Giacimenti Minerari
Un giacimento minerario è una concentrazione di minerali fortemente anomala di uno o più elementi in un volume delimitato della crosta terrestre; il giacimento è una mineralizzazione che può fornire profitto economico con il suo sfruttamento. In altri termini al giacimento minerario viene dato, per definizione, un valore economico.
La valutazione del valore del giacimento dipende da:
• quantità totale di minerale utile nel giacimento;
• sua concentrazione;
• profondità del corpo mineralizzato;
• sua forma;
• durezza delle rocce sterili attorno al corpo mineralizzato;
• disponibilità di acqua sul posto;
• presenza nel giacimento e nelle rocce incassanti di elementi con elevata tossicità cronica;
• sistemazione delle acque di risulta e dei prodotti solidi di scarto;
• infrastrutture disponibili.
Ultimo riferimento, ma non per importanza è rappresentato dal prezzo di mercato dei minerali prodotti e dall’impatto ambientale osservato.
Alcuni metalli come oro, argento, platino, rame si possono trovare allo stato nativo, ma la maggior parte di essi è invece combinata con altri elementi a formare composti quali ossidi e idrossidi, solfuri, carbonati, silicati, ecc.
I Giacimenti Minerari possono essere anche suddivisi in a seconda di si formano:
ESOGENI (bassa Temperatura e Pressione atmosferica)
I processi genetici iniziano in superficie e continuano in profondità.
• di Alterazione (ossidazione e arricchimento supergenico) – (Residuali: Lateriti, Bauxiti)
• Sedimentari (Meccanici (placers) – Chimici – Biochimici)
INTERMEDI (Temperature e Pressioni variabili, con gradienti rapidi)
• Vulcanogenici (Vulcanosedimentari – Vulcanici – Vulcano Magmatici)
• Idrotermali (Epitermali – Mesotermali- Ipotermali)
ENDOGENI (Temperature variabili, con gradienti bassi)
I processi genetici iniziano in profondità e quivi si concludono.
• Metamorfici (Metamorfismo di Contatto – Metasomatismo – Metamorfismo Regionale)
• Magmatici (Greisen – Pegmatitici – Ortomagmatici)
I giacimenti minerari si trovano, all’interno di rocce che vengono dette incassanti, in associazione con altri minerali non metallici, il cui insieme è definito ganga;
Quanto alla classificazione generale, si distinguono giacimenti di origine magmatica, sedimentaria e metamorfica. Particolarmente importanti sono i giacimenti magmatici che si formano durante il processo di consolidazione di un magma, che avviene, attraverso vari stadi, a diverse temperature:
• – allo stadio ORTOMAGMATICO (> 750°C) cristallizza la maggior parte del magma e si formano i minerali delle rocce;
• – allo stadio PNEUMATOLITICO (> 400°C) si formano alcuni giacimenti per deposizione e cristallizzazione dei residui gassosi del magma (contenenti anche metalli) che circolano nelle spaccature dovute al ritiro delle rocce, in via di raffreddamento. In questo stadio cristallizzano, ad esempio, magnetite, ematite, cassiterite (ossidi); pirite e calcopirite (solfuri);
• – allo stadio IDROTERMALE (< 450°C), che rappresenta l’ultima fase di consolidazione dei residui magmatici, si formano giacimenti per deposizione di minerali disciolti nelle acque calde circolanti. A seconda degli intervalli di temperatura ai quali avviene la cristallizzazione si distinguono, inoltre, giacimenti catatermali (450°-300°C = Calcopirite), mesotermali (300°- 200°C = Galena , Blenda) ed epitermali (200°-50°C = Cinabro, Antimonite). In questo stadio si formano alcuni importanti solfuri quali la galena, la blenda, il cinabro.
