Daverio Giovannetti
Tutta l’intervista a Daverio Giovannetti รจ segnata dalla delusione e da un senso triste di sconfitta. Dal punto di vista del Senatore tutta una stagione di battaglie, lotte, impegno, passioni, progetti (quelli dei minatori, del sindacato, della sinistra), non ha sortito alcun effetto di sviluppo.
La delusione, nello specifico, รจ stata doppia: quella di un’attivitร mineraria che si pensava prospera per molti altri anni, ma che si รจ subito rivelata asfittica e destinata a un veloce esaurimento; quella dell’alternativa industriale alle miniere che non รจ riuscita ad attivare la tanto sospirata verticalizzazione sino alle industrie manifatturiere.
L’intervista รจ da leggere perchรฉ offre uno spaccato vivido delle speranze sorte all’interno dell’ambiente minerario negli anni Settanta, e dei limiti teorici e concettuali con cui i problemi dello sviluppo e del sottosviluppo in Sardegna venivano affrontati in questi stessi ambienti.
Anni ’60: rinasce il sindacato, comincia la fine delle miniere
Lo sciopero del ’49 delle miniere metallifere, durato 45 giorni, รจ stata una batosta terribile che hanno preso i lavoratori. Che poi per 10 anni hanno subรฌto le angherie e lo sfruttamento terribile che veniva fatto. Fino al 1960, quando hanno rialzato la testa โฆ, dieci anni dopo โฆ
Poi quando perรฒ siamo arrivati al ’59 e abbiamo cominciato a lavorare per salari piรน dignitosi le miniere sono crollate, perchรฉ si reggevano sulla base del basso salario โฆ e poi sulla protezione doganale cui usufruivano le societร minerarie. (โฆ)
Poi quando nel ’60 c’รจ stata l’abolizione dei dazi doganali praticamente si รจ andati sulla fine. Salari e sindacato โฆ rinato nel ’60 hanno determinato la fine delle societร che si reggevano su quella prospettiva.
Gestione pubblica, meccanizzazione, ipersfruttamento dei giacimenti, esaurimento delle miniere
La mia posizione รจ stata quella di battermi per la soluzione pubblica, e poi di trovarmi deluso dalla soluzione pubblica. Questo รจ il dramma. Perchรฉ questo passaggio รจ stato sofferto, perchรฉ si sperava granchรฉ sulla posizione pubblica, ma lรฌ abbiamo avuto i primi grossi handicap che sono stati dati anche da tecnici abbastanza felici nelle idee. (โฆ)
Macchine che hanno portato a un rivoluzionamento della produzione. Che non era piรน il caricamento col paiolo e il vagone, ma era queste pale meccaniche grosse all’interno delle gallerie che caricavano su camion e โฆ non si usciva piรน dal pozzo, ma si usciva con dei camion che attraverso delle spirali che partivano dal basso e salivano fuori e portavano fuori il minerale direttamente.
Questo processo produttivo notevole, molto d’avanguardia, poi perรฒ ha finito per svuotare quel poco che c’era rimasto nelle miniere. E praticamente le miniere erano finite. Qui si lavorava ormai su grandi quantitร , ma per lo sfruttamento di filoni molto poveri. (โฆ) E questa attivitร poi praticamente ha decretato la fine dell’attivitร mineraria. E licenziamenti, perchรฉ questa produzione portava a lavorazioni piรน meccaniche che umane.
La politica dell’Eni in Sardegna
Per quanto riguarda l’Eni, l’Eni ha subito questa imposizione, non l’ha mai digerita. L’ha subita con malavoglia. E quindi ha profuso in questa attivitร il meno possibile. Ha cercato di strappare soldi da tutte le parti. Per Carbonia ha succhiato soldi e basta. Praticamente ha giocato qui in ritirata, e ha deluso un po’ tutti. Quindi l’Eni รจ stata una grande speranza ma poi una grande delusione. Purtroppo ha rappresentato anche quello un contributo alla fine dell’attivitร .
