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Giorgio Asproni

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Giorgio Asproni

(Nasce a Bitti il 3 Novembre del 1841 - Muore a Seddas Moddizzis il 6 marzo del 1936).

Giorgio Asproni nacque a Bitti il 3 novembre del 1841 da Giovanni Asproni il quale si risposò in seconde nozze con Giovanna Delogu e con cui ebbe altri tre figli.

La passione per le miniere gli fu trasmessa dall'omonimo zio Giorgio (1808-1876), famoso politico sardo, deputato del parlamento subalpino e della camera del Regno d'Italia e amico personale di Garibaldi e Mazzini.

Dopo gli studi ginnasiali a Sassari, si laureò a Genova in Matematica (nel 1861) e a Torino in Ingegneria (nel 1863), specializzandosi in Mineralogia nel 1864, come "ingénieur civil des mines", a St. Etienne in Francia.

Nel 1866 si trasferì in Inghilterra e in Belgio per completare la sua preparazione e negli anni successivi intraprese viaggi di aggiornamento nei paesi dell’Europa industriale.

Nello stesso anno ebbe la sua prima esperienza lavorativa nella direzione della miniera di piombo argentifero di Montevecchio, nella Sardegna Sud-occidentale. Asproni diede nuovo impulso alle ricerche minerarie nelle allora tre concessioni: Montevecchio, Sa Tella e Casargiu. I cantieri più produttivi erano S. Antonio, Santa Maria, Colombi e Scala e da lui furono collegati mediante decauilles. Inoltre egli affiancò alla cernita manuale quella meccanica, installando all'imbocco delle gallerie Santa Barbara e Montevecchio impianti di trattamento costituiti da 8 e 12 crivelli sardi.

Nel 1867 propose di realizzare tre impianti di trattamento per le rispettive concessioni, visto che la miniera disponeva fino ad allora solo dell'antica laveria Rio, realizzata nel 1853 (la più antica in Sardegna). Nel 1870 diede il consenso alla costruzione del palazzo della direzione, dell'ospedale e della chiesa a Genna Serapis (Montevecchio).

Nel 1872 sposò Giuseppina Mari, figlia di Carlo Domenico Mari, ex deputato ed ispettore di marina; Dalla loro unione nacquero nove figli: Fanny, Bice, Carolina, Giannina, Rosina, Sestilia, Goffredo, Carlo domenico e Amalia.

Nel 1873 Asproni decise di abbandonare la direzione della miniera di Montevecchio e di affontare l'esperienza in Tunisia, nella miniera di piombo di Gebel Ressas; tale esperienza però risultò fallimentare.

Dalla seconda metà dell'Ottocento, decise di trasferirsi in Sardegna dirigendo le miniere di Nebida, Masua e poi Seddas Moddizzis. Egli coltivò con fortuna anche le miniere di Monti Oi e Onixeddu, Rosas, Tiny, Nebidedda e Bacu Abis.

Nel 1885 Giorgio Asproni decise di occuparsi della miniera di Seddas Moddizzis anche perchè qui scoprì la presenza di interessanti ammassi di calamina che a suo parere potevano creare ingenti profitti.

Per prima cosa, egli fece costruire una strada per il transito dei carri dalla miniera a Funtanamare, poi fece realizzare diversi forni per la calcinazione delle calamine, che inizialmente venivano vendute crude, e poi realizzò in regione Serra Scoris una laveria idrogravimetrica. Inoltre per permettere ai minatori di vivere vicino al posto di lavoro costruì loro le abitazioni, la sua villa personale, un edificio a due piani per la direzione, una chiesa dedicata a Santa Barbara ed una infermeria.

Nel 1930 la miniera passò in perpetuo all'Ing. Asproni che però non la ammodernò rendendola alla fine quasi antieconomica, fino all'avvento della Soc. Monteponi, negli anni '50 che investì in nuovi impianti.

Grazie all'attività mineraria Asproni riuscì a creare una vera e propria fortuna economica, portando avanti in contemporanea con la direzione della miniera, una tipografia e un'impresa di costruzioni. Parte del capitale impiegato fu utilizzato per numerose attività culturali e sociali, che lo trasformarono in un benefattore per la città di Iglesias; egli diede un notevole contributo sia per la costruzione dell'Istituto Minerario poi a lui dedicato, alla palazzina dell'Associzione Mineraria Sarda, e anche all'acquedotto della città.

La fine della guerra aggravò ulteriormente la crisi delle miniere sarde e segnò il tramonto di quell’industria mineraria della Sardegna che aveva avuto in Asproni uno dei suoi pionieri.

Asproni morì nella sua miniera, a 95 anni, il 6 marzo del 1936.


Dati: Giorgio Asproni, un pioniere dell'Industria Mineraria Sarda - Maria Carla Corda.

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