Giacimenti Sardi
Montevecchio-Ingurtosu
Il Giacimento di Montevecchio-Ingurtosu-Gennamari è un giacimento filoniano localizzato attorno al Batolite ercinico e insediato in un campo di fratture che interessa sia i sedimenti arenaceo-argilloso-quarzitici metamorfici (Cambro-Ordoviciani) che gli stessi graniti. La direttrice fondamentale è N60°-70°E ed è anche la linea di demarcazione fra i sedimenti e il granito lungo l’aureola metamorfica. Il campo di frattura è stato interessato sia da magmi acidi (filoni di porfido) che da filoni idrotermali a quarzo, siderite, ankerite con galena e blenda, pirite, barite, calcite e calcopirite).
Monteponi
Il giacimento di Monteponi è un tipico M.V.T. deposits (Mississippi Valley Type) cioè formatosi durante l’evoluzione di rocce carbonatiche paleozoiche. I giacimenti M.V.T. si sono deposti in seguito a fluidi mineralizzati spinti da processi di compattazione all’interno di carsismi, brecce e porosità delle rocce carbonatiche ospitanti. Questi fluidi spremuti migrarono in vie di transito acquisendo metalli e calore e precipitando i solfuri. I minerali caratteristici di questi giacimenti sono: Galena (Solfuro di Piombo), Blenda (Solfuro di Zinco), Pirite (Solfuro di Ferro) e Marcasite (Solfuro di Ferro). Sono spesso presenti anche minerali di bassa temperatura quali Fluorite e Barite.
Buggerru-Malfidano
I giacimenti di Buggerru, possono essere divisi in relazione al tipo di mineralizzazione:
Giacimenti delle quarziti (Su Sollu, Nanni Frau, Monserrau); Sono mineralizzazioni sfruttate dal 1950 dalla Soc. Pertusola nel giacimento di Nanni Frau, erano esclusivamente piombifere, in cui la galena si presentava in piccoli cristalli disseminati nel quarzo. A tetto del giacimento, vi erano gli scisti siluriani, mentre a letto le dolomie. Giacimenti blendoso-calaminari (Pranu Sartu, Malfìdano-Caitas, Pranu Dentis e Pira Roma); Incassate nel calcare ceroide, queste masse calaminari si presentavano molto ricche in superficie evolvendo verso zone a più basso tenore, mineralizzate a solfuri in profondità. Queste rocce erano costituite quasi esclusivamente da smithsonite a cui si associavano anche blenda e galena.
Furtei
Il sistema idrotermale presente nell’area di Furtei è stato generato dal susseguirsi di quattro fasi distinte:
Una fase di alterazione idrotermale, durante la quale si ha lisciviazione della roccia incassante da parte di fluidi acidi. In tale fase si ha la distruzione di tutti i minerali magmatici eccetto il Quarzo e gli ossidi di Titanio, e la formazione di quarzo e pirite in cavità vacuolari (Vuggy Silica). Tale zona si trova a contatto con le andesiti. Una fase Mineralizzante durante la quale si ha la deposizione di solfuri, tellururi, e Oro. Una fase tardiva, dominata da fluidi di origine meteorica a bassa temperatura e salinità. In questa fase è stata deposta la barite. Una fase Ossidante, essenzialmente supergenica relativamente recente (Post – Pliocenica).
Funtana Raminosa
Vi sono 2 teorie che spiegherebbero la genesi delle mineralizzazioni di Funtana Raminosa: la prima di tipo idrotermale secondo la quale i convogli mineralizzati sarebbero risaliti lungo le pareti e le fratture dei filoni porfirici messi in posto durante l’Orogenesi Ercinica; la seconda di tipo vulcano-sedimentare sarebbe da porre in relazione con il vulcanismo dell’ordoviciano e a fenomeni di idrotermalismo che hanno convogliato i metalli e la silice in un bacino di sedimentazione, dove è avvenuta la deposizione insieme ai primi sedimenti carbonatici del Siluriano Inferiore. Tali rocce sedimentarie comprendenti la mineralizzazione sono poi state interessate dai fenomeni legati all’Orogenesi Ercinica durante la quale si è avuta una intensa rimobilizzazione delle mineralizzazioni; questo spiegherebbe la formazione dei grossi corpi mineralizzati a solfuri misti di Cu, Pb ,Ag e Zn, coltivati nella Miniera di Funtana Raminosa (cantieri Brebegargius, S. Anna, Vecchi Cantieri, S. Eugenio). In particolare il giacimento minerario è costituito da un corpo sub verticale mineralizzato a blenda, galena e calcopirite con una estensione longitudinale di 200-300 m e potenza variabile da 3 a 10 metri.
