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Miniera di Masaloni: sintesi storica

Le storie

..:Miniera di Masaloni


La miniera di Masaloni «fu chiesta in esplorazione nel 1873 … da alcuni ricercatori di San Vito. Costoro cinque anni più tardi ne cedettero i diritti a G. Vargiolu e soci che iniziarono alcune gallerie nella parte alta del versante orientale di Bacu Masaloni mettendo in luce il filone argentifero.

Nel 1881 la Società di Lanusei acquistò i permessi proseguendo i lavori iniziati dal Vargiolu, ed ottenendo già da quello stesso anno una buona produzione. La dichiarazione di scoperta fu rilasciata nei primi mesi del 1888 mentre la concessione l'anno seguente.

I lavori cominciarono a quota 400 e vennero subito collegati al 6° livello di Giuanni Bonu tramite una carrareccia. Attraverso la lunga galleria di carreggio, i carri a buoi potevano scaricare il minerale nel piazzale principale di Monte Narba. Questi primi lavori si svilupparono su tre livelli che sboccavano all'esterno, e su di un ribasso interno con un pozzo sul 3° livello.

La vena mineralizzata veniva così coltivata per un'altezza di un centinaio di metri ed era caratterizzata da una mineralizzazione saltuaria e dispersa in piccole lenti che presentavano la classica associazione di galena, argentite, argento nativo con abbondante marcasite e sfalerite, in ganga di quarzo, fluorite, meno barite e calcite. Tra gli accessori venivano segnalati ullmannite e nichelina oltre agli argenti rossi. La vena, diretta N57°O, dislocata da frequenti faglie, presentava talvolta delle difficoltà di coltivazione essendo strettamente incassata tra il granito e gli scisti e trovandosi spesso a contatto delle "quarziti Auct." (formazione di Tuviois). Essa era più ricca verso Est ed andava impoverendosi a Ovest dove restava solo la ganga sterile.

Negli anni di maggiore attività vi lavoravano dai 70 agli 80 operai, tra interni ed esterni, compresi i ragazzi e le donne addetti alla cernita.

Dopo il fallimento della Società di Lanusei ed il suo acquisto da parte della Società di Malfidano, la miniera seguì le sorti di quelle del gruppo di Monte Narba col trasferimento alle varie società che effettuarono numerose e inconcludenti ricerche… Oggi la miniera è totalmente abbandonata ma, dalle sue grandi discariche e dalle sue rocce, provengono ancora discreti campioncini dei rari minerali che l'hanno resa famosa».

Fonte: STARA - RIZZO - BRIZZI, Sarrabus. Miniere e minerali


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