La storia geologica della Sardegna presenta pressochรฉ tutti i periodi.ย  Oltre la metร  della superficie dellโ€™isola รจ costituita da rocce paleozoiche, per circa 13.000 km2.

Nei rimanenti 11.000 km2 affiorano le formazioni secondarie, terziarie e quaternarie.

Relativamente alla genesi le rocce eruttive prevalgono sulle sedimentarie che, a loro volta prevalgono sulle metamorfiche.

Le rocce magmatiche derivano dal consolidamento di un magma e possono essere plutoniche-intrusive (graniti, dioriti, gabbri)ย  o effusive (rioliti, andesiti, basalti, trachiti) a seconda che si consolidino al di sotto della superficie terrestre o che vengano eruttate dai vulcani.

Le rocce sedimentarie si formano per deposizione di sedimenti allโ€™interno di un bacino di sedimentazione; se i sedimenti si disgregano meccanicamente e poi sedimentano, si formano rocce detritiche (arenarie, conglomerati, argille); se i sedimenti precipitano chimicamente o attraverso organismi si hanno rocce chimiche (evaporiti) e biochimiche (calcari).

Le rocce metamorfiche hanno subรฌto modificazioni nella composizione mineralogica, nella struttura e nella tessitura in seguito a mutamenti di temperatura e pressione (metamorfismo); tutte le rocce possono subire metamorfismo. Sono tipiche rocce metamorfiche gli scisti, le filladi, gli gneiss, le quarziti e i marmi.

PALEOZOICO

Cambrico (da 538,8 ย a 485,4 Milioni di anni)

Le prime formazioni ebbero inizio nel Cambrico, finora riconosciuto in Italia solo nellโ€™isola, quando, in un mare che si estendeva per tutto lโ€™attuale mediterraneo occidentale, sedimentarono in successione continua arenarie, calcari ed argille per una potenza complessiva variabile tra i 1500 ed i 2000 m.

Precisamente la successione stratigrafica del Sulcis-Iglesiente si presenta dal basso verso lโ€™alto costituita dalla Formazione delle Arenarie (arenarie, siltiti, argilliti e lenti calcaree โ€“ circa 800 m โ€“ Cambrico inferiore), dalla Formazione del Metallifero (dolomie e calcari โ€“ circa 600-800 m) e dalla Formazione di Cabitza (calcari ed argilloscisti โ€“ circa 500 m โ€“ Cambrico medio).

Esempi di rocce Cambriane si trovano nellโ€™Iglesiente, come il Pan di Zucchero (in sardo Concali su Terrainu)ย  un famoso faraglione carbonatico della Costa di Nebida – Masua, che assieme ad altri 4 famosi scogli che emergono dal mare รจ costituito da rocce carbonatiche del Cambriano (Formazione di Gonnesa “il Metallifero” – Membri del Calcare Ceroide e della Dolomia Rigata); questi faraglioni sono stati erosi ed isolati dalla terraferma.

Nella spiaggia di Masua affiorano invece le ipnotiche alternanze varicolori delle metamorfiti della Formazione di Cabitza – Membro Riu Cea de Mesu; queste antichissime rocce sono formate da una monotona alternanza di metasiltiti e metapeliti, dal color vinaccia al verde, attribuite al Cambriano medio – Ordoviciano inferiore. La “Discordanza Cambro-Ordoviciana” รจ invece un famoso Geosito (per nulla valorizzato) dove gli “scisti” di Cabitza del Cambriano med.- Ordoviciano inf. (Formazione di Cabitza) sono a contatto con i metaconglomerati e le metabrecce “Puddinga” dell’Ordoviciano med.-sup. (Formazione di Monte Argentu, Membro di Punta sa Broccia).

Ordoviciano (da 485,4 a 443,8 Milioni diย  anni)

Gli affioramenti dellโ€™Ordoviciano sono riconoscibili prevalentemente nella Sardegna meridionale e in particolare nel Sulcis-Iglesiente e Fluminese. Trattasi fondamentalmente di conglomerati, regolarmente stratificati, con ciottoli di calcari, dolomie, scisti ed arenarie Georgiano-Accadiane con cemento argillitico per una potenza complessiva di circa 400 m.

Particolari le rocce che affiorano di fronte alla bellissima spiaggia di Su Judeu (Chia), con l’omonimo scoglio roccioso, dove ย le metamorfiti Ordoviciane (Micascisti di Monte Settiballas) intensamente strizzate e piegate sono a contatto con i Graniti Ercinici. A Portixeddu nel Fluminese Monte su Guardianu (478 m) รจ costituito da metamorfiche dell’Ordoviciano sup. (461-444 Milioni di anni fa) domina il paesaggio. Sempre nel lungomare di Portixeddu affiorano scisti Ordoviciani ricchi di fossili marini come i Briozoi, i Lamellibranchi, i Cistoidi, i Blastoidi e qualche Trilobite.