Calabona
Il giacimento di Calabona presso Alghero consisteva in un deposito di pirite cuprifera al 4% di rame sviluppatesi a contatto tra calcari Triassici e dicchi di porfirite. Altre concentrazioni piritose di scarso interesse erano quelle di Conca de Sinui (Villamassargia), Bacu Scardu (Sinnai), Monte su Rei (Orroli) e sa Duchessa (Domusnovas).
San Leone
La mineralizzazione di San Leone è un tipico giacimento associato a skarn, cioè associata ad un corpo intrusi con zone apicali ricche in volatili e legate a fenomeni di contatto che generano nelle rocce incassanti trasformazioni (pirosomatiche). In queste condizioni si formano gli skarn ovvero associazioni di silicati alluminiferi, magnesiaci e ferriferi che sono stati introdotti metasomaticamente all’interno di corpi carbonatici (calcari). Quando un plutone si inserisce all’interno di rocce carbonatiche o dolomitiche che contiene già all’interno minerali di alluminio, magnesio e alluminio possono formarsi mineralizzazioni tipo skarn, ma che in realtà vengono chiamate cornubianiti o hornfeltz. Tipici minerali di questi giacimenti sono la magnetite, la specularite (ematite lucente), grafite, oro, calcopirite, pirrotina, sheelite, sfalerite, pirite, molibdenite e cassiterite, ma anche silicati di alta temperatura, quarzo e fluorite.
Giacimenti del Monte Linas
Molte mineralizzazioni del Monte Linas sono legati a giacimenti di tipo greisen, formatisi a margine dei graniti e caratterizzate da bande e filoni che sfumano nei graniti inalterati. I greisen sono tipici delle zone apicali dei corpi magmatici e sono determinati da trasformazioni indotte sia dal magma che nella roccia incassante dall’accumulo di minerali volatili. In questi giacimenti si trovano minerali come la molibdenite, cassiterite, wolframite, pirrotina, arsenopirite, quarzo, topazio, tormalina, miche, apatite e fluorite.
Minerali dei Giacimenti
Galena
La Galena (PbS) è solfuro di piombo che cristallizza nel sistema cubico; ha durezza 2.5 Mohs, densità 7.4 -7.6 g/cmq che si presenta di colore grigio piombo, grigio argentato , lucentezza metallica.
La genesi è di tipo idrotermale, più raramente la galena ha genesi metamorfica (regionale) e sedimentaria (impregnazione) . La galena si trova nella maggior parte dei giacimenti Sardi anche se i più importanti sono quelli di Montevecchio e Monteponi. La Galena era molto conosciuta sin dall’antichità grazie alla facilità con cui era possibile estrarne il piombo; gli antichi romani utilizzavano il piombo per le condutture dell’acqua e per coloranti e cosmetici; con l’invenzione della stampa il piombo ha avuto un’ulteriore impennata nel suo utilizzo.
La galena può contenere argento (Montevecchio 35-150 g/ton; Monteponi 40-50 g/ton, Argentiera 300 g per quintale di Pb), viene definita allora galena argentifera. Come detto sopra, dalla galena è possibile estrarre piombo, elemento estremamente utilizzato nell’industria; si utilizza piombo in leghe, nell’industria elettrica, metallurgica, chimica, come insetticida, nella fabbricazione di vetri, in coloranti, smalti ed in infinite altre applicazioni. Il problema del piombo è legato alla sua tossicità, dato che risulta un elemento tossico difficilmente eliminabile dall’organismo umano (può causare la malattia del saturnismo)
Blenda o Sfalerite
La sfalerite (ZnS) è un solfuro di zinco appartenente al sistema cubico, con durezza 3.5 – 4 Mohs, densità: 3.9-4.2 g/cmq , frattura: concoide. lucentezza: da resinosa a submetallica e fluorescenza rossa.
