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Miniera di Ingurtosu: sintesi storica

Le storie

..:Miniera di Ingurtosu


Nella storia della miniera di Ingurtosu c'è una prima fase, antecedente alla seconda metà dell'Ottocento, in cui lo sfruttamento è episodico e condotto con metodi non del tutto razionali. A questa prima fase segue una seconda, la cui DATA iniziale può essere fissata al 1853, anno in cui i liguri Marco e Luigi Calvo acquistarono i permessi di ricerca di Gennamari e Ingurtosu, e costituirono la Società Mineralogica di Gennamari. Ottenuta la concessione di Gennamari, i due la cedettero due anni dopo, insieme al permesso di ricerca di Ingurtosu, alla Sociétè Civile des Mines d'Ingurtosu et Gennamari (16 gennaio 1855), società a capitale interamente francese. Nel 1859 la società francese ottenne la concessione mineraria anche per Ingurtosu e cominciò i primi lavori nella vallata di Is Animas.

La necessità di nuovi mezzi finanziari spinse la società francese a ricercare nuovi soci. Si arrivò alla costituzione a Parigi, nel 1870, della Sociétè Anonyme des Mines de Plomb Argentifère de Gennamari et d'Ingurtosu. Con i nuovi capitali fu realizzato un nuovo sistema di eduzione delle acque basato sull'impiego di pompe meccaniche, e una ferrovia a scartamento ridotto «per portare il minerale dalle laverie al pontile di Piscinas, presso il quale sarebbe stato imbarcato per il porto di Carloforte».

Una svolta per la miniera di Ingurtosu si ebbe alla fine dell'800, quando una serie di ricerche approfondite misero in luce un secondo ricco filone (il "filone Brassey", dal nome del presidente della Pertusola), di maggiori dimensioni rispetto a quello su cui avevano insistito fino a quel punto i lavori. Le strutture della miniera si rivelarono inadeguate ad affrontare con successo e profitto le grandi riserve di minerale. La soluzione fu individuata nella vendita della maggioranza del pacchetto azionario della società francese alla inglese Pertusola (aprile 1899).

Il primo passo dei nuovi proprietari del complesso Ingurtosu - Gennamari fu la costruzione di una laveria adeguata alle dimensioni del giacimento. Si trattava della laveria Brassey, inaugurata a Naracauli il 17 ottobre del 1900. Il nome le derivava da Thomas Alnutt Brassey, proprietario della Pertusola.

Tra il 1903 e il 1905 venne costruita una teleferica che dai cantieri di Gennamari permetteva il trasporto del minerale fino alla laveria Brassey, con un notevole risparmio sui costi di produzione. Nel 1906 vennero sperimentate con successo, sempre nella laveria Brassey, le cernitici magnetiche Primosig, grazie alle quali fu possibile semplificare la lavorazione delle blende ricche di ossidi di ferro.

Tra uomini e donne lavoravano al principio del secolo nella grande miniera oltre 2500 unità, alle quali se ne aggiungevano altre 3500 che costituivano i vari nuclei familiari residenti nelle centinaia di abitazioni, semplici ma fornite degli indispensabili servizi, costruite dalla stessa Pertusola sui suoi terreni.

Dopo il rallentamento produttivo causato dal primo conflitto mondiale, la rapida ripresa fu segnata dalla costruzione di un secondo impianto di trattamento dei minerali estratti, realizzato sul versante Pireddu adiacente a Naracauli (vedi mappa).

Nei primi anni Venti la proprietà della Pertusola passò dalla famiglia Brassey alla multinazionale franco-spagnola Società Mineraria e Metallurgica di Pertusola del gruppo Penarroya.

Nel 1933 la Pertusola acquistò le residue quote azionarie non ancora in suo possesso e avviò con decisione un programma di ristrutturazione profonda delle attività di estrazione e trattamento, che comportò la riduzione di un terzo del personale impiegato.

Questi anni sono anche segnati da un progressivo peggioramento dei rapporti tra la società e gli operai, a causa dell'adozione sistematica da parte della prima dell'odiato sistema Bedaux.

L'inizio degli anni '40 furono caratterizzati dai primi segni di esaurimento dei filoni su cui lavorava la miniera. Gli anni seguenti il secondo conflitto mondiale videro vari tentativi di razionalizzare la produzione, che nulla però poterono di fronte ai sempre più manifesti segni di esaurimento del filone Brassey, «che dopo mezzo secolo di sfruttamento si presentava praticamente esaurito».

Alla fine degli anni '50 comincia la fase dell'inarrestabile declino, finché nel 1965 la Pertusola, oberata da pesanti perdite, rinuncia alla concessione «a favore del gruppo minerario concorrente Monteponi - Montevecchio». L'intervento però non portò i risultati sperati, e nel 1968 la miniera fu definitivamente chiusa, e l'ultimo centinaio di minatori licenziato.


Fonti:

SANDRO MEZZOLANI, ANDREA SIMONCINI, Sardegna da salvare. Paesaggi e Architetture delle Miniere - Editrice Archivio Fotografico Sardo, Nuoro 1993

ANTONIO FRANCESCO FADDA, Siti minerari in Sardegna - Coedisar, Cagliari 1997

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