Alla periferia Nord di Perdasdefogu affiorano le metamorfiti piegate e disturbate attribuite alla Formazione di San Vito (Cambriano-Ordoviciano), deformate da spinte geologiche in 500-450 milioni di anni.

Alle falde del Monte Serpeddรฌ affiorano rocce marine metamorfosate che mostrano un fondale marino di 450 Milioni di anni fa, caratterizzato da un accumulo eccezionale di peduncoli e anelli di Crinoidi, particolari Gigli di Mare corazzati che popolavano i fondali marini della nostra Isola nell’Ordoviciano. Ad Esterzili presso il Monte Santa Vittoria e nel Gerrei affiorano invece rocce vulcaniche eruttate nellโ€™Ordoviciano. Il Ciclo vulcanico Ordoviciano (363 – 243 Ma) รจ caratterizzato da vulcaniti inglobate nel basamento paleozoico e metamorfosate (es Porfiroidi).

Silurianoย  (da 443,8 a 419,2 Milioni di anni)

Il periodo Silurico รจ abbondantemente rinvenibile nella Sardegna meridionale, in particolare nel Sulcis-Iglesiente e nel Sarrabus-Gerrei, anche se presente in Barbagia, nelle Baronie, nella Nurra, e risulta caratterizzato nei livelli piรน antichi da scisti varicolori, piรน o meno argillosi, spesso arenacei, e ricchi di fossili e nei livelli superiori da uno scisto nero carbonioso a Graptoliti. I livelli siluriani si sviluppano per circa 400m.

Gli scisti a Graptoliti affiorano in diverse aree della Sardegna meridionale anche se il sito piรน famoso รจ a Goni (su Peinconi). Lโ€™area diย Baccu Scottisย (Villaputzu) รจ nota anche dal punto di vista paleontologico per la presenza di un importante banco scistoso a Graptoliti, attribuito al Lockoviano (Devoniano inferiore: 411-416 Milioni di anni fa). L’area di Genna Muxerru รจ geologicamente caratterizzata da metargilliti nere (black shales) a graptoliti del Siluriano e le ardesie-scisti (slates) dell’Ordoviciano superiore. Gli scisti neri del Siluriano sono in alcuni punti fossiliferi, e contengono soprattutto frammenti di graptoliti (Petalograptus, Pristiograptus, Monograptus, Spyrograptus, Dictyonema e altri), ritenuti veri e propri fossili guida del Paleozoico. Anche nell’area del Monreale di Sardara nellโ€™ex miniera di Perda Lai affiora l’antica formazione degli Scisti neri a Graptoliti del Siluriano โ€“ Devoniano datati 440-416 Ma.

Devoniano (da 419,2 a 358,9 Milioni di anni)

Il Devoniano risulta scarsamente rappresentato ed รจ fondamentalmente rinvenibile nel Gerrei. La serie stratigrafica di questo periodo รจ caratterizzata da calcari e scisti. Sicuramente il piรน sito piรน caratteristico รจ quello di Monte Lora (Villasalto) conosciuto anche come “La Bella Dormiente”, costituito da calcari Silurico-Devoniani, meraviglioso al tramonto, lungo la strada tra San Vito e Ballao.

Carbonifero (da 358,9 a 298,9 Milioni di anni)

I depositi di questo periodo sono ascritti a una facies di tipo continentale fluviale-lacustre. Di grande rilevanza sono le profonde modificazioni della serie paleozoica sarda indotte dallโ€™Orogenesi Ercinica probabilmente nel Carbonifero superiore. In una prima fase questi effetti si sono manifestati con granitizzazioni, metamorfismi, piegamenti, iniezioni magmatiche e mineralizzazioni varie, che hanno portato alla trasformazione delle rocce Paleozoiche in taluni settori dellโ€™Isola. Una seconda fase di questa orogenesi si รจ avuta con la messa in posto, entro fratture, di manifestazioni filoniane di quarzo (Arburese, Iglesiente, Baronia di Posada, Quirra) e da un vulcanismo porfirico che si รจ protratto fino al Permiano inferiore (CapoTeulada, Alto Flumendosa, Mulargia, Monte Ferru dโ€™Ogliastra, Gallura Occidentale). Dalla fine del corrugamento Ercinico lโ€™Isola, probabilmente sommersa dal Siluriano in poi, ha attraversato un periodo di continentalitร  che si รจ protratto fino al Triassico medio per quella occidentale.

