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Pietro Beltrami

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PIETRO BELTRAMI

(Nasce a Bagnacavallo (Ra) nel 1812).

Nel 1849 il modenese Enrico Misley, fervente carbonaro amico di Ciro Menotti, fortemente appoggiato da Torino, chiese di poter tagliare in Sardegna, 100.000 querce, ma la sua richiesta fu bocciata per l'intervento di Alberto La Marmora.

La stessa richiesta invece, fatta del romagnolo conte Pietro Beltrami fu accettata in considerazione dei suoi meriti patriottici; il Beltrami, nato nel 1812 a Bagnacavallo, gią da studente si era distinto come attivo propagandista liberale tra i colleghi dell'Universitą di Bologna. Diciannovenne si era arruolato nelle truppe rivoluzionarie del generale Zucchi, partecipando alla sfortunata battaglia di Rimini del 25 marzo 1831. Proscritto e poi graziato, aveva partecipato ai moti di Romagna del 1846, a seguito dei quali era stato costretto ad emigrare in Francia, dove si era occupato di bonifiche nel delta del Rodano.

Rientrato in Patria a seguito dell'amnistia concessa da Pio IX nel 1848, aveva partecipato alla I Guerra d'Indipendenza. A Venezia col generale Giovanni Durando, dopo la sconfitta di Custoza si era ritirato a Torino dove era entrato in stretto rapporto con Cavour.

Il suo operato in Sardegna č stato molto criticato al punto che lui venne definito "l'Attila delle foreste sarde"; egli in veritą disboscņ indiscriminatamente molte parti dell'Isola, ma a sua discolpa bisogna considerare che molti Comuni dell'Isola, che dopo il riscatto dei feudi avevano ricevuto in demanio estese foreste, erano stati ben lieti di raggranellare qualche soldo dalla vendita del legname di queste, sia per ottenerne carbone che traversine ferroviarie, stante il boom dello sviluppo ferroviario dell'Europa in quel periodo.


Questa pagina č stata realizzata grazie al prezioso aiuto di Roberto Camedda, amministratore del Gruppo Facebook GAMS (Gruppo Archeologia Mineraria Sardegna).

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