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Miniera di Argentiera: sintesi storica

Le storie

..:Miniera dell'Argentiera


Sulle più importanti manifestazioni di galena (solfuro di piombo) particolarmente ricche di argento e blenda (solfuro di zinco) ubicate nella zona dell'Argentiera, si sviluppò sin dall'antichità una intensa attività mineraria. Infatti il giacimento fu oggetto di intense lavorazioni da parte dei Romani e dei Pisani, come testimonierebbero vari reperti ritrovati sia nella zona di Miniera Vecchia sia nella zona Plata (Plata in spagnolo significa Argento). Risulta inoltre probabile che il sito dell'Argentiera fosse noto già dall'Età del Rame, vista la presenza di Domus de janas.

Il conte Alberto Lamarmora nel suo "Itinerario dell'Isola di Sardegna" descrive l'Argentiera citando una serie di ritrovamenti effettuati nel 1865 entro un pozzo profondo 80 metri nella zona di Miniera Vecchia:

Si trovò un mucchio di cadaveri da cui si raccolsero le fibule, ed armi che notavano un'epoca romana.

L'interesse degli antichi era focalizzato sulle mineralizzazioni a galena la cui ricchezza in argento consentiva agli abili fusori del tempo un notevole ritorno economico, e di questo i toponimi dell'"Argentiera" e della Plata sono particolarmente significanti.

Nel 1838 il celebre scrittore francese Honorè de Balzac, informato dal direttore della scuola militare di Saint-Cyr sulle potenzialità di alcuni giacimenti Sardi, giunge da Alghero per verificare le reali possibilità di sfruttamento del giacimento dell'Argentiera; purtroppo per lui venne preceduto nell'intento da un commerciante genovese al quale lui stesso confidò la presenza di questo ricco giacimento.

Nel 1854 il Geologo Candido Baldracco visita la miniera ma trova nel vasto podere una sola abitazione a circa 2 km dalla miniera.

Nel 1867 la miniera venne accordata in concessione per minerali di piombo argentifero e zinco alla marchesa Caterina Angela Tola di San Saturnino. Dopo tre anni la concessione passo' alla Soc. An. Miniere et Metallurgique Sardo-Belge.

Nel 1872 il titolare della concessione divenne la ditta Luigi de Lamine di Liegi e l'anno dopo la concessione venne ceduta alla Compagnia Generale delle Miniere.

Nel 1895 la concessione pervenne alla Società Anonima delle Miniere di Correboi (costituita a Genova nel 1890), che la gestirà fino al 1963, anno della chiusura definitiva degli impianti.

Nel 1892 viene completato l'impianto esterno di estrazione del Pozzo Podestà (motrice da 15 CV alimentata da 2 caldaie a vapore), e sulla spiaggia realizzato un sistema di caricamento a mare con doppio binario.

Nel 1906 viene realizzato un serbatoio idrico da 100 mc che raccoglieva e distribuiva l'acqua per l'intero villaggio minerario.

Nel 1936 entra in funzione la nuova laveria con impianto di flottazione.

Nel 1963 la miniera viene chiusa.


Bibliografia consigliata:

OTTELLI LUCIANO "L'Argentiera, il giacimento, la miniera e gli uomini" - Carlo Delfino Editore, Sassari, 2014.

OTTELLI LUCIANO "L'Argentiera" - Edizioni Gallizzi, Sassari, 1997.

RUJU SANDRO "L'Argentiera" - Franco Angeli Storia - Milano, 1996.

RUJU SANDRO "I Mondi Minerari della Sardegna, con dieci testimonianze orali" - Edizioni CUEC, 2008.

Carta Geologica 1:100.000, Foglio n. 179, Porto Torres.

Carta Geologica della Sardegna 1:200.000, 1997.

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