Durante il Permo-Carbonifero, a seguito anche dellโ€™Orogenesi Ercinica ed ai conseguenti fenomeni di magmatismo e metamorfismo si sono impostate nuove e ricche mineralizzazioni a piombo, zinco e argento (p.e. i giacimenti di Montevecchio-Ingurtosu), a ferro (San Leone), a talco-steatite (Orani), o prevalentemente argentifere del Sarrabus e della Nurra o anche concentrazioni carsiche a barite, piombo, zinco e ferro. Inoltre, durante il raffreddamento dei granitoidi,ย  si sono formate numerose manifestazioni pegmatitiche con le loro mineralizzazioni a feldspato, silicati e soprattutto terre rare, venute alla luce a seguito dellโ€™erosione delleย  precedenti coperture sedimentarie.

Permiano (da 298,9 a 251,9 Milioni di anni)

La fase di emersione del Permico vede il manifestarsi dello smantellamento delle catene erciniche per effetto dellโ€™azione degli agenti meteorici. I prodotti di queste azioni vanno a colmare le depressioni con un progressivo spianamento dei rilievi, senza perรฒ mettere in luce ilย  granito. Si ha in tale periodo la formazione di ambienti lacustri sede di depositi clastici, talvolta antracitiferi piรน tardi coperti da eruzioni porfiriche del tardo vulcanismo ercinico. Esempio del Permico sardo รจ il bacino antracitifero di Seui e del Monte Caparoni nella Nurra.

Nel Permiano superiore la Sardegna come la conosciamo oggi, al centro del mar Mediterraneo, non esisteva perchรจ era parte di un Mega Continente, La Pangea. Le vulcaniti Permiane sono la testimonianza di antiche eruzioni vulcaniche che hanno coinvolto quella che sarebbe diventata la nostra Isola, anche se di quegli antichi vulcani ora non c’รจ piรน traccia.

Il Ciclo vulcanico Permo-Triassico che ha interessato lโ€™isola 315 โ€“ 140 milioni di anni fa รจ caratterizzato da vulcaniti andesitico-riolitiche in colate e duomi disperse in gran parte della Sardegna sud-centrale.

Queste antiche eruzioni vulcaniche di 280 Milioni di anni fa, affiorano sia sotto il Castello di Pontes di Galtellรฌ, ma anche a Bruncu Santoru (Perdasdefogu), con i โ€œPorfidi quarziferi” Auct. eruttati 280 Milioni di anni fa.

Nellโ€™estremo Sud della spiaggia di Porto Pino, presso Cala Passo a Mare affiorano rocce riolitiche e riodacitiche nero-grigie (poco studiate) attribuite al Carbonifero sup-Permiano.

I Porfidi quarziferi auct. eruttati circa 332-288 milioni di anni fa, in colata e ammassi di composizione riolitica-dacitica affiorano anche a Sadali. Altro esempio di vulcanismo Permiano in Sardegna รจ a Monte Marigosu (Seui) dove i Porfidi quarziferi auct., affiorano nei pressi della miniera di antracite di Fundu ‘e Corongiu (Seui).

MESOZOICO

Durante il Mesozoico la Sardegna attraversรฒ unโ€™assoluta tranquillitร  ambientale non lasciandosi piรน sommergere completamente dal mare. Il Mesozoico ed il Cenozoico sardo saranno quindi caratterizzati da unโ€™alternanza di ingressioniย  e regressioni marine.

Triassico (da 251,9 a 201,4 Milioni di anni)

Il Trias, รจ caratterizzato da serie sedimentarie (ambiente: lagunare, marino-litorale, marino di mare aperto, litorale, lagunari evaporitiche).ย  La serie completa, rinvenibile solo nella Nurra di Alghero, รจ caratterizzata dal basso verso lโ€™alto, per circa 400 m, da arenarie continentali,ย  dolomie e calcari marnosi, da marne e argille con lenti ed ammassi di gesso. Altri rinvenimenti si hanno nellโ€™Anglona, nel Sulcis, nel Sarcidano e nella valle del Flumendosa. Sedimenti continentali rosso vinaccia che testimoniano l’emersione di questa parte della Sardegna che sarebbe diventata la Nurra, 245 milioni di anni fa. Un Geosito meraviglioso, conosciuto quasi esclusivamente da chi si occupa di Geologia sono le Evaporiti varicolori (formazioni Gessose) di Ghisciera Mala (a Nord di Cala Viola, Alghero), attribuite al “Keuper”. dove affiorano anche le formazioni arenacee rossastre di Cala Viola (Alghero), attribuite al Triassico medio, e cioรจ formatesi 245 milioni di anni fa.

