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(Miniere di Sulcis)
Miniera di Sirai

Miniera di
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La Miniera di Sirai

La miniera di Sirai era ubicata ad Est dell'omonima frazione di Carbonia, area nella quale affiorava una parte dell'importante Bacino Carbonifero del Sulcis.

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Dal 1906 al 1915 si alternarono nell'area di Sirai, diversi permessi di ricerca per minerali di piombo, argento, zinco, rame, ferro e combustili fossili.

La miniera venne concessa alla Soc. Anonima di Bacu Abis l'8 ottobre del 1919.

Nel '34 la concessione venne trasferita alla Società Anonima Carbonifera Sarda, rinnovata nel '36 alla stessa società per '50 anni. La concessione scadde nel 1969.

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Nella miniera di Sirai si coltivava un giacimento stratiforme carbonioso a lignite, molto disturbato da pieghe e faglie. La miniera di Sirai comprendeva i cantieri di Schisorgiu, Sirai, Nuraxeddu, Vigna e Tanas.

Il 19 ottobre 1937 alle ore 22:50 circa nel Pozzo Schisorgiu avvenne un tragico incidente minerario, causato da una forte esplosione per accensione di polvere di carbone durante lo sparo delle mine negli avanzamenti del cantiere del IV fascio, fornello n. 3 del livello + 40 m. I minatori addetti agli avanzamenti dei cantieri A ed N, dopo aver preparato ed acceso 39 mine, scesero dal fornello G nella galleria di livello +40 per mettersi al riparo. Dopo la volata, una massa notevole di gas si incendiò e si propagò a forte pressione ed a grande velocità nella galleria del livello +40 dove investì i minatori che si trovarono lungo i cunicoli di passaggio, gettandoli violentemente a terra ed ustionandoli al viso, alle mani e in varie parti del corpo.

Tale incidente minerario provocò la morte di 5 minatori, 2 morirono sul colpo, mentre gli altri 3 decedettero poco dopo.

Inoltre rimasero ustionati e feriti in modo più o meno grave altri 17 operai, che si trovavano in galleria F.

Negli anni '30 la società lavorava alacremente nel cantiere Pozzo Schisorgiu concentrado i lavori nel 1°, 3° e 4° fascio. Venne anche iniziato il tracciamento in vena della discenderia 10bis profonda 130 metri. In questo cantiere fu costruita una cucina operai, una rimessa locomotive e si collegò la bocca del pozzo Schisorgiu mediante piano inclinato con la ferrovia Tanas-Serbariu.

Il 19 ottobre 1937 alle ore 22:50 circa nel Pozzo Schisorgiu avvenne un tragico incidente in sotterraneo, causato da una forte esplosione data dalla polvere di carbone, durante lo sparo delle mine negli avanzamenti del cantiere del IV fascio, fornello n. 3 del livello + 40 m. I minatori addetti agli avanzamenti dei cantieri A ed N, dopo aver preparato ed acceso 39 mine, scesero dal fornello G nella galleria di livello +40 per mettersi al riparo. Dopo la volata, una massa notevole di gas si incendiò e si propagò a forte pressione ed a grande velocità nella galleria del livello +40 dove investì i minatori che si trovarono lungo i cunicoli di passaggio, gettandoli violentemente a terra ed ustionandoli al viso, alle mani e in varie parti del corpo. Tale incidente minerario provocò la morte di 5 minatori, 2 morirono sul colpo, mentre gli altri 3 decedettero poco dopo. Inoltre rimasero ustionati e feriti in modo più o meno grave altri 17 operai, che si trovavano in galleria F.

Articolo della Provincia del Sulcis:

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Nel cantiere Pozzo Sirai, montato il castello metallico, si iniziò la costruzione del locale argano, del locale compressore Demag da 50mc/litro, della cabina elettrica di trasformazione e degli uffici della miniera.

Nel Cantiere Tanas in corrispondenza del Pozzo Cantina Barbusi fu aperta una discenderia. In questo cantiere furono costruiti i locali per un argano Agudio, per 3 compressori da 60 cv, per gli uffici, per una cucina e per la cabina di trasformazione da 15000/240 volt. I vecchi locali della cantina Barbusi furono trasformati in dormitorio operai.

Sempre nel 1938 venne ultimata la linea ferroviaria decauville che dal Pozzo Tanas arrivava ai Pozzi di Serbariu, passando per Pozzo Sirai, Pozzo Schisorgiu e Pozzo Nuraxeddu. Proprio a Nuraxeddu venne costruita una sala argano e una cabina elettrica a 2 piani e il Pozzo Nuovo fu dotato di castello in ferro (con relativi silos e di macchina di estrazione Schalker da 90 kw). Nei pressi di Pozzo Vecchio fu invece installato un ventilatore aspirante.

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Nel 1940 la concessione Nuraxeddu venne unificata con quella di Sirai.

Nel 1944 si lavorava nelle Sezioni Sirai, Tanas, Nuraxeddu e Vigna. In particolare nei cantieri Tanas e Vigna si verificarono diversi incendi che resero molto difficili le coltivazioni, decretando in alcuni casi l'abbandone dei cantieri. A Tanas venne installato un nuovo castello in ferro e si costruì anche la casa dell'argano. Vennero inoltre sistemate le linee ferroviarie per i treni delle sezioni di Vigna e Sirai e vennero inoltre eseguiti i lavori di posa dei binari della decauville dalla laveria al fabbricato bagni.

A Tanas fu anche costruito un forno per la fabbricazione della calce.

Nella Sezione Nuraxeddu si lavorava al pozzo n. 5, al n. 6 e al Pozzo Nuraxeddu.

Nel 1947 si ottenne la produzione massima con 102.610 tonnellate di minerale.

Nel 1953 la sezione Schisorgiu aveva assunto notevole importanza, ma si lavorava anche in zona Pozzo Nuraxeddu, livello -60 e zona Fernando.

Nel 1956 la Soc. Min. Carbonifera Sarda eseguì una serie di sondaggi nella zona di casa Lenzu con l'intento di studiare la formazione carbonifera; I sondaggi confermarono la presenza della 3a vena in quest'area.

Nel 1959 venne chiuso il cantiere di pozzo 12 ormai esaurito e i lavori si concentrarono alla sola sezione di pozzo Schisorgiu.

Nel 1960 erano i lavori si avvenivano nel cantiere -60. Nel cantiere -60 Est erano in preparazione nuovi tagli e in coltivazione il il 6° e il 7°. L'unico pozzo ancora aperto era il n. 3.

Nel 1964 rimanevano attivi i livelli -100, -200, -210, -150.


Localizzazione di Sirai:


Bibliografia

Archivio EMSA-Progemisa.

Relazioni sul Servizio Minerario e Statistiche delle Industrie Estrattive.

Società Anonima Bacu Abis "Il Carbone fossile di Bacu Abis", 1926.

Carbosulcis "Il Bacino Carbonifero del Sulcis", 1994.

PIGA VITALE "Il Giacimento Carbonifero del Sulcis, Carbonia", 1917.

MEZZOLANI SANDRO e SIMONCINI ANDREA "Sardegna da Salvare. Storia, Paesaggi, Architetture delle Miniere" - VOL XIII. Nuoro, Ed.Archivio Fotografico Sardo, 2007.

SELLA QUINTINO "Relazione sulle condizioni dell'industria mineraria in Sardegna", 1871.

Carta Geologica 1:50.000 Carbonia, Foglio 564.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.

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