La sfalerite è un minerale molto comune e diffuso che si può formare in diversi ambienti-geologici. Si rinviene, per esempio, in depositi idrotermali di alta o bassa temperatura, frequentemente associata a galena, calcopirite (CuFeS2), pirite (FeS2), in ganga di quarzo, barite e fluorite. Si trova anche in rocce di natura calcarea o dolomitica interessate da fluidi idrotermali. Il più importante uso dello Zinco è come strato protettivo su altri metalli. La presenza del rivestimento di zinco previene la corrosione del ferro. Altri importanti usi dello zinco si hanno per la preparazione degli ottoni (leghe Cu-Zn), dei fogli e lamine di zinco, delle pile a secco e come agente riducente nelle preparazioni chimiche.
Fluorite
La Fluorite (CaF2) è l’unico minerale di fluoro di interesse economico, utilizzata nei settori della chimica, della ceramica e della metallurgia. E’ un minerale variamente colorato che cristallizza nel sistema cubico con densità pari a 3 g/cmq e durezza di 4 nella scala Mohs. Principali utilizzi del Fluoro: Gas refrigerante (freon), propellente aerosol, produzione acido fluoridrico, produzione CFC (Grado Acido CaF2 97%) per smalti (Grado Ceramico CaF2 95-96%) e nella metallurgia dell’acciaio (Grado Metallurgico CaF2 60-80%).
Barite
La Barite (BaSO4) è un solfato di bario, chiamata anche Pietra di Bologna, il suo nume deriva dal greco e significa Pesante. Cristallizza nel sistema rombico, formando cristalli tabulari, prismatici, rombici trasparenti, bianchi o variamente colorati in base alle impurezze presenti. La barite ha un largo utilizzo nell’industria sfruttando le sue proprietà che sono: elevata densità (4.5 g/cmq), associata a scarsa durezza (3-3.5 nella scala di Mohs), colore bianco, brillantezza oltre ad essere chimicamente inerte, non abrasivo, resistente all’alterazione e assorbente le radiazioni (raggi X). Circa il 75% viene utilizzato per appesantire i fanghi di perforazione nella ricerca del petrolio; il restante viene utilizzato nell’industria chimica, farmaceutica, nella produzione dei colori, nell’industria tessile, cartaria, della gomma, del vetro e del calcestruzzo pesante.
Caolino
Il Caolino (Al2O3•2SiO2•2H2O) è una roccia sedimentaria costituita in gran parte da caolinite (Silicato idrato di alluminio). Il Caolino ha un aspetto terroso, tenero, plastico se in presenza di acqua e si forma generalmente per alterazione di rocce magmatiche acide. Il colore è bianco o grigio, anche se talvolta assume colorazioni rossastre in presenza di ossidi di ferro. La polvere di Caolino è largamente usata in numerosi processi produttivi: nell’industria cartaria, nell’edilizia, per la preparazione di intonaci, di stucchi e di refrattari. nell’industria della ceramica e della porcellana, nella produzione di coloranti per alimenti e di dentifrici, nella preparazione di gomme, mastici, e detersivi, nell’industria farmaceutica e nella cosmesi, in agricoltura. I Giacimenti Sardi più importanti sono: il distretto Segariu-Furtei-Serrenti, il distretto del Sarcidano (Laconi) e il Bosano.
Pirite
La Pirite è un solfuro di ferro è duro, pesante con lucentezza metallica, color oro. Ha durezza: 6 – 6.5 Mohs, densità: 5 – 5,2 g/cmq. In Italia vi erano grandi giacimenti in Piemonte e Toscana sfruttati in passato a livello industriale per l’estrazione del ferro. L’estrazione del ferro è tuttavia svantaggiosa, poiché nel ferro estratto permangono delle tracce di zolfo. Si ossida molto facilmente e per questo viene impiegata per produrre acido solforico. Le ceneri venivano utilizzate nei momenti di scarsità dei minerali di ferro, per l’industria siderurgica, altrimenti venivano accumulate in enormi depositi.