L’Eni era stata una grande speranza. Si pensava che l’Eni avrebbe qui profuso interesse, investimenti. Ma l’Eni ha piรน interesse a portare via petrolio e basta. Le attivitร successive non le interessano.
Ciรฒ che resta delle risorse minerarie sarde
Per quanto riguarda quanto c’รจ ancora di minerale, questa รจ la posizione di tutti i minatori. Tutti hanno continuato a dire che minerale ce n’era, sempre, che รจ la vecchia posizione, perรฒ, in realtร minerale non ce n’รจ piรน, l’hanno portato via.
E sapevano come portarlo via le societร , chรฉ erano societร che sul piano minerario e ingegneristico non avevano nulla da invidiare agli altri paesi. Venivano qui a prendere esperienza. Quindi minerale, per grandi quantitร non ce n’รจ piรน. C’รจ ancora da raschiare, ma raschiare non รจ piรน industriale, raschiare รจ artigianale. Qualche piccolo ricercatore potrebbe andare a raschiare qualche cosa, ma non c’รจ piรน quell’interesse. Quindi, diciamo che le miniere sono finite. C’รจ poco da fare.
Carbone ce n’รจ, carbone si. Ma carbone con tutti i suoi limiti e le sue specificitร . Cioรจ di un carbone che non รจ pulito, non รจ una ligniteโฆ pensi che hanno chiuso le miniere del Belgio, della Germania, della Francia, dove c’era minerale di carbone a grandi quantitร . Figuriamoci il nostro, insomma. Quindi, da questo punto di vista siamo in un grosso handicap. Perรฒ carbone qualche cosa c’รจ ancora.
Miniere e sottosviluppo. Il caso dell’autopala “Montevecchio”
La autopala “Montevecchio” fu un’iniziativa dell’officina di Montevecchio, che era diretta dal Sign. Freni, un tecnico non laureato, il quale aveva ingegno. Aveva realizzato la pala Montevecchio. Ma non soltanto la pala, perchรฉ poi successivamente fece anche un treno a caricamento veloce, che non ha avuto successo.
L’officina Montevecchio era una fucina di iniziative, di inventive. Solo che poi qui in Sardegna queste cose non hanno trovato sviluppo proprio per la carenza di mercato. Ma non soltanto di mercato, ma incapacitร di societร , di associazioni di capitali. La povertร della Sardegna si rivelava anche in questo.
La Montevecchio non avevaโฆ aveva i capitali ma per un’iniziativa sua di miniera, ma non per iniziative industriali. E la vendita del brevetto all’Atlas รจ stata una fortuna dell’Atlas, che poi su questa cosa, su questo inizio di brevetto, ha costruito tutta la fortuna delle sue pale meccaniche, che hanno invaso il mondo intero. Montevecchio รจ rimasto cosรฌ, come inventiva, ma non di piรน.
(โฆ)
Questo รจ il dramma della Sardegna, perchรฉ la capacitร di espansione non esiste, il mercato รจ sul Continente, non รจ in Sardegna. E qui la limitazione dello sviluppo รจ dettata da questa povertร complessiva dell’isola nello sviluppo del capitale.
(โฆ)
Le societร minerarie erano assillate dai capitali, dalle societร nazionali che chiedevano unicamente “producete, producete, producete”. Altre cose non potevano essere fatte, perchรฉ rappresentavano nuovi investimenti che le societร non intendevano fare. In questi ultimi anni si รจ lavorato sulla inventiva โฆ ma limitatamente all’interesse dello sfruttamento della miniera. Quindi maggiore produzione.
La difficile via dell’alternativa industriale alle miniere
L’alternativa era difficile, era difficile l’alternativa, diciamolo chiaramente โฆ Perchรฉ la possibilitร di avere espansioni industriali era in processi successivi di lavorazione, ma quello non l’hanno mai voluto fare. E perchรฉ non l’hanno voluto fare? Perchรฉ evidentemente vi era la carenza di mercato qua immediato, e c’era sempre l’handicap del trasporto in Continente, per l’esportazione verso il Continente. Questo handicap รจ stato terribile. Questo รจ un elemento che abbiamo subรฌto come isola. E anche adesso questa situazione grava sull’isola.
