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(Miniere di Gonnosfanadiga-Villacidro)
Miniera di Canale Serci

Miniera di
Gonnosfanadiga-Villacidro

  1. Fluminimaggiore
  2. Gonnosfanadiga-Villacidro
  3. Sardegna centrale
  4. Monte Narba (San Vito-Muravera)
  5. Salto di Quirra - Gerrei
  6. Nurra (Alghero) e Planargia
  7. San Vito - Villaputzu
  8. Rio Ollastu (Burcei)
  9. Arburese (Arbus)
  10. Iglesias-Gonnesa
  11. Iglesias-Marganai (Domusnovas)
  12. Monte Arci (Pau)
  13. Sulcis (alto e basso)
  14. Salto di Gessa (Buggerru)
  15. Barbagia - Alto Sarcidano
  16. Gerrei - Parteolla
  17. Monte Albo (Lula)
  18. Silius
  19. Ogliastra
  20. Orani - Nuorese
  21. Sassarese
  22. La Maddalena - Gallura
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La Storia

Vecchia Miniera di piombo, zinco, argento e stagno ubicata non lontano dal lago artificiale di Monti Mannu (19 milioni di metricubi).

Un permesso di ricerca per galena argentifera vigeva dal 1875, ma solo nel 1932 venne data la concessione alla Società Anonima Monti Mannu ed estesa per minerali di stagno.

Nel 1938 la miniera venne acquisita dalla Società Valerio di Roma del Gruppo AMMI e grazie a questa società l'attività estrattiva ebbe un notevole impulso; infatti in tale periodo vennero costruiti, la laveria ed alcuni edifici per gli operai. I lavori di coltivazione interessarono le gallerie San Giuseppe (490 m.slm), San Sisinnio (445 m.slm), Madama (400 m.slm) e Santa Barbara (335 m.slm).

Di contro nacquero anche i primi problemi con i contadini che utilizzavano le acque del rio Leni per irrigare i campi; difatti le acque di rifiuto della laveria venivano scaricate direttamente sul fiume e i contadini chiesero l'intervento del capo del governo, Mussolini.

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Nel 1945 la miniera era ancora in attività e dava lavoro a 151 operai di Villacidro. Durante il periodo bellico l'attività mineraria fu interrotta e riprese nel 1946 limitandosi solo all'esplorazione dei filoni quarzosi. Si ricercarono soprattutto solfuri misti su 2 filoni quarzosi lunghi circa 2 km al contatto tra il granito e gli scisti.

La miniera di Canale Serci venne chiusa nel 1947 perché il suo sfruttamento era oramai diventato antieconomico.

Della miniera di Canale Serci rimangono ancora numerose testimonianze di edifici e strutture: la grande laveria, alcune strutture un tempo usate come alloggi per i minatori, l'edificio della direzione, attualmente ristrutturato ed adibito ad uffici dell'Ente Foreste della Sardegna e numerose gallerie e discariche.

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Genesi del giacimento

Il giacimento di Canale Serci è legato alla presenza di un filone idrotermale in cui la cassiterite è associata a calcopirite, blenda e galena.

Altri cantieri minerari ed esplorazioni

Miniera di Trempu Concalis (Piombo e Ferro - Villacidro).

Gutturu Leonida (esplorazione).

Gutturu S'Alinu (esplorazione).

Gutturu Seddori (esplorazione).

Margini Arrubiu (esplorazione).

Paulì e Coloru (esplorazione).

I minerali di Canale Serci

Arsenopirite, Cassiterite, Stannite, Calcite, Calcopirite, Magnetite, Pirite, Piromorfite, Pirrotite e Tetraedrite.


Bibliografia

FADDA ANTONIO FRANCO "Sardegna, guida ai tesori nascosti" - Cagliari, Ed. Coedisar, 1994.

SELLA QUINTINO "Relazione sulle condizioni dell'industria mineraria in Sardegna" 1871.

Carta Geologica 1:25.000 Capo Pecora-Guspini, Foglio 224-225.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.

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