Magnetite
La Magnetite è un ossido di ferro, il principale minerale di ferro, ad elevato magnetismo. Ha durezza: 5.5 – 6 Mohs, densità: 5.2 g/cmq. Altri minerali di ferro: Ematite Fe2O3 , Goethite Fe+3O(OH) , Limonite FeO (OH) nH2O e Siderite.
Rame
Il Rame nativo si presenta in masse compatte o in forme dendritiche e filamentose; è tenero, malleabile, duttile, pesante e solubile in acido. H durezza: 2.5 – 3 Mohs, densità: 8.9 g/cmq. Il Rame viene utilizzato per realizzare fili e cavi elettrici ed in agricoltura come fungicida (solfato di rame). Altri minerali: Azzurrite Cu3(OHCO3)2 e Malachite Cu2(CO3)(OH)2
Calcopirite
La calcopirite è un minerale di rame ferro e zolfo. La calcopirite ha un colore giallo più scuro della pirite, con tinta verdognola e riflessi bruni. Ha durezza: 3.5-4 Mohs , densità : 4.2 g/cmq.
Arsenopirite
L’Arsenopirite è un solfuro di di rame e arsenico. Percossa da un martello, come la pirite dà scintille emanando l’odore caratteristico che segnala la presenza di arsenico. H durezza: 2.5 – 3 Mohs e densità 10-12 g/cmq. Viene utilizzata nell’industria dell’acciaio, dell’elettronica e della chimica.
La molibdenite è un solfuro di molibdeno di scarsa durezza: 1 – 1.5 Mohs e densità 5 g/cmq. È un eccezionale lubrificante secco, attivo anche a temperature estremamente basse, sotto forma di polvere impalpabile. Ha la caratteristica di formare depositi pulverulenti di spessore submicroscopico che conservano intatto il potere lubrificante. Viene anche usato come additivo a grassi lubrificanti per ottenere prestazioni elevate a basse temperature. Chip elettronici più piccoli e più efficienti dal punto di vista energetico potrebbero essere realizzati in molibdenite.
Gesso
Il gesso è un minerale molto tenero composto da solfato di calcio biidrato. Ha durezza 1.5 – 2 Mohs e densità 2.3 g/cmq. Il gesso, macinato e disidratato, viene utilizzato nell’edilizia, nell’odontotecnica, nella scultura, nella cancelleria e, nelle varietà nobili colorate di alabastro, come pietra decorativa.
Calcite
La calcite è un carbonato di calcio neutro (CaCO3) di densità: 2.71 g/cmq e durezza 3 Mohs. Spesso ha un fenomeno di fluorescenza se sottoposto ai raggi ultravioletti, con colorazioni rosse, gialle, rosa e azzurre e può essere anche termoluminescente. È completamente solubile in acido cloridrico, con una tipica e vivace effervescenza. Proprio e tipico di questo minerale è il fenomeno della birifrangenza (fenomeno fisico che consiste nella scomposizione di un raggio di luce in due raggi).
Carbone-Litantrace-Lignite- Antracite
Il carbone è il risultato della trasformazione di resti vegetali che sono stati compressi, alterati chimicamente e trasformati, da calore e pressione, nel corso dei tempi geologici.
Il carbone si è formato prevalentemente a partire da piante cresciute in ecosistemi paludosi. Quando queste piante morirono, la loro biomassa si depositò in ambienti subacquei anaerobici, nei quali il basso livello di ossigeno presente prevenne il loro decadimento, impedì l’ossidazione, la decomposizione e rilascio di biossido di carbonio. L’era geologica, durante la quale si formò la maggior parte dei depositi di carbone attualmente conosciuti nel mondo, è il Carbonifero (fra i 280 e i 345 milioni di anni fa). Si tratta dell’era che vide l’esplosione della vita vegetale sulla terraferma, e che ha preso il nome proprio per l’abbondanza di questi giacimenti originatisi rinvenibili entro formazioni geologiche appartenenti a questo periodo.