L’affioramento gessoso di Ghisciera Mala attribuito al Triassico medio-superiore (240-230 Milioni di anni fa), รจ la prova della lenta ingressione del mare in quella che sarebbe diventata la Nurra.ย Le Evaporiti varicolori risultano comprese tra le arenarie rosse del Buntsandstein (Triassico inf.?) di Cala Viola, dalle quali sono separate da un contatto tettonico, e i calcari dolomitici del Giurassico inf. (Lias) della Punta del Gallo. Chimicamente il gesso รจ unย Solfato di Calcio bi-idrato, che si forma per evaporazione di acque marine in cui sedimentano sali di sodio e calcio come il salgemma, la calcite e l’aragonite.

A Cala del Porticciolo (Alghero), i Conglomerati del Porticciolo (Triassico inf.) sono a contatto con le Arenarie di Cala del Vino (Permiano). Il sito oltre ad essere molto suggestivo per la colorazione rossastra delle formazioni rocciose รจ importantissimo dal punto di vista paleontologico, visto che all’interno delle arenarie sono stati trovati dall’Universitร  di Pavia, i resti dell’Alierasaurus ronchii, un grande Sinapside erbivoro che viveva nella Nurra di 300 milioni di anni fa: lโ€™Alierasauro non era un dinosauro (anche perchรจ molto piรน antico), ma piรน vicino ai Mammiferi.

Durante il Mesozoico, l’isola ha attraversato un periodo di condizioni di terra emersa, iniziata nel Permiano, che si รจ protratto fino al Triassico medio. La fase di emersione permiana vede il manifestarsi dello smantellamento (peneplanazione) delle catene montuose erciniche per effetto dell’azione degli agenti meteorici. Durante questi 90 milioni di anni si sono create, con il concorso di particolari eventi climatici, le condizioni favorevoli alle concentrazioni residuali di Ferro dell’Ogliastra (Ferro dei Tacchi) e di bauxite (Olmedo, Nurra).

Giurassico (da 201,4 a 145 Milioni di anni)

La serie giurassica, che ha una potenza di circa 700 m, porta a distinguere due distinti bacini: il bacino occidentale, quello orientale ed una zona intermedia detta dei โ€œtacchiโ€. Il bacino occidentale, che si sviluppa dalla Nurra fino allโ€™isola di Santโ€™Antioco, Il bacino orientale (Baronie di Dorgali, Siniscola, Posada, Isola di Tavolara). La zona dei Tacchi รจ caratterizzata da formazioni tabulari e piccoli altopiani carbonatici (Barbagia di Seui, Barbagia di Belvi, Sarcidano).

Tra i famosi Tacchi dโ€™Ogliastra, Texile (trad. sardo “Sgabello”) un particolare tacco calcareo del Giurassico, ad un’altitudine di 975 metri slm, monumento naturale dal 1989 visibile dalla periferia Sud-Ovest del paese di Aritzo in posizione panoramica. Altro bellissimo tacco calcareo รจ quello di Perda Liana (Gairo Taquisara)ย formato da calcari Giurassici poggianti nettamente sul basamento Paleozoico; il sito รจ stato descritto e disegnato dal Cav. Alberto Ferrero de La Marmora a metร  800.

Le successioni marine Giurassiche affiorano anche a Tavolara nell’Area Marina Protetta di Punta Coda Cavallo, istituita dal 1997; l’isola รจ costituita da un massiccio calcareo-dolomitico Mesozoico (Formazioni di Dorgali e Monte Bardia del Giurassico Superiore), poggiante sul basamento granitico paleozoico questโ€™ultimo affiorante soprattutto nella Cala Spalmatore (Leucograniti Ercinici).

Nella Sardegna settentrionale, Monte Albo (Lula) costituito da calcari del Giurassico e del Cretaceo che emerge dalle circostanti metamorfiti Paleozoicheย  o il magnifico paesaggio lunare che si incontra raggiungendo Punta Corrasi (Oliena), un rilievo costituito da Calcari del Giurassico che raggiunge i 1463 metri. Anche la gola di Gorropu, un profondo canyon al confine tra i comuni di Orgosolo e Urzulei รจ stato creato dall’azione erosiva del Rio Flumineddu, agendo su una faglia, a spese dei calcari del Giurassico sup. (Formazione di Monte Bardia); l’azione erosiva del Rio Flumineddu ha creato pareti calcaree alte 500 metri e distanti fra loro dai 10 ai 4 metri.

A Porto Pino invece, nellโ€™estremo Sud dellโ€™Isola affiorano i Calcari a Crinoidi della formazione di Guardia sa Baracca; questi echinodermi, parenti dei gigli di mare, popolavano il mare del Giurassico inferiore/medio circa 190-160 milioni di anni fa; quando morivano si disarticolavano e sedimentavano nei fondali marini come peduncoli e in sezione.

