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(Miniere di Iglesias - Marganai)
Miniera di Sa Duchessa

Miniera di
Iglesias - Marganai

  1. Fluminimaggiore
  2. Gonnosfanadiga-Villacidro
  3. Sardegna centrale
  4. Monte Narba (San Vito-Muravera)
  5. Salto di Quirra - Gerrei
  6. Nurra (Alghero) e Planargia
  7. San Vito - Villaputzu
  8. Rio Ollastu (Burcei)
  9. Arburese (Arbus)
  10. Iglesias-Gonnesa
  11. Iglesias-Marganai (Domusnovas)
  12. Monte Arci (Pau)
  13. Sulcis (alto e basso)
  14. Salto di Gessa (Buggerru)
  15. Barbagia - Alto Sarcidano
  16. Gerrei - Parteolla
  17. Monte Albo (Lula)
  18. Silius
  19. Ogliastra
  20. Orani - Nuorese
  21. Sassarese
  22. La Maddalena - Gallura
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La Storia

Questa miniera di zinco, rame e piombo argentifero è ubicata a Nord di Domusnovas, in una località chiamata Sa Cea Spremi o S'arcu de Sa Duchessa (Quintino Sella la identifica con il toponimo di Cea Spreni); infatti i primi permessi minerari, a metà del 1800, erano riferiti a tali toponimi.

La miniera fu dichiarata scoperta nel 1870 dal Sig. Angelo Nobilioni, il quale cedette i diritti alla Società Civile delle Miniere di Iglesias. Quest'ultima coltivò i 290 ettari concessi della miniera fino al 1871, anno in cui la concessione passò alla Società belga Vieille Montaigne, la quale investì subito ingenti capitali per costruire una serie di forni di calcinazione ed una laveria per il trattamento dei minerali.

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Il minerale estratto tramite pozzi gallerie e trincee, veniva trasportato anche mediante l'utilizzo di 3 piani inclinati (a freno e contrappeso automatizzato), fino alla laveria per essere trattato: la laveria disponeva di 4 classificatori e di 10 crivelli a scossa, mossi da una macchina a vapore da 30 cv. Il minerale classificato veniva quindi inviato a 4 forni di calcinazione; in tale opificio lavoravano circa 150 persone fra uomini, donne e ragazzi.

I prodotti ottenuti dall'impianto di trattamento venivano quindi inviati a Domusnovas tramite carri a buoi, da qui alla stazione ferroviaria di Musei e quindi al porto di Cagliari per essere imbarcati.

Nel 1870 l'intenso sfruttamento minerario creò dei problemi di inquinamento ai torrenti che alimentavano le fontane e gli abbeveratoi del paese di Domusnovas, tanto che la Società Vieille Montaigne si vide costretta a ripulire periodicamente i torrenti a monte del paese e a costruire una serie di fontane ed una tubazione per convogliare l'acqua pulita all'interno del paese.

Negli anni '30 vennero coltivati anche minerali di piombo e rame e nel 1936 subentrò la Società Anonima Rame Italiano che incrementò la produzione fino a 10.000 tonnellate di minerali cupriferi.

Dopo il secondo conflitto bellico, non si riuscì a riportare la miniera a livelli produttivi importanti; seguirono qundi periodi di crisi che sfociarono nella chiusura dei cantieri nel 1971.

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Il giacimento

La miniera è ubicata a sud rispetto ad un anello metamorfico generato dall'intrusione del granito ercinico sui calcari cambrici. La mineralizzazione di Sa Duchessa, come altre nel territorio è sicuramente legata alla venuta magmatica che determinò la formazione del granito nel tardo carbonifero e attivò i fluidi idrotermali responsabili della deposizione dei minerali.

Tale mineralizzazione è costituita in buona parte da ossidati, e prevalentemente da Crisocolla (Silicato idrato di rame), oltre che da solfuri quali Pirite, Calcopirite e Galena .

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I cantieri Maremma

I cantieri Maremma, della miniera di sa Duchessa sono distanti un'ora di cammino dal villaggio omonimo, sotto la Punta Campu Spina (939 m slm).

La passeggiata per raggiungere i cantieri prevede una spettacolare salita attraverso stretti sentieri panoramici, che raggiungono i ruderi del villaggio di Sa Duchessa de Pitzus (663 m slm).

Durante questa passeggiata si incontrano molte testimonianze dell'attività mineraria, fra cui citiamo: un lungo piano inclinato, molti imbocchi di gallerie, discariche e svariati ruderi.

Per info: (archeominer.domus@tiscali.it).

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I minerali di Sa Duchessa

Anatasio, Agardite, Andradite, Arseniosiderite, Anglesite, Arsenopirite, Atacamite, Auricalcite, Azzurrite, Barite, Bornite, Bournonite, Brochantite, Calcantite, Calcite, Calcocite, Calcofanite, Calcofillite, Caledonite, Calcopirite, Cerussite, Cianotrichite, Clinoclasio, Clinocloro, Covellite, Crisotilo, Cuproadamite, Connellite, Crisocolla, Cuprite, Digenite, Dioside, Dioptasio, Djurleite, Dufrenite, Duftite, Ematite, Enargite, Emimorfite, Epidoto, Fluorite, Fluoroapatite, Galena, Goethite, Gesso, Gjsinite, Goslarite, Granato, Greenochite, Hedembergite, Heterolite, Idrocerussite, Idrozincite, Ilvaite, Koechlinite, Langite, Libethenite, Linarite, Litargirio, Malachite, Massicotite, Mimetite, Molibdenite, Muscovite, Neodigenite, Olivenite, Oro nativo, Ottaedrite, Philipsurgite, Pirite, Plancheite, Posnyakite, Pseudomalachite, Quarzo, Rame nativo, Rosatite, Rutilo, Serpierite, Sfalerite, Siderite, Smithsonite, Spangolite, Svabite, Theisite, Tremolite, Wollastonite, Wulfenite, Vesuviana.


Bibliografia

COSTA L. ROBERTO e CANAVERA EDILIO "Domusnovas dalle origini al '900" - Domusnovas, 2001.

URAS IVO "Studio sulla mineralizzazione della miniera di Sa Duchessa" - Estratto dal Periodico di Mineralogia, 1951.

FADDA ANTONIO FRANCO "Sardegna, guida ai tesori nascosti" - Cagliari, Ed. Coedisar, 1994.

MEZZOLANI SANDRO e SIMONCINI ANDREA "Sardegna da Salvare. Storia, Paesaggi, Architetture delle Miniere" - VOL XIII. Nuoro, Ed.Archivio Fotografico Sardo, 2007.

SELLA QUINTINO "Relazione sulle condizioni dell'industria mineraria in Sardegna" 1871.

Carta Geologica 1:25.000, Foglio 224-225 Capo Pecora Guspini.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.

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