Il carbone è una delle principali fonti di energia dell’umanità. Nel 2010 circa il 40% dell’energia elettrica mondiale è stata prodotta bruciando carbone, e le riserve accertate ammontavano ad almeno 300 anni di produzione. Dal carbone è possibile ottenere altri tipi di combustibile, più facilmente trasportabili e con un maggior rendimento, ma comunque inquinanti; i processi normalmente utilizzati per raffinarlo sono la gassificazione e la liquefazione.
Quarzo
Il quarzo (diossido di silicio, SiO2) è il secondo minerale più abbondante nella crosta terrestre (circa il 12% del suo volume) dopo i feldspati. Ha densità 2.6 g/cmq ed elevata durezza 7 Mohs. Varietà di quarzo sono la sardonica, il citrino, il diaspro, la corniola, l’ametista, l’onice, il calcedonio, l’agata.
Ossidiana
L’ossidiana è un vetro vulcanico la cui formazione è dovuta al rapidissimo raffreddamento della lava (riolitica), sempre ricca di ioni silicato (dal 40% a oltre il 65%), i quali non riescono a raggiungere la formazione ordinata di un reticolo cristallino, ma assumono una disposizione caotica (struttura amorfa) come in un liquido è stata una delle merci che ha animato il commercio del Mediterraneo e sostenuto la vita economica dei luoghi di estrazione, come la Sardegna, Lipari o Pantelleria, nel periodo preistorico
“L’oro nero” dell’antichità, fu di straordinaria importanza per lo sviluppo della preistoria sarda. Manufatti ottenuti con l’ossidiana del Monte Arci, sfruttata a partire dal IV millennio a.C., sono stati ritrovati in svariati insediamenti neolitici della Sardegna, dell’Italia settentrionale e della Francia meridionale.
| Principali Giacimenti Minerari Sardi | ||
| Piombo, Zinco e Argento | ||
| Arburese | Montevecchio, Ingurtosu, Gennamari | |
| Iglesiente | Monteponi, San Giovanni, Campo Pisano, Funtana Perda, Monte Agruxiau, S. Giorgio, Seddas Moddizis, Masua, Nebida, Acquaresi | |
| Sarrabus | con fluorite: Monte Narba, Masaloni, Giovanni Bonu, Tuviois, Baccu Arrodas – con barite fluorite: S’Ortu Becciu | |
| Nurra | Argentiera | |
| Sulcis | con rame: Rosas, Trubba Niedda, Sa Marchesa, Monte Tamara, Is Luas, Arcu de is Fossas – con barite Giuenni, Orbai | |
| Baronia | Guzzurra, Su Ergiolu, Sos Enattos | |
| Oridda | con barite: Arenas, Tiny | |
| Marganai | San Benedetto | |
| Fluminese – Salto di Gessa | Buggerru, Candiazzus, Pira Roma – con fluorite, barite Santa Lucia – con rame: Perda S’Oliu – con barite Nanni Frau | |
| Barbagia | con fluorite: Correboi | |
| Barbagia-Gerrei | con rame: Talana, Arzana, Correboi, Sa Lilla, Parredis, Baccu Talentinu, Pranu ‘e Sanguini – con arsenopirite: Baccu Locci | |
| Logudoro | Su Elzu | |
| Ogliastra | con fluorite: Genna Olidoni | |
| Nuorese | Nurai | |
| Rame, Pirite | ||
| Barbagia | con zinco e piombo: Funtana Raminosa | |
| Oridda | con zinco e piombo: Sa Duchessa | |
| Sulcis | Rosas, Trubba Niedda, Sa Marchesa, Monte Tamara, Is Luas, Arcu de is Fossas | |
| Baronia | Canale Barisone | |
