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(Miniere di Salto di Gessa - Buggerru)
Miniera di San Luigi e Scalittas

Miniera di
Salto di Gessa - Buggerru

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  16. Gerrei - Parteolla
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  18. Silius
  19. Ogliastra
  20. Orani - Nuorese
  21. Sassarese
  22. La Maddalena - Gallura

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Il Giacimento di San Luigi

La mineralizzazione a solfuri e ossidi di Piombo e Zinco ha avuto uno genesi complessa: i processi responsabili della mineralizzazione hanno favorito la mobilizzazione di minerali primari (componenti principali delle rocce) e la messa in circolo degli stessi per mezzo di fluidi mineralizzanti, con successiva rideposizione dei minerali sotto forma di ossidi: questi ultimi sono stati rideposti in zone di discontinutą quali piani di faglia, fratture, pieghe ecc. La mineralizzazione si presentava sotto forma di vene o disseminazioni entro i calcari cambrici.

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La Storia della miniera di San Luigi (Pala de is Carrogas)

La concessione per la coltivazione di masse calaminari venne affidata nel 1871 alla Societą Henfrey Etchats & C. e comprendeva una superficie iniziale di 124 ettari, estesa poi a 399.

Nel 1895 venne ceduta alla The United Mines Company Limited.

Nel 1930 la miniera di San Luigi venne concessa alla Societą Vieille Montagne la quale diede un notevole impulso ai lavori di coltivazione. Dopo il secondo conflitto mondiale, prima la SAPEZ poi l'AMMI nel 1956 ebbero la concessione di questa miniera.

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Restano testimoni di questa attivitą mineraria le strutture principali, quali il pozzo di estrazione, l'argano ed altri piccoli edifici industriali.

La miniera di Scalittas

Questa antica miniera di Piombo e Zinco, facente parte del complesso minerario di Acquaresi č incassata lungo la stretta valle del Rio Cardaxius nel Salto di Gessa, a breve distanza dalla miniera di San Luigi.

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Il sito č caratterizzato dalla presenza di discariche minerarie (occupanti circa 11000 mq), antichi forni di calcinazione ed imbocchi di galleria.

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I minerali di San Luigi e Scalittas

Galena, Sfalerite e Smithsonite.


Bibliografia

FADDA ANTONIO FRANCO "Sardegna, guida ai tesori nascosti" - Cagliari, Ed. Coedisar, 1994.

Carta Geologica 1:25.000 Capo Pecora-Guspini, Foglio 224-225.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.

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