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Fonderia di Domusnovas

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La Storia della Fonderia di Domusnovas

Secondo la descrizione di Quintino Sella nel suo più celebre saggio, l'antica fonderia di Domusnovas era ubicata sulle sponde di due confluenti del rio Cixerri, cioè il rio Canonica e il rio S'Acqua Arruta.

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Questa fonderia venne costruita nel 1858, in contemporanea con quella di Fluminimaggiore per trattare i minerali poveri di piombo, che non era conveniente trasferire nelle fonderie liguri o europee. Inizialmente si prese a fondere le scorie di trattamento abbandonate dai Romani e dai Pisani, ricche in piombo e argento; successivamente esaurite queste si iniziò a fondere i minerali di seconda e terza qualità delle miniere limitrofe. La fonderia fu costruita da una società di italiana e francese e passò poi ad Enrico Serpieri di Cagliari già proprietario della fonderia di Fluminimaggiore.

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Le scorie antiche erano trattate in forni a manica, alimentate da coke proveniente dall'estero o da carbone di legna delle foreste di Domusnovas. Il vento era invece prodotto da una macchina soffiante, mossa da una turbina con acqua del rio S'Acqua Arruta, successivamente sostituita da una macchina a vapore da 12 cavalli vapore.

Quando si iniziarono a fondere i minerali piombiferi di seconda e terza qualità, miscelati con le scorie, vennero installati i forni a riverbero.

Nella fonderia erano presenti 9 forni a a manica, 1 forno a riverbero per la torrefazione ed agglomerazone del minerale, 2 trombe cilindriche soffianti mosse da turbine e da macchine a vapore; inoltre era presente una laveria che preparava le scorie ed i minerali da trattare.

Nella fonderia di Domusnovas vi lavoravano soltanto operai sardi, i quali soffrivano meno gli effetti dei vapori e delle polveri piombifere. La retribuzione giornaliera della manodopera era così suddivisa:

Fonditori: 2,75 lire.

Caricatori: 2,12 lire.

Manovali: 1,35 lire.

Provveditori di scorie e carbone: 2,25 lire.

Lavatori e lavatrici: 1,30 lire.

Il minerale trattato nella fonderia di Domusnovas, veniva trasportato a Cagliari per essere imbarcato; il costo gravante sul trasporto fino al punto di imbarco era di 10 lire per ogni tonnellata di minerale.

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Ora dell'antica fonderia di Domusnovas rimangono solo pochi ruderi, ubicati alla periferia sud del paese lungo la strada che conduce a Villamassargia; è facile reperire in tali terreni le scorie di fusione dei minerali. Presso la fonderia era presente anche la Villa del Serpieri, di cui rimagno i ruderi all'interno di una proprietà privata.

Probabilmente un tale luogo così importante nell'industria del passato meriterebbe ben'altra attenzione.


Questa pagina è stata realizzata grazie al prezioso aiuto del Sig. Roberto Camedda (archeominer.domus@tiscali.it).


Bibliografia

SELLA QUINTINO "Relazione sulle condizioni dell'industria mineraria in Sardegna" 1871.

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