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(Miniere di Sassarese)
Miniera di Su Elzu e Bena de Pardu

Miniera di
Sassarese

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La poco nota miniera di Su Elzu (o Suelzu = in logudorese, Il Sughero) è ubicata a pochi km dal paese di Ozieri, lungo la strada che conduce a Pattada, presso l'ex casa cantoniera di Vigne. Vi si coltivava un giacimento a solfuri, prevalentemente Galena argentifera, ma è stata segnalata anche la presenza del Vanadio.

Miniera di Su Elzu

Questo giacimento di solfuri prende il nome dal vicino nuraghe di Su Elzu.

Le prime esplorazioni vennero intraprese intorno al 1880, ma solo nel 1891 fu dichiarata la scoperta ed iniziarono i lavori ufficiali; in particolare la concessione per piombo argentifero venne richiesta il 5 novembre del 1891 da Pietro Pintus, Salvatore Comida-Ferralis e Giovanni Maria Saba Cosseddu. Si coltivarono con buoni risultati, i livelli San Gaetano (a profondità 32 metri) e Santa Barbara (a profondità 89 metri), fino al 1903 anno in cui i lavori vennero sospesi. La galleria di Santa Barbara (oramai franata) raggiunse una lunghezza di 1200 metri in direzione Sud-Ovest, ed aveva il suo imbocco in località Binzas de Mela.

Nel 1893 la concessione venne ceduta agli Ingegneri A. Vivanet, D. Murgia e G. Asproni.

Dal 1938 l'attività mineraria riprese a periodi alterni (proprietari erano i Comida di Ozieri) e nei primi anni '50 la miniera entrò in crisi, sia a causa di difficoltà finanziarie e sia a causa dell'errata impostazione tecnica data all'impianto di arricchimento del minerale; iniziò quindi una vertenza tra l'amministrazione della Società Mineraria Su Elzu ed i dipendenti, che non recepivano da mesi lo stipendio.

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Fu però negli anni '40 che la minera ebbe il maggiore impulso; nel 1945 la miniera passò alla Società Mineraria Romana di proprietà dell'Ing. Giorgio Pellarini, che diede lavoro a circa 38 operai tra minatori, carpentieri ecc. Infatti sotto la direazione dell'Ing. Martinetti vennero approfonditi i due livelli esistenti, costruito un pozzo in muratura e potenziati gli impianti: in particolare i minerali di piombo e zinco trattati nella laveria venivano inviati tramite camion alla più importante miniera dell'Argentiera.

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Nei opressi della miniera è presente Villa Pietri, ubicata a breve distanza dalla chiesetta di Santo Stefano (dedicata al figlio prematuramente scomparso dell'Ing. Pietri), in un'area dove sorgevano anche le altre ville dei Nobili Ozieresi (fra cui i Tola). La bellissima villa ora è in un completo stato di abbandono e nessuno sembra interessato a salvarla dall'oblio.

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Prima della definitiva chiusura che avvenne nel 1957, la miniera cambiò il nome in Vigne, località ubicata a breve distanza, dove era già presente un'antica laveria. Il nome della località è ancora leggibile sulla ex cantoniera lungo la strada per Pattada.

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A testimonianza della miniera di Suelzu rimangono oramai pochi edifici e piccole discariche; la laveria, il pozzo in muratura e la bellissima villa del direttore. Tutto ricade in un completo stato di abbandono ed incuria; gli impianti di trattamento ed i ruderi minerari sono diventati sede di discariche abusive, con molta spazzatura che poco restituisce al passato di questa piccola ma orgogliosa miniera del Logudoro.

La memoria storica del sito è affidata agli ultimi 2 minatori ancora in vita che lavorarono a Suelzu, tra cui il Sig. Gavino Uleri, classe 1924, che vi lavorò dal 1954 al 1952.

Miniera di Bena de Pardu

Sempre in territorio di Ozieri alle falde del Monte Tramento è presente la miniera di Bena de Pardu. I lavori iniziarono nel 1902 alla scoperta di un filone cuprifero, in cui venne individuata per la prima volta in Italia, la Stolzite, un wolframato di Piombo (formula = Pb(WO4)).

Alla cessazione dell'attività mineraria, nel 1920, contribuirono le continue frane, che creavano notevoli difficoltà all'attività estrattiva.

I minerali di Su Elzu e Bena de Pardu

agardite, ankerite, aragonite, auricalcite, bornite, brochantite, calcite, calcopirite, caolinite, cerussite, covellina, crisocolla, cuprite, descloezite, emimorfite, galena, gesso, goethite, linarite, malachite, mimetite, molibdenite, pirite, piromorfite, quarzo, plattnerite, rame nativo, rosasite, sfalerite, stolzite, vanadinite, willemite, wulfenite.

Altre coltivazioni nel territorio

Monte Casiddone (vecchie coltivazioni di Piombo e Zinco, Ozieri).

Ortu Sanu (ricerche infruttuose risalenti al 1919, Ozieri).

Monte Inni (solfuri, Ozieri).

Badde de Rughe (miniera di galena, sfalerite e calcopirite attiva già dal 1880).

Monte Littu (miniera di blenda e galena argentifera).

Pupuione (miniera di ferro, anni '30).

Sos Fangos (miniera di carbone).

Monte Cheja (ricerche per minerali di manganese, anni '20).

Monte Lisiri (mineralizzazioni cuprifere, Ittireddu).


Questa pagina è stata realizzata grazie anche al prezioso aiuto fornitomi dal Sig. Peppino Saba, all'Arch. Michele Calaresu e dall' Arch. Giorgio Satta.


Bibliografia

FADDA ANTONIO FRANCO "Sardegna, guida ai tesori nascosti" - Cagliari, Ed. Coedisar, 1994.

CALARESU MICHELE "I Siti minerari nel territorio di Ozieri tra la fine dell'800 e l'inizio del '900" - Estratto dal giornale: La voce del Logudoro, Domenica 15 Marzo, 2009.

OLMI F., SABELLI C., SANTUCCI A., BRIZZI G. "I silicati e i vanadati di Ozieri (SS)" - Rivista Mineralogica Italiana, 2/1995, 145-160, 1871.

CHESSA SALVATORE "Sarà venduta all'asta la miniera di Su Elzu" - Estratto da: La Nuova Sardegna, Fasc. 208, pagina 3, anno 1951.

MEZZANO PIETRO "Per concludere la polemica sulla miniera di Su Elzu" - Estratto da: La Nuova Sardegna, Fasc. 220, pagina 3, anno 1951.

Mineralogia: Vanadinite, Descloizite, Mimetite e Stolzite della miniera cuprifera di Bena (d)e Padru presso Ozieri (SS) - Reale Accademia dei Lincei - Estratto dal Vol. XIII, 1904.

Mineralogia: Il Crisocolla e la Vanadinite nella miniera cuprifera di Bena (d)e Padru presso Ozieri (SS) - Reale Accademia dei Lincei - Estratto dal Vol. XII, 1903.

Carta Metallogenica e delle Georisorse della Sardegna, Scala 1:250.000, Autori: MARCELLO A., MAZZELLA A., NAITZA S., PRETTI S., TOCCO S., VALERA P., VALERA R. - DIGITA cagliari, 2008.

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