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(Miniere di Gonnosfanadiga)
Miniera di S'Acqua Is Prunas - Genna S'Olioni

Miniera di
Gonnosfanadiga

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  21. Sassarese
  22. La Maddalena - Gallura
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L'itinerario per arrivare alla miniera di S'Acqua is Prunas presenta alcune difficoltà che rendono preferibile il fuoristrada.

Nella prima parte l'itinerario è il medesimo visto per arrivare alla miniera di Fenugu Sibiri.

  1. Quando giungete all'altezza della ex-colonia dovete lasciare la strada asfaltata e prendere a destra la strada bianca.
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  3. Guadate un piccolo ruscello e dopo pochi metri arrivate a una seconda diramazione. Questa volta dovete prendere la carrareccia che sale verso sinistra.
  4. Da qui in poi il percorso non dovrebbe presentare altre sorprese. Si segue la stradina che costeggiando un torrente comincia a salire con dolce pendenza. L'ascesa si conclude alla sella di Genna Olioni che immette alla vallicciola formata dal piccolo torrente di S'acqua is prunas. Sulla sella si incontrano i primi ruderi minerari; un grande rudere con vista panoramica e qualche abitazione.
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  6. Seguite la stradina finché non incontrerete il torrente, parcheggiate la macchina e proseguite a piedi per la carrareccia che costeggia il piccolo corso d'acqua. Pochi metri e sulla sinistra comincerete a intravvedere i resti della laveria. Siete arrivati. Buona visita.
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La piccola miniera di S'Acqua Is Prunas è posta alla fine della valliciola formata dall'omonimo torrente. Presenta una sola galleria (o, almeno, noi ne abbiamo individuato solo uno. La laveria è posta a una certa distanza dall'imbocco alla galleria, a causa della necessità di una pendenza maggiore di quella presente nelle sue vicinanze.

Galleria e laveria sono collegate da quello che ora è solo un sentiero, ma che un tempo doveva ospitare dei binari per i carrelli con cui veniva trasportato il minerale grezzo.

La Storia.

La piccola miniera di S'Acqua Is Prunas - Genna S'Olioni è posta alla fine di una piccola valle incisa dall'omonimo torrente. Nell'area è presente qualche imbocco di galleria, oltre a vari ruderi tra cui quello della laveria e della polveriera. La laveria costruita in pietra locale dimostra una certa ricercatezza architettonica, non infrequente nelle miniere le cui strutture risalgono alla fine del secolo XIX.

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La miniera venne dichiarata scoperta e concessibile agli inizi del '900, per minerali di Nichel, Cobalto, Piombo e Zinco. Già nel 1880 venne accordato un permesso di ricerca a L. Gouin in località Sedda Planuceddu dove si rinvenne arsenopirite.

Negli anni '30 i lavori si spostarono in località Fosso is Bandius (Cantiere Is Telaius) e S'Ungurtosu dove vennero realizzate varie gallerie e trincee minerarie lungo il filone Speranza.

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Nel 1936 venne accordato un permesso di ricerca per minerali di Nichel e Cobalto alla AMMI; e proprio in questi anni venne realizzata la strada che collegava Fluminimaggiore con Fenugu Sibiri, passando per la miniera di Genna S'Olioni; vennero inoltre costruite due case ad uso magazzino ed abitazione operai.

Nella miniera lavoravano 74 operai che produssero 100 tonn. di arsenopirite e 74 di arseniuri di Nichel e Cobalto. Non essendo ancora terminata la costruzione della laveria di S'Acqua is Prunas il tout venant veniva inviato in quella della miniera di Fenugu Sibiri per essere trattato.

Nel 1939 vennero costruite anche: la cabina elettrica di trasformazione (da 15000 a 500 Volt) per fornire l'energia necessaria all'azionamento di un compressore d'aria; inoltre si terminò la costruzione di 3 case alloggio per operai, la sede dell'amministrazione ed una strada camionabile di 1,2 km che raggiungeva Fosso is Bandius.

Dopo la Seconda Guerra Mondiale operò in quest'area con scarsi risultati la Ditta Surraco di Iglesias con un permesso di ricerca per minerali di Piombo, Zinco, Antimonio, Nichel e Cobalto.

Dal 1973 al 1993 con le ricerche della Progemisa tutta l'area mineraria di Genna S'Olioni, venne inglobata nel permesso minerario di Acqua is Prunas.

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La laveria dimostra una certa ricercatezza archittetonica, non infrequente nelle miniere le cui strutture risalgono alla fine del secolo XIX. Prevale la pietra locale come materiale da costruzione, rari sono i segni di cemento armato (nel ponte in alto che collegava i binari al silos di raccolta del grezzo, e in qualche elemento interno).

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Particolari della laveria visti da angolazioni diverse. Si noti il contrasto tra la struttura in pietra delle arcate e dei muri esterni e il cemento armato del ponte che si intravvede nello sfondo.


Bibliografia

FADDA ANTONIO FRANCO "Sardegna, guida ai tesori nascosti" - Cagliari, Ed. Coedisar, 1994.

STARA P., RIZZO R., TANCA G.A. "Iglesiente - Arburese, Miniere e Minerali, Vol 2" - Edizione associazione e gruppi mineralogici italiani.

ROSSETTI VASCO "Scorodite di Genna S'Olioni (Gonnosfanadiga Sardegna)" - Estratto dal Periodico di Mineralogia, Anno XIII, n. 3, 1941.

"Relazione sul servizio minerario e statistica delle industrie estrattive in italia negli anni 1936-38-39" - Corpo Reale delle Miniere n. 62, 64, 65.

Carta Geologica 1:25.000 Capo Pecora-Guspini, Foglio 224-225.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.

Cartina IGM: 546, II

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