La politica di verticalizzazione inconclusa degli anni Sessanta
La delusione perchรฉ si avevano grandi sogni, si pensava ancora grandi anni di vita, ma poi ci siamo ritrovati con la fine. E poi la delusione รจ data dal fatto che molte di queste idee son passate sulla nostra testa, sono andate a finire nella speculazione, in investimenti massicci, impossibili, che hanno praticamente messo a terra l’industria mineraria. Tanti investimenti, grossi finanziamenti che vi sono stati da parte della Regione, da parte dello Stato: le famose leggi minerarie, sulle quali mi sono battuto anche al Senato, nel periodo che ero al Senato, la Legge mineraria.
Praticamente รจ stata sfruttata a senso unico, e non ha dato quelle verticalizzazioni che si voleva. Perchรฉ la nostra idea era quella di avere le verticalizzazioni, di potere avere qua la trasformazione completa, passare alle industrie. Ma su questo รจ rimasto un sogno, un desiderio non maiโฆ
Sรฌ, si era avuta anche quella storia dell’alluminio, quando รจ stata fatta la proposta dell’impianto di alluminio in Sardegna. Noi avevamo obiettato: “Ma perchรฉ l’alluminio? Noi non abbiamo minerali di alluminio!” E ci era stato detto: “Ma voi avete l’energia elettrica”, della grande centrale che si stava costruendo. E soprattutto, poi, era quello che avrebbe consentito la trasformazione dell’allumina in alluminio.
Questo processo industriale โฆ degli anni Sessanta, sul quale contavamo tutti quanti, รจ rimasto anche lรฌ deluso dal fatto che poi successivamente la centrale elettrica รจ passata all’Enel, โฆ e quell’ipotesi che aveva fatto l’ing. Carta: carbone-energia elettrica-alluminio, รจ rimasta impossibile perchรฉ l’Enel ha imposto la tariffa unica nazionale. Anche se poi vi sono state delle riduzioni, perรฒ, praticamente, quel costo non รจ stato possibile mantenerlo.
In Sardegna รจ mancata un progetto chiaro e documentato di uno sviluppo alternativo possibile
Come idea c’era, che in fondo si pensava. Ma si pensava a una vita piรน lunga della miniera. Un po’ in tutti quanti la coscienza che finissero cosรฌ rapidamente non c’era, complessivamente. Pensavamo ancora a una possibilitร di sviluppo. Perรฒ lo sviluppo era nella trasformazione. E quindi un’idea piรน complessiva che non fosse soltanto mineraria, ma fosse anche mineraria ma con collegamenti all’isola piรน ampi. Ma come idee molto informi, non molto elaborata. Come idea, cosรฌ, di guida generale, ma un po’ informe, ecco.
Sono mancati i centri studi seri anche da parte nostra, dobbiamo dirlo. La Regione, il Centro di Programmazione era un po’โฆ un business un po’ cosรฌ, di affari, di collocazione di uomini, di potere, con uomini di rappresentanza, perโฆ elettorali piรน che pensare seriamente a una Sardegna proiettata verso il mercato internazionale.
(โฆ)
I grandi scioperi regionali degli anni Sessanta erano tutti proiettati su un lancio della Sardegna verso l’esterno. E su questo abbiamo trovato delle delusioni, poi le mortificazioni della Regione complessivamente, del Consiglio della Giunta Regionale che era vittima delle direttive nazionali che bloccavano, che frenavano queste visioni. E noiโฆ le delusioni sono state tutte lรฌ. Delusioni che abbiamo vissuto sulla nostra pelle tutti quanti. Purtroppo.
Le idee, le idee, l’idea guida era sempre quella, di vedere una Sardegna proiettata verso il Continente, verso il mercato. Ma ogni volta che ponevamo questi problemi ci venivano poste di fronte la limitatezza del nostro mercato, la impossibilitร di concorrere, e tutte cose del genere, continuamente.
