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(Miniere di Fluminimaggiore)
Miniera di Pubusinu

Miniera di
Fluminimaggiore

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La Storia

Questa vecchia miniera è ubicata in prossimità della miniera di Gutturu Pala in territorio di fluminimaggiore. Delle antiche strutture rimangono in piedi i forni di calcinazione, le gallerie, il vecchio tracciato ferroviario e un esteso sistema di canalizzazione che partendo dalla sorgente di pubusinu, alimentava a valle il generatore elettrico della laveria della miniera di Su Zurfuru.

La miniera sorse in un territorio ricco di fitti e splendidi boschi che nascondevano al loro interno gli antichi scavi effettuati dai romani alla ricerca della galena argentifera. Le prime strutture che furono costruite presso la sorgente di Pubusinu servivano ad ospitare gli operai ed i dirigenti della miniera, anche perchè il paese di Fluminimaggiore distava a 6 km di distanza; infatti vennero edificate: una casa capace di alloggiare 30 operai con una camera riservata al caporale; un magazzino dotato di piccola officina per il fabbro ed un laboratorio per il falegname.

Per ciò che riguarda i lavori minerari vennero intestate le gallerie traverso banco al livello di Gutturu Pala, la Galleria Garrucciu oltre che altre ubicate a una decina di metri sopra la sorgente di Pubusinu. Fu costruita anche una piccola laveria meccanica, di cui sono ancora visibili i ruderi appena sotto la sorgente.

Il 7 giugno del 1872 la Gonnesa Mining chiese la concessione per poter coltivare minerali di piombo e zinco nella località denominata Gutturu Pala - Pubusinu e l'importante documento fu ufficializzato nella casa dell'Ing. Carlo Marx a Pubusinu.

Tale abitazione esiste tuttora, ampliata sotto forma di accogliente agriturismo ed immerso nei fitti boschi del fluminese.

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Ing. Carlo Marx

Carlo Marx era nato a Nauborn, in Germania, da Corrado ed Elisabetta Uffman, arrivò in Sardegna nel 1875, e fu l'artefice della introduzione dei processi meccanici nelle laverie sarde.

Non si sposò mai, e morì all'età di 51 anni il 16 dicembre del 1900 nella sua casa di Pubusinu. Fece parte dell'Associazione Mineraria Sarda, e fu anche legato alla loggia Massonica.

Particolarmente curiosa la leggenda che lo vuole amico di un corvo che lo seguiva in volo nei suoi spostamenti, attendendolo appollaiato in cima al campanile della chiesa di Fluminimaggiore fino al suo arrivo. La leggenda racconta che un giorno la guardia comunale vide il corvo sul campanile, prese il fucile e lo uccise. Fu grande il dispiacere di Marx e il sindaco suo amico, punì la guardia non tanto perché aveva ucciso un corvo ma perché aveva ucciso il corvo di Carlo Marx.

Questo stimato ingegnere fu direttore delle miniere di Gutturu Pala e Pubusinu. Andava d'accordo con gli operai e aveva molti amici. Era anche amico del Canonico don Onorio Melis con il quale andava spesso a caccia.

La sua tomba è si trova presso il Camposanto di Iglesias, nel viale detto "dei bambini".

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Sito Parco Geominerario.


Bibliografia

"Personaggi avvenimenti curiosità della storia di fluminimaggiore e della Sardegna dal 1704" - Quaderni di storia Fluminese n.3 - Editrice Sardegna, litotipografia Susil - Carbonia 1988.

FADDA ANTONIO FRANCO "Sardegna, guida ai tesori nascosti" - Cagliari, Ed. Coedisar, 1994.

SELLA QUINTINO "Relazione sulle condizioni dell'industria mineraria in Sardegna" 1871.

Carta Geologica 1:25.000 Capo Pecora-Guspini, Foglio 224-225.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.

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