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John Mattew Moss

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John Mattew Moss

(Nasce a Manchester nel 1841 - Muore a Genna Flumini il 4 gennaio del 1907).

L'Ing. John M. Moss, fu un dinamico tecnico inglese, che dedicò gran parte della sua vita a far fruttare, invano, la miniera di piombo e antimonio di Brecca (Genna Flumini) in Territorio di San Vito.

A fine '800 egli presentò la domanda per la dichiarazione di scoperta del giacimento di Brecca, che gli fu riconosciuta con Decreto Ministeriale nel 4 dicembre del 1889.

Tuttavia, non disponendo di capitali sufficienti per attivare i lavori di coltivazione, il 7 gennaio dell'anno successivo cedette i diritti sulla miniera alla Ditta Johnson Mattey e C. di Londra, che possedeva i requisiti finanziari richiesti. La Ditta lo nominò suo rappresentante in Sardegna e in questa veste, il 18 febbraio 1890, lo stesso John M. Moss presentò la domanda per ottenere la concessione, che gli fu accordata per i minerali di piombo e argento il 5 aprile 1891, su 394 ettari in territorio di San Vito.

La Ditta Johnson Mattey e C. esercì la miniera fino al 1904, anno in cui, con atti del 25 marzo e del 30 aprile, la cedette a John Mattew Moss, che ne divenne l'unico responsabile; l'Ing. inglese continuò l'attività per qualche anno finché una serie di sciagure lo costrinsero ad interrompere i lavori per sempre.

Di questo sfortunato ingegnere abbiamo notizie da CHARLES EDWARDES nel suo libro "La Sardegna e i Sardi", il quale descrive il proprietario inglese di una miniera sperduta nei monti del Sarrabus, che lo ospitò per alcuni giorni e lo accompagnò alla sua miniera. Il Moss cercava di portare avanti i lavori nella miniera di Brecca, dove aveva anche una dimora sposta su una rupe panoramica, in cui abitava con la famiglia, composta dalla moglie Rait, dalla figlia Daisy e dal figlio, i quali l'avevano seguito nell'impresa.

L'Ing. Moss si dilettava anche di astronomia, ma mentre lui seguiva la miniera e le stelle, la sua famiglia andava in sfacelo: la moglie Rait Wolkier chiamata "Madama Brecca", abituata alla via londinese, probabilmente non si era mai ambientata alla vita solitaria e parca di San Vito e tantomeno di Brecca e per questo si racconta andasse spesso in escandescenze e lanciasse i piatti dalle finestre.

La figlia Daisy invece, aveva trovato trovato "compagnia" nel fattore dell'azienda agricola; i problemi per l'Ing. Moss nacquero proprio quando la figlia rimase incinta e quando i genitori cercarono di interrompere la gravidanza con dei non ben identificati intrugli: il risultatò fu che questi ultimi furono efficaci oltremisura, perché oltre al figlio della colpa diedero la morte anche alla povera Daisy, la quale spirò il 27 dicembre del 1906.

Lo sfortunato Ingegnere, probabilmente sopraffatto dal dolore, 8 giorni dopo si tolse la vita con il veleno, nella miniera di Genna Flumini. Di tale decesso vi è traccia nell'atto di morte del 4 gennaio del 1907.

Alla moglie Rait non restò altro da fare, che prendersi il secondo figlio e recarsi a Cagliari per ritornare in Inghilterra.


Questa scheda è stata realizzata grazie al contributo ed alle ricerche di Sandro Arcais e Alessandro Cuccu.

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