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(Miniere di Ogliastra)
Miniera di Baccu Talentinu - Bau Arenas (Tertenia)

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Le miniere di Baccu Talentinu (o Bacu Talentino, ma si trova anche Punta Casteddu) e di Bau Arenas (o Is Arenas), sono ubicate ad Ovest rispetto al paese di Tertenia, incassate in una profonda e suggestiva valle all'ombra del Tacco calcareo di Monte Arbo. La strada per accedere alle strutture ed ai cantieri minerari si trova alla perferia Sud del paese in prossimità del ponte sul Rio Corongiu; da qui si raggiunge agevolmente la laveria e la fonderia percorrendo una strada bianca. Il raggiungimento dei cantieri minerari di Talentinu e di Bau Arenas risulta invece più difficoltoso e necessita di un fuoristrada; il tempo per raggiungere a piedi i cantieri minerari dalla laveria è di circa 2 ore).

La miniera di Bau Arenas ubicata più a nord rispetto a quella di Talentinu è raggiungibile solo attraverso uno stretto sentiero di qualche km (partendo dai cantieri di Talentinu), interessato tra l'altro da recenti fenomeni franosi che ne hanno distrutto alcuni piccoli ponti di collegamento e tratti del sentiero stesso.

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La Storia di Baccu Talentinu

É appurato che fin da i tempi remoti il territorio di Tertenia fosse stato interessato da coltivazioni minerarie; prima i Romani ed in seguito i Pisani lasciarono testimonianze dei loro lavori alla ricerca di minerali, soprattutto rame.

Negli anni 1830-1840 Tertenia era il paese più isolato della Sardegna, un misero villaggio privo persino di collegamenti e quando il Conte Alberto della Marmora vi arrivò nel 1835 esplorando il territorio annotò la presenza di importanti giacimenti di rame. In realtà il filone mineralizzato di Baccu Talentinu era già noto nel 1700 quando l'Ing. Talentino (cognome da verificare!) aveva avviato i primi scavi in località nota col nome di Bruncu Cuguddu.

La miniera fu concessa alla Società Tertenia nel 1854 per 400 ettari e nel periodo 1853 - 57 esportò circa 5000 quintali di minerali di rame. Purtroppo l'isolamento del sito minerario e la totale mancanza di strade carreggiabili ostacolarono a lungo i lavori minerari.

Il complesso minerario in questione era costituito dai cantieri di Baccu Talentinu, Bau Arenas, (e in tempi più recenti Santa Barbara e Su Teti) per la coltivazione di filoni di genesi idrotermale mineralizzati a Pirite, Calcopirite, Galena e Blenda.

Nel 1869 falliva la Società concessionaria e la miniera passò ai creditori; una nuova ripresa si ebbe lo stesso anno con la concessione alla Società Anonima di Lanusei, che aveva lo scopo di continuare i lavori di esplorazione del giacimento in profondità.

Nel 1892 il Sig. Bardilio Corrias, assieme al Sig. Giovanni Contu e l'Ing. Min. Saverio Mereu scoprirono nuovi filoni mineralizzati a rame che si dimostrarono particolarmente ricchi; la mancaza di mezzi adeguati e soprattutto di capitale costrinse loro, a vendere i giacimenti per 40.000 lire a nuovi padroni prima ed alla Ditta Tirigalli di Sassari poi.

Nel 1938 la Società Libiola investì ingenti capitali per la costruzione di importanti opere che miravano a togliere definitivamente le miniere del territorio dall'isolamento; venne subito costruita una strada che collegava le miniere all'orientale sarda. Successivamente si costruì una laveria dotata di impianto di flottazione, e poi una teleferica che consentiva il trasferimento dei minerali dai cantieri di monte alla laveria posizionata a valle.

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In tempi moderni la stessa Società costruì un impianto pilota per l'ottenimento del solfato ramico; nonostante però le buone intenzioni della Società i risultati non furono soddisfacenti e ciò portò nel 1955 alla chiusura definitiva dei cantieri minerari.

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Condizioni di lavoro a Baccu Talentinu

I minatori percorrevano in 2 ore a piedi il tragitto che dal paese di Tertenia, raggiungeva i cantieri minerari.

Il lavoro di un centinaio di minatori era distribuito nell'arco delle 24 ore in tre turni da 8 ore ciascuno:

Primo turno - dalle 8 alle 16.

Secondo turno - dalle 16 alle 24.

Terzo turno - dalle 24 alle 8.

