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Miniera di Arenas - Tiny - Genn'e Carru: sintesi storica

Le storie

..:Miniera di Arenas


Lo sfruttamento razionale della miniera di Arenas comincia con l'inglese George Henfrey, che ottiene, come rappresentante dell'omonima società, nel settembre del 1877 la concessione mineraria di Genna Carru, e nel maggio del 1883 quella di Su Pitzianti.

Nel 1891, a causa di difficoltà finanziarie della società inglese, entrambe le miniere passarono alla Pertusola. Successivamente le miniere di Arenas furono collegate tramite una linea ferroviaria a scartamento ridotto con quella di Malacalzetta, e in specifico con la sua laveria. In questo periodo solo la miniera di Su Pitzianti continuò la sua attività, mentre il palese disinteresse della Pertusola per quella di Genne Carru spinse il Corpo delle Miniere di Iglesias a revocare la concessione (agosto 1927).

Alla fine degli anni Trenta i lavori ripresero, anche grazie a una serie di studi geologici che avevano messo in luce un giacimento dalle notevoli potenzialità. Fu ricostruita la ferrovia di collegamento con Malacalzetta, furono avviati i lavori di costruzione della laveria di Genne Carru (1942-43), quest'ultima fu collegata al pozzo Lheraud con una nuova linea ferrata, furono migliorate le vie di collegamento con i centri abitati, e cominciarono a sorgere i primi edifici di quello che successivamente sarà il villaggio minerario di Arenas.

A guerra conclusa i lavori ripresero con regolarità. E' in questi anni che cominciarono a essere utilizzate massiciamente le pale meccaniche e i camion, e la miniera cominciò ad acquistare lentamente la fisionomia attuale, caratterizzata dagli scavi a cielo aperto. Là dove ora si apre una sorta di ampio catino si ergeva una collina che impediva di scorgere dalla laveria di Tinì quella di Genna Carru, come è invece possibile attualmente. A un certo punto le due miniere, quella di Arenas e quella di Tinì, divennero un unico complesso grazie all'accordo della Pertusola con la Monteponi-Montevecchio. In questi anni i minatori occupati sono circa 120, più una ventina di impiegati.

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Gli anni Sessanta rappresentarono l'inizio della fase di declino della miniera, fino al suo passaggio dalla privata Pertusola alla Piombo Zincifera Sarda, avvento al principio degli anni Settanta. Ancora pochi anni, poi al principio degli anni Ottanta anche la laveria fu fermata definitivamente.

Ora, il villaggio minerario pur essendo stato restaurato con investimento di 2 milini e mezzo di euro attende di essere reso fruibile per i turisti: manca l'energia elettrica e la rete idrica.

Bibliografia

CAVINATO ANTONIO "Cenno preliminare sulla miniera di S'Arenas" - Estratto da Atti del congresso minerario italiano, 1948.

FADDA ANTONIO FRANCO "Sardegna, guida ai tesori nascosti" - Cagliari, Ed. Coedisar, 1994.

MEZZOLANI SANDRO e SIMONCINI ANDREA "Sardegna da Salvare. Storia, Paesaggi, Architetture delle Miniere" VOL XIII. Nuoro, Ed.Archivio Fotografico Sardo, 2007.

SELLA QUINTINO "Relazione sulle condizioni dell'industria mineraria in Sardegna" 1871.

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