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Miniera di Su Zurfuru: sintesi storica

Le storie

..:Miniera di Su Zurfuru


La storia della miniera di Su Zurfuru comincia, come per altre miniere della zona di Fluminimaggiore, con l'imprenditore minerario inglese George Henfrey, che nel 1877 rilevò tutti i più promettenti permessi minerari della zona. Seguirono importanti lavori di ricerca e una decina di anni dopo, nel 1889, la concessione della miniera alla The Victoria Mining Company Limited, della quale l' Henfrey era il maggiore azionista. Il minerale veniva trattato nella piccola laveria meccanica di Giovanni Longu, da qui trasferiti nel porticciolo di Portixeddu (che in sardo significa, infatti, "porticciolo") per prendere la via del continente.

Il giacimento di Su Zurfuru si rivelò molto complesso e ricco di minerali diversi: oltre al piombo e allo zinco, infatti, erano presenti anche solfuri di ferro, arsenico, bismuto, rame e fluorite.

La vita della miniera fu condizionata inoltre dalla presenza di materiale argilloso finissimo, che provocava spesso delle improvvise frane con esito talvolta tragico: la più grave accadde il 23 novembre del 1926 quando due operai rimasero sepolti sotto uno strato di argilla finissima che invase una galleria della miniera.

Nel 1891 avvenne il passaggio della concessione a favore della società inglese The United Mines Company Limited, e cinque anni dopo fu la volta della Pertusola. Quest'ultima costruì una nuova laveria, la collegò tramite una ferrovia con i cantieri della miniera e con quelli delle miniere più lontane, Gutturu Pala e Terra Niedda, che aveva acquisito rispettivamente nel 1905 e nel 1907. Purtroppo la società inglese scelse di affidare la miniera di Su Zurfuru alla direzione di Ingurtosu, che preferì concentrarsi totalmente sul pieno sviluppo dei lavori di quella grande miniera.

Seguì un lungo periodo di inattività. Solo la laveria continuò a trattare il minerale estratto nella vicina miniera di Gutturu Pala, dove tutti i minatori erano stati trasferiti.

Negli anni Cinquanta furono ripresi i lavori. Il materiale estratto veniva in gran parte trasportato con i camion verso gli impianti di Ingurtosu. Gli anni Sessanta videro la crisi definitiva della Pertusola e il progressivo sganciamento della società inglese dal mondo minerario isolano. Nel 1968 la concessione passò alla Piombo Zincifera Sarda, controllata dall'Ente Minerario Sardo. In seguito fu la volta della Samim e infine della SIM (Società Italiana Miniere), nel 1987. In questi anni le attività cessano del tutto nella miniera di Su Zurfuru. Solamente nell'attigua Gutturu Pala si continuerà a lavorare in misura estremamente ridotta e per pochi anni ancora, poi la chiusura definitiva.

Ora parte degli edifici restaurati sono visitabili contattando l'Associazione culturale Su Zurfuru Mine.

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