Cretaceo (da 145 a 66 Milioni di anni)

Nel Cretaceo permane la divisione in due bacini delโ€™isola. La serie del bacino occidentale inizia con un livello di calcari selciferi, prosegue con calcari dolomitici, talvolta molto fossiliferi, calcari marnosi, marne di facies lacustre e lagunare, calcari neritici e pelagici, seguiti da depositi clastici (brecce organogene), marne ed argille marine e bauxiti a seguito di un periodo di breve emersione (Olmedo). Nel bacino orientale (Golfo di Orosei, Monti di Oliena, Monte Albo) la sequenza รจ costituita da calcari, depositi marnoso-selciferi e calcarenitici, conglomerati e calcari terrosi.

Il Cretaceo affiora per esempio in una bellissima spiaggia, molto frequentata d’estate, Maladroxia (Sant’Antioco); sul lato sud affiorano i bianchi calcari del Cretaceo inferiore (Periodo Urgoniano) in cui si notano gusci disarticolati di Rudiste, bivalvi marini ora estinti, che popolavano il mare della Sardegna 130 milioni di anni fa.

Sgrottamenti nei “calcari” (calcareniti e calciruditi della Formazione di Monte Bardia e marmi e calcari marnosi della Formazione di Lanaitto del Giurassico-Cretaceo) si rinvengono alla base del Monte Tuttavista di Orosei (zona di Cuccuru e Flores).

Nella Nurra sono caratteristiche le bianche scogliere carbonatiche del Cretaceo di Capo Caccia e dell’isola Foradada, cosรฌ chiamata per la presenza di una grotta che la attraversa da parte a parte.

CENOZOICO

Paleocene (da 66 a 56 Milioni di anni)

Nel Paleoceneย  la Sardegna era caratterizzata da estesi bacini di sedimentazione palustri di acque basse e prevalentemente tranquille, soggette a emersioni anche prolungate.

Eocene (da 56 a 33,9 Milioni di anni)

Il periodo Eocenico รจ largamente presente e notevolmente importante sotto il profilo minerario in quanto durante questo si รจ avuta la formazione dei complessi carboniferi del Sulcis. Lโ€™Eocene รจ rinvenibile in generale in tutta la Sardegna meridionale e nella Baronia di Orosei.

A Sa Scala Maista (Villaputzu, Quirra), un imponente Tacco Carbonatico dell’Eocene inferiore รจ a contatto con le metamorfiti Cambro-Ordoviciane (Formazione di San Vito). Sempre nella zona di Villaputzu, Pranu Trebini, chiamata la “Cittร  di Roccia” l’azione differenziale dell’erosione ha scolpito colonne di roccia in successione, come fosse il profilo di una cittร  di roccia. Le arenarie e i conglomerati dell’Eocene (di circa 50 Ma) sono stati erosi piรน facilmente rispetto ai sovrastanti calcari, creando questo panoramico palcoscenico naturale.

Famoso il profilo del Monte Cardiga, costituito da calcari, arenarie e arcose dell’Eocene inferiore (Ypresiano, 56 – 47 Milioni di anni fa), che emerge dalle metamorfiti paleozoiche nel territorio di Perdasdefogu.

Oligocene (da 33,9 a 23 Milioni di anni)

Lโ€™Oligocene รจ stato nellโ€™Isola un periodo di continentalitร  durante il quale la Sardegna รจ stata raggiunta dallโ€™urto delle forti tensioni orogenetiche del corrugamento Alpino. Questo periodo รจ caratterizzato da una notevole attivitร ย  vulcanica di tipo andesitico e riodacitico.ย 

In questo periodo si manifesta il ciclo vulcanico Oligo-Miocenico (32 โ€“ 15 Ma) legato alla subduzione verso Nord/Ovest della placca Adria sotto quella Sardo-Corsa, caratterizzato da attivitร  fortemente esplosiva ed effusiva con ignimbriti, rioliti e daciti. Il massimo dellโ€™attivitร  vulcanica fu raggiunto tra i 21 e i 18 Milioni di anni fa.

Si possono evidenziare 4 distretti vulcanici:

  • Anglona โ€“ Logudoro โ€“ Bosa (24 โ€“ 16 Ma);
  • Arcuentu (Arbus, 28 โ€“ 17 Ma);
  • Sarroch (24 โ€“ 22 Ma);
  • Sulcis โ€“ Cixerri (Carbonia, Iglesias, 28 โ€“ 15 Ma).