| Barbagia – Gerrei | con zinco e piombo: Talana, Arzana, Correboi, Sa Lilla, Parredis, Bau Arenas, Baccu Talentinu, Pranu ‘e Sanguini | |
| Fluminese – Salto di Gessa | con zinco e piombo: Perda s’Oliu | |
| Arsenico | ||
| Gerrei | con zinco e piombo: Baccu Locci | |
| Arburese | con zinco e piombo: Scivu | |
| Antimonio | ||
| Gerrei | Ballao, Su Suergiu – con sheelite: Genna Gureu | |
| Nurra | Rocchi di San Nicola | |
| Wolframio (Tungsteno) | ||
| Gerrei | Ballao, Su Suergiu – con sheelite: Genna Gureu | |
| Quirra | con cassiterite, molibdenite, blenda e galena: Perda Maiori | |
| Arburese | Togoro | |
| Molibdeno | ||
| Arburese | Perd’è Pibera, Perda Lada | |
| Logudoro | con scheelite: Oschiri | |
| Gallura | S’Abbagana | |
| Quirra | con scheelite, cassiterite, calcopirite, blenda e galena: Perda Maiori | |
| Sulcis | Su Seinargiu | |
| Stagno | ||
| Arburese | Perdu Cara – con blenda, calcopirite, galena: Montimannu-Canale Serci | |
| Quirra | con scheelite, molibdenite, blenda e galena: Perda Maiori | |
| Nichel, Cobalto | ||
| Arburese | con blenda, galena, calcopirite e argento: Pira Inferida – Fenugu Sibiri | |
| Ferro | ||
| Nurra | Canaglia, Bainzu, Monte Trudda | |
| Sulcis | San Leone, Monte Lapanu | |
| Barbagia | Giaccurru, Perdabila | |
| Campidano | Salaponi, Nueddas | |
| Oridda | con fluorite: Perda Niedda, Baueddu, Tintillonis | |
| Arburese | Roja Spaduedda, Rio Piras | |
| Iglesiente | Campo Pisanu, Funtana Perda, Gennarta | |
| Sulcis | Conca de Sinui | |
| Fluminese | Su Libanu, Enna sa Spina, Antas | |
| Barbagia – Baronia | Ferro dei Tacchi: Lumburau, Taccu, Erbauli, Tisiddu | |
| Uranio | ||
| Sulcis | Arcu su Linnarbu | |
| Barite | ||
| Sulcis | Barega, Arcu sa Cruxi, Monte Onixeddu, Corona sa Craba, Barbusi, Punta Peppixedda, Su Benatzu – con piombo: Punta Filippeddu, Conca de Sinui, Orbai – con fluorite e galena: Mont’Ega | |
| Sarrabus | con fluorite, blenda e galena: Bruncu Molentinu – con fluorite: Bruncu Mannu | |
| Gerrei | con fluorite e galena: Silius | |
| Baronia | Gianna Aidu Entu – con fluorite: Tepilora | |
| Arburese | Tzurufusu | |
| Quirra | Santoru | |
| Iglesiente | San Giovanni, Monte Cresia | |
| Fluorite | ||
| Gerrei | con barite e fluorite: Silius | |
| Campidano | con barite: Castello di Monreale, Perda Lai | |
| Sarcidano | con galena: Castello Medusa | |
| Fluminese | Santa Lucia, Pala su Sciusciu – con barite, blenda, galena: Su Zurfuru | |
| Sarrabus | Burcei, Monte Arbu – con barite: Monte Genis – nel filone argentifero: Monte Narba, Masaloni, Giovanni Bonu, Tuviois, Baccu Arrodas | |
| Oridda | Is Murvonis – con ferro e blenda: Perda Niedda | |
| Baronia | Gianna Aidu Entu – con barite: Tepilora | |
| Barbagia | con galena: Correboi, Gennarule | |
| Logudoro | Punta Lanzinosa | |
| Sulcis | Monte Calcinaio | |
| Talco – Steatite | ||
| Barbagia | Orani | |
| Feldspato | ||
| Barbagia | Valle san Marco, Liscoi | |
| Sulcis | Capoterra, Sarroch | |
| Antracite | ||
| Barbagia | Seui, Seulo | |