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Eugenio Marchese

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Eugenio Marchese

(Nato il 6 Giugno 1837 a Genova da Camillo e da Maddalena Bovastro - morto a Roma il 2 agosto del 1894).

Studiò i classici ma a soli vent'anni conseguì il diploma di ingegnere idraulico e di architetto civile nella Regia Università di Torino, dove si erano laureati Felice Giordano, Quintino Sella, Grattoni e Smellier, avendo come docenti nelle discipline matematiche Plana, Giulio e Manabrea.

Il ministro Paleocapa lo fece invitare a Parigi per seguire i corsi nella Scuola Imperiale delle Miniere poi terminati gli studi viaggiò nelle principali regioni minerarie d'Europa; al rientro fu inviato a reggere il Distretto Minerario di Sardegna in sostituzione di Felice Giordano, progettista dell'acquedotto di Cagliari.

Nel 1861, pubblicò una memoria sulle condizioni dell'industria mineraria in Sardegna, contenente una descrizione dei giacimenti metalliferi conosciuti, per la quale ottenne una medaglia al merito internazionale a Londra.

Nel 1862 fu trasferito in Sicilia per avviare il Servizio minerario e per quel lavoro fu insignito della Croce dei SS Maurizio e Lazzaro.

Rientrò in Sardegna e lavorò come consulente della Montevecchio poi, lasciato il Corpo delle Miniere, fu Direttore della Montesanto, potenziando le miniere di Masua e Malacalzetta.

Nel 1869, accompagnò Sella, chiamato a esaminare le condizioni dell'Industria mineraria per conto della Commissione Depretis. In quell'intervallo che impegnò i due uomini nel giro tra le industrie sarde, il Deputato Marolda Pettiliè presentò il progetto di una nuova legge sulle miniere, da sostituirsi a quella del 20 Novembre 1859, che regolava l'industria mineraria in Sardegna; questo progetto di legge tendeva ad attribuire al proprietario del suolo, la proprietà della miniera. Il Marchese, con argomentazioni logiche avversò tale proposta e le sue considerazioni furono apprezzate non solo in Italia, ma anche all'estero.

Eugenio Marchese studiò inoltre il problema delle acque a Monteponi, perchè lo vedeva come una minaccia per l'avvenire; egli fondò diverse Società Minerarie, tra queste, la Società delle Miniere di Lanusei, la Compagnia Generale delle Miniere e la Società Correboi e fu inoltre promotore della Società Carbonifera Sarda.

Fu eletto nel Collegio Elettorale di Iglesias, ma continuò a occuparsi dell'industria mineraria; ammalatosi di malaria si trasferì presso la miniera di rame di Varo, a Nizza e fondò la Societa Elettro-Metallurgica. Non riuscì a far decollare l'industria del rame e ci rimise ingenti capitali, tanto che fu costretto a ritornare in Sardegna prima come Direttore di Acquaresi e poi come Direttore di Buggerru, dopo la morte del fratello Maurizio nel 1893.

A Buggerru studiò il trattamento elettrometallurgico dei solfuri misti e pubblicò l'opera "Le zinc traitment des minerais sulfures mixtes" - Torino 1893.

La morte lo colse il 2 Agosto 1894 a Roma.


Questa pagina è stata realizzata grazie al prezioso aiuto di Roberto Camedda, amministratore del Gruppo Facebook GAMS (Gruppo Archeologia Mineraria Sardegna).

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