Sono invece attribuibili allโ€™Oligocene sup. – Aquitaniano inf. (circa 28 – 20 Ma) i depositi sedimentari di ambiente continentale della Formazione di Ussana (Conglomerati, Arenarie e Argille rosso vinaccia) con i caratteristici calanchi (svincolo S.S. 131 – Sardara).

Miocene (da 23 a 5,33 Milioni di anni)

Il periodo piรน rappresentato della serie Cenozoica Sarda รจ senzโ€™altro il Miocene. Durante questo periodo si completa lโ€™ingressione marina nella fossa sarda, iniziata nel tardissimo Oligocene, che induce un periodo di sedimentazione. Sedimentano rocce marnoso-arenacee o tufacee cui si intercalano frequenti eruzioni vulcaniche di tipo andesitico.

In questo ‘periodo si ha la formazione della Fossa Sarda,ย  uno sprofondamento tettonico che va da Cagliari a Sassari che venne attraversato dal Mare Miocenico. La stratigrafia tipica del Miocene sardo รจ rinvenibile tanto nel Sassarese che nel Campidano; ad esempio i colli su cui si รจ sviluppata la cittร  di Cagliari sono le ultime tracce del vasto bacino di sedimentazione.ย I calcari che affiorano a Cagliari sono suddivisi in tre tipologie distinte:

La Pietra cantone รจ un calcare giallastro, abbastanza tenero e facile da lavorare che spesso veniva utilizzato in edilizia (da cui il nome โ€œCantoneโ€).

Il Tramezzarioย di colore bianco-grigiasto รจ una pietra compatta, utilizzata in passato anchโ€™essa ย in edilizia. Il nome โ€œtramezzarioโ€ deriva proprio dal suo impiego tradizionale per realizzare tramezzi e strutture interne negli edifici.

La Pietra forte intende invece i calcari piรน compatti, di colore chiaro, formati in gran parte da resti di alghe e altri organismi marini.ย Al di sotto di questi strati affiorano le formazioni piรน antiche delle Argille di Fangario e delle Arenarie di Pirri.

Nella Sardegna centrale affiorano le rocce sedimentarie della Formazione della Marmilla che si formarono sul fondo di un mare 23-20 milioni di anni fa, in seguito a profondi sconvolgimenti geologici e tettonici che interessarono la Sardegna e la Corsica; circa 37-30 milioni di anni fa il Basamento Sardo-Corso si staccรฒ dalla costa della Provenza in Francia e compiendo una roto-traslazione, migrรฒ fino al centro del Mediterraneo, assumendo la posizione odierna circa 18 milioni di anni fa. Questa Rotazione del Basamento Sardo-Corso avvenne in piรน fasi:

  • Prima Fase (30-21 milioni di anni fa): avvenne una prima rotazione antioraria di circa 30ยฐ che saldรฒ la Sardegna meridionale (precedentemente separata) al resto del blocco sardo-corso lungo la “faglia di Nuoro”.
  • Seconda Fase (21-15 milioni di anni fa): L’intero Blocco Sardo-Corso ruotรฒย  in senso antiorario di circa 45ยฐ e 60ยฐ, staccandosi definitivamente dal margine europeo.
  • Terza Fase (finale) Intorno a 18-15 milioni di anni fa il blocco raggiunse la sua posizione attuale nel Mediterraneo.

Recentiย  studi eseguiti da INGVโ€“UniSS gettano nuova luce sull’evoluzione geodinamica della microplacca Sardoโ€‘Corsa attribuendole in realtร  una rotazione di 90ยฐ.

Secondo recenti studi, sulla base dei dati paleomagnetici raccolti nelle successioni sedimentarie della Nurra viene modificata la storia geologica del Mediterraneo occidentale, evidenziando come la microplacca Sardoโ€‘Corsa abbia compiuto una rotazione antioraria di 90ยฐ tra 30 e 15 milioni di anni fa, durante lโ€™apertura dellโ€™oceano Liguroโ€‘Provenzale.
Secondo lo studio tale rotazione non fu uniforme ma avvenne in fasi distinte:
–ย  Prima Sardegna e Corsica meridionale compirono una rotazione completa di 90ยฐ;
–ย  Successivamente la Corsica centroโ€‘settentrionale ruotรฒ di 30ยฐ;
Questo presuppone che, 30 milioni di anni fa, la Sardegna e la Corsica fosseroย  allineate in direzione Estโ€‘Ovest, e non Nordโ€‘Sud come oggi.ย Inoltre, i nuovi dati mostrano che il blocco Sardoโ€‘Corso era unito alla Provenza, non alla Catalogna come si pensava in precedenza.ย 

Questi sconvolgimenti geologici furono accompagnati sia da intensa attivitร  vulcanica (Ciclo Vulcanico Oligo-Miocenico) che dalla formazione della Fossa Sarda che permise ad un mare interno di invadere la Sardegna da Cagliari a Sassari.ย Nella Marmilla la successione sedimentaria marina attribuita al Miocene inferiore (23-16 Milioni di anni fa) รจ costituita da alternanze di marne siltose (piรน dure) e livelli arenacei (piรน teneri) che erodendosi in maniera diversa e con velocitร  diversa, ha dato luogo alle tipiche formazioni collinari mammellonari.

