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(Miniere di Sulcis)
Miniera di Bacu Abis

Miniera di
Sulcis

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  20. Orani - Nuorese
  21. Sassarese
  22. La Maddalena - Gallura
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Il giacimento di combustibili fossili del Sulcis venne probabilmente scoperto dal Sig. Ubaldo Millo nel 1851 in prossimità del paese di Gonnesa; lo stesso anno il generale Alberto Lamarmora rivendica la scoperta del giacimento nel suo libro "Voyage en Sardaigne" parlando per la prima volta di Lignite eocenica.

Nel Maggio del 1853 la concessione Bacu Abis è affidata alla Società Millo intitolata TIRSI-PO.

Nell'anno 1854 vengono estratte le prime 150 tonnellate di carbone; la miniera ebbe una produzione discontinua fino al 1871, anno in cui la concessione fu affidata all'Ing. Anselmo Roux che nel 1873, costituì la Società Anonima proprietaria della Miniera di carbone di Bacu Abis in Sardegna. In tale periodo la lignite estratta nella limitrofa miniera di Funtanamare veniva utilizzata per alimentare le caldaie e per muovere gli impianti delle laverie di Monteponi.

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Nell'ultima decade dell'800 si ebbe un graduale aumento della produzione, con picchi annui di 15.000 tonnellate; la coltivazione avveniva a cielo aperto lungo il contatto tra il lignitifero eocenico ed il basamento paleozoico.

Nel 1896, venne costruita una nuova laveria con annessa fabbrica di agglomerati.

Nel 1915 la Società mutava il nome in Società Anonima di Bacu Abis ampliando l'esercizio e lo sfruttamento delle miniere di Bacu Abis, Cortoghiana, Caput Acquas e dei permessi limitrofi.

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In questo periodo l'attenzione di tutta la Nazione è richiamata sul bacino carbonifero di Bacu Abis; il gas ottenuto col carbone di Bacu Abis e di Caput Acquas viene comparato per quantità e qualità a quello ottenuto con gli ordinari carboni fossili inglesi. Su intercessione dell'Onorevole Roth, deputato del collegio di Alghero, il Governo adotta alcuni provvedimenti che consentono un maggior sviluppo dei lavori nelle miniere di Bacu Abis. La lignite di Bacu Abis seppur caratterizzata da un elevato contenuto in zolfo presentava un alto potere calorifero.

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In virtù dei provvedimenti governativi le miniere ricevettero un nuovo impulso sotto la guida dell'imprenditore Avv. Sorcinelli, il quale investì nuovi capitali nell'ammodernamento degli impianti; Venne iniziato lo scavo di alcuni pozzi in ausilio delle discenderie, tra i quali uno chiamato Emilio in nome del banchiere romano Emilio Paoletti, e un altro Roth in omaggio al parlamentare; verranno costruiti anche il Pozzo Impero e il Pozzo Nuovo. L'attività estrattiva ebbe notevoli ripercussioni anche sul tessuto economico locale a vocazione agropastorale; nacquero intorno ai nuovi pozzi i villaggi minerari di Caput Acquas, Cortoghiana, Sirai seguiti in tempi moderni da Serbariu e Nuraxi Figus.

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Dopo il primo conflitto bellico la concorrenza dei carboni esteri rese assai difficile il collocamento sul mercato del carbone di Bacu Abis; fu questo l'inizio della crisi mineraria. I prezzi dello zinco, del piombo, dell'antimonio e degli altri metalli precipitarono, le Società minerarie risposero alla crisi licenziando migliaia di minatori.

Nel 1932 la situazione delle miniere di Bacu Abis risultava insostenibile soprattutto a causa degli ingenti debiti pregressi e perciò il 6 aprile 1933 gli amministratori della Società presentarono al Tribunale di Roma domanda ufficiale di fallimento.

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Il bacino carbonifero dopo il '35

La concessione passò alla Società ARSA, la quale rilevò tutti i centri estrattivi sulcitani ad eccezione di Terras Collu, Culmine e Funtanamare che erano gestite dalla Monteponi.

