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Miniera di Monte Narba: sintesi storica

Le storie

..:Miniera di Monte Narba


Quella di Monte Narba è stata sicuramente la più importante tra le miniere nate per sfruttare il grande filone argentifero del Sarrabus. L'importanza della zona dal punto di vista minerario era conosciuta da tempo, ma una serie di difficoltà tecniche ne avevano reso antieconomico lo sfruttamento. Erano necessari ingenti investimenti e grandi capacità finanziarie. Queste due condizioni si concretizzarono con la costituzione della Società Anonima delle Miniere di Lanusei, per iniziativa di alcuni investitori genovesi.

Questa fece domanda per la concessione mineraria nel 1872. La domanda fu accolta due anni dopo. A questa prima concessione si aggiunsero nel giro di due anni quelle di Giuanni Bonu e di Bacu Arrodas.

Sotto la direzione dell'ingegner Gian Battista Traverso la miniere raggiunse subito una notevole produttività. Già nel 1876 vi erano impiegati circa 300 operai e vi furono estratti circa 200 tn di minerali di Piombo e Argento. Nel 1880 gli operai impiegati erano saliti a 750 con circa 911 tn di minerale estratto. Nel 1882 le tn furono 1444 e gli operai impiegati raggiungevano le 936 unità. Il tenore del minerale argentifero si manteneva intorno al 2%.

Contemporaneamente si allargavano e approfondivano i lavori di coltivazione della miniera. Dalle gallerie aperte nei fianchi delle montagne si arrivò sino a 370 metri sotto il livello del mare. Nel 1888 nella miniera di Monte Narba erano state scavati ben 14 livelli di gallerie, per un dislivello complessivo di circa 470 metri. Una galleria di ribasso metteva in comunicazione i cantieri di Monte Narba con quelli più alti di Giuanni Bonu e di Masaloni. Nel cantiere di Giuanni Bonu era stata scavata una galleria lunga oltre 2 km che attraversava tutta la montagna mettendo in comunicazione il versante di San Vito con quello di San Priamo. Complessivamente il sottosuolo fu esplorato per 18 km di lunghezza e circa 500 metri di profondità.

Nel 1881 cominciarono i lavori per la costruzione della laveria, posta allo sbocco della galleria di Su Malloni, dove giungevano i vagoncini di minerale provenienti dai vari cantieri. L'acqua necessaria all'impianto fu ottenuta costruendo una piccola diga lungo il corso del torrente della valletta di Giovanni Bonu. Nel 1882 fu la volta del castello del pozzo maestro, che avrebbe raggiunto negli anni seguenti i 45 metri sotto il livello del mare.

Nel frattempo si era andato sviluppando attorno alla miniera un villaggio del tutto autosufficiente con dormitoi, uffici, officine, depositi, e infine nel 1890 un piccolo ospedale. Dominava il tutto villa Madama, la residenza del dirigente e della sua famiglia.

Sul finire degli anni '90 la miniera cominciò a dare i primi segni di esaurimento. Negli stessi anni il prezzo dell'argento subì una netta flessione. Per la compagnia mineraria fu la crisi. Diversi cantieri furono chiusi, e si mantenne solo l'attività di ricerca nella speranza di scoprire qualche altro ricco filone.

Nel 1921 la Vieille Montagne acquistò la maggioranza del pacchetto azionario della Lanusei. La società belga, tuttavia, abbandonò subito la miniera di Monte Narba per concentrarsi sul più promettente giacimento di Masua.

Nel 1927 fu la volta della Montevecchio attraverso una sua controllata. Anche in questo caso la immediata constatazione della antieconomicità della ripresa estrattiva spinse alla rinuncia della concessione, avvenuta nel 1935.

Negli anni '60 alcune società interessate alla fluorite e alla barite fecero delle ricerche nel sottosuolo, campionarono alcune discariche, ma non riscontrarono alcuna convenienza allo sfruttamento effettivo.

La storia della miniera di Monte Narba dal punto di vista produttivo si conclude con la rinuncia alla concessione da parte della Montevecchio. Il lavoro di estrazione del minerale fu sostituito allora da diverse attività agricole che proseguirono sino agli anni '70 e che non cambiarono in nulla la struttura dell'antico villaggio minerario.


Bibliografia

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STARA P., RIZZO R., TANCA G.A. "Iglesiente - Arburese, Miniere e Minerali Vol. 3" - Edizione associazione e gruppi mineralogici italiani.

FADDA ANTONIO FRANCO"Sardegna, Guida ai tesori nascosti" - Ed. Coedisar, Cagliari 1994.

FAA MAURIZIO "Le miniere argentifere del Sarrabus" - Bollettino bibliografico e rassegna archivistica e di studi storici della Sardegna : [quaderni del Comitato di Cagliari dell'Istituto per la storia del Risorgimento italiano]. - N.S., a. 5, n. 9 (1988)-. - Cagliari : [s. n.,1988].

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TRAVERSO STEFANO "Note sulla geologia e sui giacimenti del Sarrabus" - Torino : Casanova, 1890. - 57 p., + 1 c. geol.

Carta Geologica 1:25.000 ,Foglio 227 Muravera, 1963.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.

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