Il famosissimo arco di roccia di S’Archittu, presso l’omonima localitร  balneare si รจ impostato naturalmente a spese dei calcari organogeni della Formazione di Santa Caterina di Pittinuri, formatasi nel Miocene medio (Langhiano – Serravalliano, tra i 15 e gli 11 milioni di anni. A Santa Caterina di Pittinuri (Cuglieri), i candidi calcari organogeni della Formazione di Santa Caterina, (del Langhiano-Serravalliano) sfumano verso Nord sotto le colate basaltiche (Unitร  di Capo Nieddu) del ciclo vulcanico Plio-Pleistocenico.

Le maestose ed imponenti pareti carbonatiche (calcari, marne e arenarie) di Scala di Giocca alle porte di Sassari, rappresentano un fondale marino formatosi durante il Miocene medio-inferiore, tra i 20 e i 12 milioni di anni fa.

A Capo San Marco nella Penisola del Sinis i basalti del Pliocene superiore ricoprono le bianche falesie arenacee e carbonatiche del Miocene superiore. Durante il Cenozoico, in conseguenza dellโ€™Orogenesi Alpina, ed in stretta relazione con le manifestazioni vulcaniche Oligo-mioceniche , si sono formate le mineralizzazioni a rame di Calabona, ad ocra e manganese di Carloforte e del Bosano, ad oro, caolino e bentonite nel distretto di Furtei-Segariu e sporadiche, benchรฉ interessanti dal punto di vista scientifico, mineralizzazioni a fluorite, come quella di Monreale (Sardara) che di Nuraghe Onigu (Masullas).

Pliocene (da 5,33 a 2,58 Milioni di anni)

La sedimentazione marina prosegue anche nel Pliocene, nel Campidano e nel Golfo di Orosei, con il deposito di sabbie, marne, conglomerati ed argille, provocando cosรฌ la completa colmatura della Fossa Sarda. Questโ€™ultima diventa quindi sede di accumulo dei detriti provenienti dallo smantellamento dei massicci che la affiancano, materiali che vanno a formare uno strato di oltre 500 m che costituisce la base delle formazioni del Campidano.

Lโ€™ampia zona della piana del Campidano a Sud-Ovest del paese รจ caratterizzata da sedimenti alluvionali Olocenici; questi ultimi colmarono il Graben (fossa tettonica) del Campidano a partire dalla sua formazione, nel Pliocene medio, 5 milioni di anni fa circa.

Ai bordi settentrionali della fossa del Campidano si manifestarono ย eventi vulcanici a cui risalgono le formazioni eruttive del Montiferru, della Marmilla (Giare), di Campeda, del Logudoro e del Golfo di Orosei. Il Ciclo Plio-Pleistocenico (6,4 Miocene sup. โ€“ 0,1 Ma) รจ legato allโ€™apertura del Mar Tirreno Meridionale e ad un regime di tipo distensivo, caratterizzato da attivitร  effusiva sporadicamente esplosiva di affinitร  alcalina (es. Basalti). Il ciclo Plio-Pleistocenico iniziรฒ nel Miocene superiore e proseguรฌ nel Pliocene.

Le aree vulcaniche relative a questo ciclo sono le seguenti:

  • Capo Ferrato (Castiadas, 5,3 โ€“ 5 Ma);
  • Monte Arci (Oristano, 3,7 โ€“ 2,6 Ma);
  • Montiferru (Cuglieri, 3,9 โ€“ 1,6 Ma);
  • Logudoro (Sassari, 3,1 โ€“ 0,1 Ma).

Affioramenti vulcanici Pliocenici affiorano lungo il lato occidentale del Campidano; ad esempio il rilievo di Monte Fortuna dalla forma di ellisse รจ costituito da rocce Riolitiche e Riodacitiche di etร  Pliocenica, coeve (cioรจ della stessa etร ) di quelle affioranti nel piรน importante Complesso Vulcanico del Monte Arci. Queste rocce vulcaniche si sono formate nell’ambito della Fase Distensiva Pliocenica che ha coinvolto la Sardegna e che ha originato la formazione di Faglie Dirette orientate N-S, rivelatesi vie di fuga per i magmi. Il Monte Arci รจ un massiccio vulcanico composito formatosi durante il ciclo vulcanico Plio-Pleistocenico tra i 2.6 e i 3.8 Milioni di anni fa. Le Trebine del Monte Arci Trebina Longa e Trebina Lada sono Necks vulcanici formatisi circa 3-4 Milioni di anni fa. Su Columbariu, alle falde Occidentali del Monte Arci, in territorio di Masullas รจ un sito caratterizzato da una colata vulcanica Plio-Pleistocenica (Trachiti alcaline porfiriche) di 100 metri di altezza, totalmente tafonata e ricca di grotte e spelonche.