Nel 1935 venne costituita l'Azienda Carboni Italiani che avviò una serie di campagne di ricerca, costruì nuovi impianti e laverie, potenziò i servizi connessi all'attività mineraria. Per consentire l'alloggio delle maestranze venne decisa la costruzione di una nuova città: Carbonia, destinata ad ospitare non meno di 25.000 persone ed inaugurata da Mussolini il 18 dicembre del 1938.

Questo fu anche l'anno dell'apertura delle miniere di Tanas, Serbariu, Vigna, Nuraxeddu e dell'ampliamento di quella di Bacu Abis.

Negli anni '40 il secondo conflitto bellico innescò una nuova crisi anche a causa della difficoltà di esportazione del carbone. Negli anni '50 il calo produttivo dei centri minerari di Serbariu e Bacu Abis rappresentava il preludio per la loro completa chiusura; diversamente, con la miniera di Seruci si apriva una nuova fase nell'attività estrattiva. Qui lo strato carbonioso si presentava suborizzontale permettendo una più facile estrazione meccanizzata. Negli anni'60 avvenne la nazionalizzazione delle fonti energetiche, le miniere passarono all'ENEL,e si iniziò a puntare sul petrolio come unica fonte di energia.

La dipendenza totale dal petrolio presentava però aspetti negativi legati alle crisi internazionali, onde per cui nel 1978 nacque la Carbosulcis (ENI) per la riapertura delle miniere di Seruci e Nuraxi Figus, tuttora in produzione. Qui prosegue l'attività di estrazione della lignite con l'impiego di moderni mezzi e tecnologie; vi si trovano due pozzi, una laveria e la grande rampa di accesso all'immenso sottosuolo (oltre 100 km di gallerie).

Nel 1996 la Regione Sardegna prese in carico la proprietà della Carbosulcis, con la finalità di guidarne la "transizione" verso la privatizzazione. Le possibilità di sfruttamento del carbone del Sulcis sono legate al progetto di gassificazione ed alla realizzazione di una nuova centrale elettrica che alimenti le industrie di Portovesme; una nuova asta per l'acquisizione della Carbosulcis è andata deserta nel 2006. La Regione Sardegna mantiene comunque attiva la miniera; grazie anche agli alti prezzi petroliferi, le prospettive attuali per la Carbosulcis sembrano positive.

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Segnaliamo qui di seguito il numero di telefono del centralino della Carbosulcis operante presso la miniera di Nuraxi Figus: 0781-4921

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Caratteristiche del Carbone Sulcis

Classificazione americana in funzione de grado di impurità: Antracite, Bituminoso, Sub-bituminoso, lignite.

Carbone sub-bituminoso a lunga fiamma

Umidità: 10,5%

Materie volatili: 39%

Ceneri: 16%

Carbonio fisso: 52,5%

Zolfo: 6,06%

Potere calorifero: 5000-6000(kcal/kg)


Concessioni minerarie:

Il bacino minerario del Sulcis comprende le seguenti miniere: Sebariu, Piolanas, Caput Acquas, Cortoghiana, Nuraxi Figus, Bacu Abis, Terras Collu - Porto Paglia, Seruci.

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Altre vecchie concessioni citate da Q. Sella:

Funtanamare (o Fontanamare): miniera accordata in concessione al Sig. Angelo Nobilioni di Iglesias nel 1868 per una estensione totale di 255 ettari.

Terras de Collu: miniera accordata in concessione alla Società Timon-Varsi nel 1853 per una estensione totale di 400 ettari.In tempi recenti la Soc. Montevecchio-Monteponi si occupò dell'area (vedi scheda).

Terra Segada (vecchie esplorazioni).

Brabusi (vecchie esplorazioni).

Piolanas (vecchie esplorazioni per lignite ed in tempi recenti per Barite).

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Bibliografia

MEZZOLANI SANDRO e SIMONCINI ANDREA "Sardegna da Salvare. Storia, Paesaggi, Architetture delle Miniere" - VOL XIII. Nuoro, Ed.Archivio Fotografico Sardo, 2007.

SELLA QUINTINO "Relazione sulle condizioni dell'industria mineraria in Sardegna", 1871.

Carta Geologica 1:25.000 Iglesias, Foglio 233, 1938.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.

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