Il personale della miniera era costituito da: 1 sorvegliante, 1 capo servizio, 1 direttore dei lavori, 3 capo squadra (1 per turno), le guardie, i minatori, gli aiuto minatori, i vagonisti e i porta fèrrus (addetti al cambio degli utensili da riforgiare).

Il minerale estratto dal fronte di scavo in sotterraneo, veniva fatto cadere sui vagoni attraverso l'utilizzo dei fornelli, e quindi trasportato all'esterno. Da qui il minerale veniva trasportato alla laveria, dalle donne, mediante l'utilizzo di particolari cesti di legno e lentisco, chiamati Coffas (o Coffe). Nella laveria altre donne si occupavano della cernita, separando il minerale utile dallo sterile.

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Quando venne costruita la teleferica, tutto il processo di trasporto del minerale dai cantieri di monte alla laveria a fondo valle venne automatizzato: il minerale veniva trasportato sino ad un piano inclinato, che mediante teleferica portava i vagoni pieni in basso e i vagoni vuoti in alto; quelli pieni alla base del piano inclinato partivano poi per la laveria mediante trenino. Una volta arrivato in laveria il minerale subiva un processo di frantumazione e di granulazione (mediante Frantoi e Granulatori), un processo di macinazione (mediante Mulino) che riduceva il minerale in polvere. Per finire il ciclo di trattamento il minerale veniva inviato all'impianto di flottazione per la separazione del minerale utile (il flottato) da quello sterile.

L'impianto per la produzione del Solfato di Rame prevedeva il seguente processo: il solfato introdotto all'interno di un forno veniva portato ad elevata temperatura, dopodichè veniva travasato in apposti contenitori lasciati in ebollizione per 24 ore assieme all'aggiunta di acidi. Successivamente si poneva il solfato all'interno di vasche rivestite di piombo, si aggiungeva il cianuro e barre di ferro che dovevano agire da catalizzatori per la reazione chimica; dopo qundici giorni utilizzando delle lastre di piombo veniva favorita la formazione di cristalli (perle) di solfato di rame, che andavano successivamente asportate.

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La Storia di Bau Arenas

Questo cantiere mineraio gestito dalla Società Libiola, vide la sua massima produttività negli anni tra il 1939 ed il 1950. Oltre ai minerali di rame (pirite e calcopirite) si estraevano anche piombo, oro e antimonio.

A Bau Arenas lavoravano da garzoni, ragazzi molto piccoli di età, in un periodo in cui gran parte degli adulti era stata chiamata alle armi per il secondo conflitto mondiale. La paga per un garzone quattordicenne era di 7,75 lire contro le 12 lire di un operaio adulto. La miniera di Bau Arenas chiuse definitivamente nel 1951.

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A distanza di 60 anni dal suo abbandono la miniera di Bau Arenas mantiene inalterato tutto il suo fascino, dovuto probabilmente alla sua particolare ubicazione che la vede perfettamente incastonata in una stretta valle ed occultata alla vista dei più, da una rigogliosa Pineta.

Altre miniere o esplorazioni

Padenti Cungiaus (esplorazione, Tertenia).

S'Ortu de sa Tiara (esplorazione, Tertenia).

Triara Bardino (esplorazione, Tertenia).


Questa pagina è stata realizzata anche grazie al prezioso aiuto fornitoci dalla Biblioteca Comunale di Tertenia nella persona della Sig.ra M. Ausilia Salis e dalla Dott.ssa Geol. Patrizia Ghiani.


Bibliografia

AUTORI VARI "Notizie sparse sulle miniere del territorio di Tertenia" - Biblioteca Comunale, via Barbagia n. 6 Tertenia.

CALVINO FLORIANO "Le mineralizzazioni filoniane di età alpina in Sardegna: barite di Santoru e fluorite di Monte Cardiga" - Estratto da Resoconti Associazione Mineraria Sarda, 1961.

SELLA QUINTINO "Relazione sulle condizioni dell'industria mineraria in Sardegna" 1871.

FADDA ANTONIO FRANCO "Sardegna, guida ai tesori nascosti" - Cagliari, Ed. Coedisar, 1994.

MEZZOLANI SANDRO e SIMONCINI ANDREA "Sardegna da Salvare. Storia, Paesaggi, Architetture delle Miniere" VOL XIII. Nuoro, Ed.Archivio Fotografico Sardo, 2007.

Carta Geologica 1:25000 Lanusei, Foglio 219, 1960.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.

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