Nel Montiferru (Cuglieri e altri) i rilievi vulcanici di Punta Cannisones, Punta Tilamare e Rocca Freari sono Duomi vulcanici facenti parte del Massiccio Vulcanico del Montiferru formatisi circa 3 milioni di anni fa durante il Ciclo Plio-Pleistocenico. Sono tanti i Geositi a Basalti Colonnari formatisi durante il Plio-Pleistocene che affiorano in Sardegna, a partire dal piรน noto Cuccuru Zeppara (Guspini), Nura Corona (Cossoine), Teccu (Bari Sardo), Cava Crabalza (Suni), Monte Peidru (Sassari), Monte Muradu (Macomer), ma anche a Nurri, Cala Gonone, Oliena, Orosei ecc.

I Basalti Colonnari sono manifestazioni vulcaniche effusive generate da lente risalite di magma, in zone ristrette e sottoposte a forti pressioni.
Il brusco raffreddamento, che puรฒ essere anche subacqueo o per semplice contatto con sedimenti freddi, crea forti contrazioni nel magma che inizia a fratturarsi e le fratture continuano a formarsi man mano che il corpo si raffredda, dall’esterno verso l’interno e dall’alto verso il basso.
Le fratture si innescano in particolari punti di raffreddamento, uniti da giunti a Y che formano tra loro angoli di 120ยฐ, creando quindi colonne prevalentemente Esagonali.
geologica 1

NEOZOICO QUATERNARIO

La gran parte dei sedimenti del Pleistocene (2,58 Ma – 11.700 anni fa, Quaternario inferiore) sono di ambiente continentale, prodotti della imponente attivitร  erosiva dei periodi glaciali che ha provocato la demolizione di parte dei massicci paleozoici. Le glaciazioni del Quaternario sono stati periodi di intenso raffreddamento climatico iniziati circa 2,6 milioni di anni fa (Pleistocene), caratterizzati dall’espansione dei ghiacciai; le principali fasi sono 4 (Gรผnz, Mindel, Riss, Wรผrm) intervallate da periodi interglaciali piรน caldi. Queste oscillazioni sono state causate dai moti rotazionali della Terra e da cambiamenti nella circolazione oceanica.

Il Tirreniano รจ invece una unitร  cronostratigrafica delย Pleistoceneย superiore i cui depositi, prevalentemente costituiti da sedimenti costieri, sono caratterizzati dalla presenza di unaย faunaย tipica dei mari caldi, con specie comeย Strombus bubonius,ย Patella ferrugineaย eย Conus testudinarius, che attualmente vivono al largo del Senegal. La panchina Tirreniana affiora in molte coste della Sardegna, partendo da Cala Mosca (Cagliari), Porto Botte (Giba), Capo San Marco (Oristano) , Cala Bullantinu e Argentiera (Alghero).

Oltre a queste formazioni recenti si hanno formazioni di depositi sabbiosi di spiaggia ed eolici, soprattutto lungo le coste poco profonde delle insenature occidentali, e da depositi di stagno o lagunari, interni o costieri, in parte bonificati oggigiorno.

Un esempio sono le grandi Dune Oloceniche di Pistis-Torre dei Corsari (Arbus), formatesi grazie all’azione dei venti di Maestrale a partire da 11.700 anni fa, al termine dell’ultima Glaciazione (Wurm); queste dune larghe circa 1500 metri, con unโ€™altitudine media tra i 30 e i 50 metri, si protraggono verso l’interno di circa 750 metri nel punto piรน profondo.

Le piรน famose Dune di Piscinas (Arbus) raggiungono una profonditร  maggiore (circa 2100 metri) e un’altezza maggiore 100 metri.

Nellโ€™area di Capo Frasca (Arbus) i sedimenti marini e continentali del Quaternario, sovrastano le vulcaniti mioceniche.

Lembi di Dune Pleistoceniche affiorano con discontinuitร  lungo tutto il perimetro della Sardegna ed anche in Gallura dove poggiano direttamente sui Graniti Ercinici, come ad esempio a Capo Testa (Santa Teresa Gallura).

Torna in alto