che probabilmente permetteva di trasferire il minerale a fondo valle. E' inoltre presente una piccola casetta in mattoni (di recente fattura) probabilmente usata come appoggio dagli operai.

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La Storia

Il territorio di Capoterra era stato esplorato sin dalla fine del 1800 alla ricerca soprattutto di piombo e ferro; questo è testimoniato dalla presenza di numerosi permessi di ricerca relativi al 1881, come:

Barra Troppa sa Sarpa (esplorazione per ferro), Bidda is Morus (esplorazione per ferro), Canali is Istrias (esplorazione per ferro), Casteddoris (esplorazione per galena argentifera), Mitza s'acqua Ferru (esplorazione per ferro) e Sa Bidda e is Morus (esplorazione per ferro).

In tempi più recenti i lavori dell'importante miniera di ferro di San Leone, interessarono anche la zona di Arcu su Linnarbu.

Nel 1956 iniziarono in Sardegna una vasta serie di ricerche per giacimenti di Uranio, ad opera della Società SOMIREN (Gruppo ENI); negli anni '60 tali ricerche si concentrano nelle località di Arcu su Linnarbu e di San Leone.

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Nel 1980-82 l'AGIP Nucleare Spa in collaborazione con l'ENTE MINERARIO SARDO eseguì ulteriori ricerche arrivando alla conclusione che le mineralizzazioni fossero economicamente poco importanti.

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Dopo l'identificazione di diversi minerali di Uranio da parte del Garavelli, il sito divenne importante tra i collezionisti ed i ricercatori di minerali rari e radioattivi.

I Minerali di Arcu su Linnarbu

Anatase, Andradite, Autunite, Bassetite, Cacoxenite, Carnotite, Churchite, Compreignacite, Diadochite, Fosfuranilite, Ianthinite, Magnetite, Meta-ankoleite, Meta-autunite, Meta-saleeite, Metatorbernite, Opale, Ortoclasio, Parsonsite, Quarzo, Rutilo, Sabugalite, Saleeite, Schoepite, Soddyite, Torbernite, Uraninite, Uranofane-alfa-beta, Wavellite.


Bibliografia

STARA P., RIZZO R., ASTOLFI M. "Minerali della Sardegna nei Musei Italiani" - Museo Aquilegia, Ass. Micromineralogica Italiana e Pargo Geominerario Storico Ambientale della Sardegna, Cagliari 2010.

OLMI F., SABELLI C., SENESI F., STARA P. "La mineralizzazione uranifera di Arcu su Linnarbu" - Riv. Miner. Ital., 2002.

MASCIA S. "La ianthinite di Arcu su Linnarbu (Capoterra, Cagliari)" - Riv. Mineral. Ital., 2003.

FADDA ANTONIO FRANCO "Sardegna, guida ai tesori nascosti" - Ed. COEDISAR, Cagliari, 1994.

VACCA ODONE E. "Itinerario dell'Isola di Sardegna" - GIA Edizione, 1881.

Carta Geologica 1:25.000 Iglesias, Foglio n.223, 1938.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.

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