Lo sconfortante panorama produttivo regionale attuale
No, ma il sogno cosa puรฒ essere? Ormai la Sardegna รจ uscita dal novero delle idee industriali โฆ Finito! Ormai si sta limitando a diventare terra di vacanza. Questa รจ la ipotesi che viene fatta. Di una vacanza che sia un po’ piรน lunga dei soli due mesi estivi, che possa avere uno sviluppo un po’ piรน ampio. E in questo senso sta marciando. Altro non c’รจ.
Anche sul piano agricolo la nostra agricoltura รจ molto limitata, a parte le pecore e il latte e il formaggio, che hanno la loro prospettiva di mantenimento. Ma per il resto, mi pare abbiamo ben poco. Le esperienze di Arborea sono rimaste ad Arborea. Altre non ce ne sono โฆ siamo sempre al solito punto della limitatezza della produzione. Non abbiamo le grandi produzioni di altre zone. E quindi veniamo sempre ridimensionati, e ridotti a quello che siamo: “pocos, locos e malunidos”.
Lo scetticismo riguardo all’alternativa turistica
L’idea รจ di un periodo limitato nel corso dell’anno, in cui possano aversi queste visite, se organizzate meglio. Quindi di un’attrazione turistica in piรน. Che si lega, perรฒ, al turismo della Sardegna. Ma piรน di questoโฆ Son belle cose, insomma, che possono creare una certa attrattiva. Ma al di lร di questo poi, cosa puรฒ rimanere? Bisogna che ci sia un’integrazione tra il turismo marittimo โฆ alla possibilitร di avere anche queste visite all’interno. Ma al di lร di questo non vedo granchรฉ.
La sconfitta e la delusione
La delusione mia sta lรฌ: cioรจ di una grande sogno che perรฒ non si รจ realizzato. Questa รจ la sintesi della mia storia. E quando faccio questa sintesi mi pongo anche (?): quanti errori? Quanti ne ho fatti? Che cosa dovevo fare? Che cosa avrei dovuto fare? Perรฒ ritorno sempre al punto di partenza: sรฌ, questa era l’idea, ma l’idea non ha avuto gambe per camminare. E quindi torniamo lรฌ: non abbiamo la forza di poterci contrapporre o contestare con le forze nazionali.
Per esempio, sul piano nazionale, quando c’era Lama segretario della CGIL, io facevo parte del Direttivo Nazionale. Contavo in Sardegna, la mia voce aveva peso. Quando arrivavo sul piano nazionale interveniva la Lombardia, interveniva il Piemonte, interveniva l’Emilia Romagna, intervenivano quelle regioni ed ero soffocato. Anche se avevo stima da parte di Lama โฆ poi sul piano del peso, sul piano sindacale pesavano quelle regioni piรน di quanto pesasse la Sardegna. Sรฌ, venivano dal Continente, venivano qua, grandi lodi grandi complimenti per quello che facevamo, per le nostre battaglie, per quello che avevamo realizzato. Perรฒ al di lร di questo piรน niente.
Siamo riusciti ad avere lo sciopero nazionale, a chiedere l’intervento delle regioni del nazionale, quando abbiamo fatto la battaglia per l’abolizione delle zone salariali. Abbiamo trovato il consenso anche della Lombardia, di molte regioni che ci hanno seguito. (โฆ)
Pensi che la battaglia per le zone salariali l’abbiamo fatta noi in Sardegna in modo particolare, siamo stati la regione che ha tirato per la battaglia contro le zone salariali. Perรฒ abbiamo trovato l’ostilitร della Fiom, che sosteneva che quello avrebbe creato degli scompensi perchรฉ gli industriali non avrebbero piรน investito nel Mezzogiorno. Come se avessero investito! Non avevano investito neanche quando โฆ avevamo le zone salariali piรน basse, figuriamoci quando siamo arrivati al pari. (โฆ) Quindi quel successo salariale, che fu in gran parte accreditato a noi della Sardegna per averlo tirato in modo particolare, perรฒ poi non ci ha dato risultati, non ci ha dato frutti. Altra delusione.