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(Miniere di Iglesias - Marganai)
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La Storia della miniera di San Benedetto

Questo giacimento di galena argentifera e calamina venne scoperto nel 1869 dall'Ing. Leone Gouin che sfruttò gli antichi scavi presenti nella zona e noti col nome di (Fossa Muccini). Nel 1871 la concessione passò alla Società francese Petit Gaudet.

Venne costruita una laveria meccanica e una breve ferrovia per il trasporto del minerale dai cantieri di coltivazione dei filoni S. Giovanni e S. Benedetto. Vennero inoltre edificati 5 forni di calcinazione.

Nel 1872 la concessione della miniera di San Benedetto e di quella di Coremò passarono alla Società Vieille Montagne, che diede impulso alla costruzione di un piccolo villaggio a valle dei cantieri minerari. Vennero inoltre iniziati gli scavi del Pozzo Champion e della galleria di ribasso per il deflusso delle acque.

Nel 1907 il villaggio minerario di San Benedetto contava un centinaio di casette oltreché la scuola e i servizi primari.

Negli anni '20-'30 la produzione risentì enormemente sia della crisi mondiale che dei problemi causati dalla presenza d'acqua nei cantieri sotterranei, questo nonostante i forti investimenti della Società.

Nel 1941 la miniera di San Benedetto e quella di Coremò passarono alla Società Anonima Nichelio e Metalli Nobili, del gruppo AMMI.

Dopo il secondo conflitto mondiale la concessione passò alla SAPEZ, che investì nell'ammodernamento degli impianti visto che il minerale veniva inviato alla laveria della miniera di Barraxiutta per essere flottato; fu inoltre ammodernato e approfondito il Pozzo Zimmermann.

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Nel 1987 la SIM intraprendeva la costruzione di una grande galleria camionabile, detta Rampa, che avrebbe raggiunto i vecchi cantieri; solo 3 anni più tardi arrivò la chiusura degli impianti, nonostante venissero prodotte 200 tonn. giornaliere di grezzo (con elevati tenori di zinco).

Rimase il piccolo villaggio minerario incastonato in una stretta valle e tuttora abitato da un centinaio di persone. Rimangono inoltre svariati edifici minerari e il castelletto del Pozzo Zimmermann poco distante dai ruderi della laveria, adibita (ahimè!) ad ovile.

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Altre concessioni minerarie

Pala de is Luas.

Sedda Mucciui.


Bibliografia

MEZZOLANI SANDRO e SIMONCINI ANDREA "Sardegna da Salvare. Storia, Paesaggi, Architetture delle Miniere" - VOL XIII. Nuoro, Ed.Archivio Fotografico Sardo, 2007.

SELLA QUINTINO "Relazione sulle condizioni dell'industria mineraria in Sardegna", 1871.

Carta Geologica 1:25.000, Foglio 233 Iglesias, 1938.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997

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