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(Miniere di Ogliastra)
Miniera di Frundiu

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La miniera di Frundiu (o Frondiu) è nota già dai primi dell'800, in quanto descritta dal Generale Alberto della Marmora nel suo celebre Voyage en Sardaigne; questa antica miniera di cui rimane poca traccia è ubicata all'interno di un'area rimboschita nei pressi della Sorgente Orgosio, lungo la S.S. 125, in territorio di Baunei.

La Storia

Il Generale Alberto della Marmora racconta per primo della presenza in territorio di Baunèi, nel luogo detto Su Frundiu, di una mineralizzazione a rame, pirite e argento, a una mezz’ora circa dalla regione di Ertili, dove nel 1833 venne realizzato un fornello. Il Generale aggiunge inoltre che i minerali di rame e di ferro erano molto comuni nell'Ogliastra e probabilmente già noti e sfruttati dagli antichissimi abitatori dell’Isola.

Il Baldracco nel 1854 racconta di un filone riccamente mineralizzato a rame a due ore e mezzo di cammino da Baunei; Tale filone fu scoperto per caso da un fabbro nel 1825, Giuseppe Ducco, il quale in una fase di caccia, nel recuperare un proiettile si accorse della presenza di una mineralizzazione colorata di verde sulla roccia. Il Sig. Giuseppe Ducco contattò quindi, due speculatori di Tortolì, i quali, con l'aiuto finanziario di un socio francese effettuarono i primi scavi che consistevano in una trincea lunga 20 metri e profonda 7 metri; nel 1835 con l'aiuto di un fonditore veneziano, tali speculatori riuscirono a costruire un forno di fusione a valle della miniera, sulle sponde del rio Ertili, ma purtroppo l'impresa non ebbe seguito e di tale fonderia si perse qualunque traccia.

E' inoltre documentato che il Vescovo d'Ogliastra, Monsignor Carcherù, fece realizzare con il rame di Frundiu una croce per se ed una corona placcata d'oro per adornare il capo della statua della Vergine dei Sette Dolori a Tortolì.

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Per ritrovare altre informazioni su questa miniera bisogna risalire fino al 13 dicembre del 1880, quando venne rilasciato un permesso di ricerca per minerali di rame ad Agostino Campus e soci. Nel 1885 il permesso di ricerca venne prorogato a nome di M. Boi e soci; da tale periodo in poi le informazioni su questo antico sito minerario si perdono.

La Geologia

L'area in esame è caratterizzata dal punto di vista geologico da rocce magmatiche e rocce metamorfiche; in particolare affiorano leucograniti e granodioriti appartenenti al complesso plutonico del Carbonifero sup. - Permiano e alternanze di metarenarie, quarziti e filladi attribuite al Cambro-Ordoviciano. Sono inoltre rappresentate le vulcaniti riodacitiche del Carbonifero sup - Triassico inf.

I Minerali di Frundiu

Cuprite, Pirite.



Bibliografia

Archivio EMSA-Progemisa.

Relazione sul Servizio Minerario: anno 1883- 1884-1885.

BILLOWS E. "I Minerali della Sardegna ed i loro giacimenti" - Cagliari - 1941.

BALDRACCO CANDIDO "Cenni sulla costituzione metallifera della Sardegna" – Torino, 1854.

FADDA ANTONIO FRANCO "Sardegna, guida ai tesori nascosti" - Ed. COEDISAR, Cagliari, 1994.

Carta Geologica 1:100.000, Foglio n. 208, Dorgali.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.

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