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Giacomo Testore

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Giacomo Testore

(Nasce ad Adorno il 18 Giugno del 1847 - Muore a Sestri Levante il 4 Aprile del 1885).

Nato a Andorno il 18 Giugno 1847 e dopo essersi laureato in ingegneria alla scuola di applicazione di Torino, aveva fatto i suoi studi di perfezionamento, in parte alla scuola delle Miniere di Parigi negli anni 1869-70 e in parte a quella di Liegi, nel 1870-71.

Il 30 Dicembre 1871 si trasferì a Caltanisetta e nel Giugno del 1872 fu nominato preside dell'Istituto Tecnico di Girgenti e qui insegnò chimica e fisica.

Nel 1873 fu chiamato a Roma per lavori preparatori relativi all'Esposizione Universale di Vienna alla quale fu successivamente inviato come segretario del Commissariato Italiano.

Fu trasferito ad Iglesias il 6 Febbraio 1874 e poco dopo, nominato titolare del Distretto Minerario della Sardegna. Direttore della scuola dei Capi Minatori di Iglesias, professore di chimica analitica in quella stessa scuola ed infine eletto consigliere comunale.

Fece parte di commissioni per esami di aiutanti delle miniere in Caltanissetta e per esami di licenza nell'Istituto Tecnico di Cagliari.

Propose la realizzazione di un forno continuo da applicarsi al trattamento dei minerali di zolfo e scrisse la relazione intitolata “Pietre e Cementi”, inserita negli Atti dei giurati italiani all'Esposizione di Vienna.

Mentre era direttore dell'Ufficio Distrettuale della Sardegna, diresse il rilevamento geologico della zona metallifera dell'Iglesiente, illustrando il lavoro con una dotta relazione insieme ai suoi colleghi. Tale lavoro fu successivamente ampliato e perfezionato da altri ingegneri del Real Corpo delle Miniere.

Per motivi di salute si allontanò dalla Sardegna, chiese e ottenne un'aspettativa nel 1880, scaduta la quale ebbe incarico di occuparsi del rilevamento geologico delle Alpi Apuane e di studi sulle importanti cave di marmo di quella regione.

Nell'anno seguente, indotto da circostanze di famiglia a lasciare il Corpo della Miniere, si dedicò all'industria privata, occupandosi dell'industria dei marmi colorati della Roia, presso Nizza Marittima, nell'interesse di una società francese. Più tardi rivolse la sua attività all'attuazione del nuovo processo elettrolitico dell'ingegnere Eugenio Marchese, collaborando con lui nelle esperienze industriali che si facevano nell'officina, appositamente eretta a Casarza, presso Sestri Levante.

Ma la sua salute già da alcuni anni profondamente scossa andava peggiorando e il giorno 4 Aprile 1885 il Testore non ancora trentottenne cessò di vivere nella città di Sestri Levante, mentre ancora attendeva l'applicazione del nuovo processo del quale era divenuto in breve tempo un sostenitore convinto e sincero.

L'ingegner Testore era Cavaliere della Corona d'Italia, di San Maurizio e Lazzaro e dell'Ordine Austriaco di Francesco Giuseppe.


Dati: Relazione sul Servizio Minerario e Statistica delle Industrie Estrattive – Ministero dell'Industria e Commercio – Cenno necrologico dell'ingegnere ispettore delle Miniere N. Pellati.

Trascrizione Roberto Camedda (Gruppo Facebook Archeologia Mineraria Sardegna).

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