Sandro Mezzolani

Da anni impegnato in campo ambientalistico, e in specifico nella valorizzazione del settore dell’archeologia industriale e mineraria in particolare. Ha pubblicato numerosi testi sul tema. Attualmente svolge la libera professione di pubblicista.

L’intervista รจ avvenuta a Oristano, il 2004-03-17

Sommario:

La nascita dell’idea del Parco. Il ruolo del Parco Geominerario. I ritardi. Gli ex-lsu e la Societร  Geoparco. I conflitti di competenza tra l’Igea e la Societร  Geoparco. Il ruolo degli operatori turistici per la nascita di un turismo minerario. I sogni infranti: il Progetto Ingurtosu e il Progetto Montevecchio.

Come nasce lโ€™idea di riconvertire il settore minerario a fini turistico-culturali

L’idea di trasformare le miniere da cantieri produttivi in cantieri dove fare turismo โ€ฆ รจ un’idea che nasce a metร  degli anni ’90, quando la crisi del sistema minerario รจ โ€ฆ inevitabile. Il carico di occupati del resto รจ tanto alto, oltre 1000 persone, che i vertici dell’allora azienda regionale che gestiva il settore minerario sardo, l’Ente minerario Sardo, appunto, iniziano a studiare nuove forme di impiego di questo personale.

In un primo momento viene immediatamente spontanea l’idea โ€ฆ [di] bonificare alcuni siti. Vengono preparati dei progetti, โ€ฆ da lรฌ poi viene inarrestabile la crisi del settore piombo-zinco, giunge a un punto di non ritorno, siamo nel 1996-97. L’Eni, che aveva gestito per oltre tre decenni il settore minerario, a un certo punto esce definitivamente di scena, lasciando sul campo โ€ฆ oltre 400 addetti, che passano alla Regione, quindi all’Ente Minerario Sardo. E allora lรฌ il problema diventa veramente drammatico. Dal punto di vista economico ci si rende conto che le miniere non hanno piรน lunghissima vita, d’altra parte ci si rende conto che c’รจ troppa gente da impiegare.

Vengono comunque preparati, ai sensi della legge 204, una legge nazionale che destina dei fondi per il recupero dei siti minerari dismessi, โ€ฆ un buon numero di progetti. Questi progetti tra l’altro sono in corso, alcuni di questi sono la ristrutturazione della galleria Henry a Buggerru, la ristrutturazione di Porto Flavia, Villa Marina, Grotta Santa Barbara, โ€ฆ Funtana Raminosa. (โ€ฆ)

A quel punto nasce quindi spontanea una domanda: ma di tutti ‘sti territori minerari โ€ฆ perchรฉ non tiriamo fuori un insieme di valori, di potenzialitร  turistiche. (โ€ฆ) รˆ appunto di quegli anni, 1995-96, l’idea quindi di individuare una serie di aree fortemente caratterizzate dalla presenza delle attivitร  estrattive. (โ€ฆ)

Viene anche attuato da PROGEMISA [link esterno], che รจ una societร  regionale, โ€ฆ uno studio di fattibilitร , perchรฉ si vuole finalmente mettere sรบ un sistema che oltre a proteggere dei valori ambientali, dei valori culturali, riesca in qualche modo a sostenersi dal punto di vista economico โ€ฆ e quindi fa un calcolo economico, un calcolo che tra l’altro รจ anche abbastanza interessante, che dimostra che tutte queste testimonianze, se sapientemente gestite, possono fornire reddito. (โ€ฆ)

In seguito a questo studio di fattibilitร  [segue] poi l’iter amministrativo, ministeriale, per il riconoscimento del Parco. Nel frattempo, sempre l’Ente Minerario Sardo, decide di sottoporre all’Unesco โ€ฆ la validitร  dello studio iniziale sul Parco Geominerario per ottenere il famoso riconoscimento da parte dell’Unesco.

L’Unesco tra l’altro, nel corso degli anni Ottanta, aveva varato un progetto โ€ฆ estesoโ€ฆ interessa tutto il mondo. Questo progetto mirava a individuare quelli che sono i cosiddetti “geositi sensibili”, delle zone del pianeta dove importante รจ stata l’attivitร  estrattiva โ€ฆ Ecco, su quesi siti l’Unesco vorrebbe intervenire per sensibilizzare gli Stati affinchรฉ questi conservino queste valenze. L’Unesco, 1982-83, vara questa rete di geoparchi e geositi, e il Parco Geominerario Storico Ambientale della Sardegna รจ il primo che in quegli anni, nel 1997 a Parigi, ottiene questo prestigioso riconoscimento.

Ahime, purtroppo, in seguito anche alla firma a Cagliari della cosiddetta Carta di Cagliari [link esterno], che รจ il documento che lega l’Unesco all’Amministrazione regionale e allo Stato italiano: l’Unesco aveva riconosciuto il Parco come importante a livello mondiale, la Regione sarda e la Repubblica italiana si impegnavano a realizzare il Parco Geominerario. Questo รจ capitato il 30 settembre del 1998. C’รจ da dire che dal ’98 ad oggi son passati molti anni, nulla o quasi รจ stato fatto nel frattempo. (…)

In realtร  qualcosa c’รจ stato. Sรฌ, gli interventi di recupero e di valorizzazione che erano anche cominciati prima sono stati portati a termine. Il problema รจ che il Parco stenta a decollare. (โ€ฆ) Quello che manca a questo punto รจโ€ฆ prima di tutto una regia. C’รจ questa struttura, questo immenso patrimonio che ha bisogno di essere valorizzato. Valorizzato perรฒ non significa necessariamente nuove opere, โ€ฆ alberghi, โ€ฆ infrastrutture. Significa prima di tutto comunicazione, quindi un buon piano di marketing.

I ritardi e il bisogno del Parco

Non so spiegare a me stesso i motivi di questo ritardo. Ovvero. Sappiamo che due ani fa [2001, ndr] รจ venuto il ministro che ha portato il Decreto, il Decreto di istituzione del Parco. Sappiamo anche che in questi anni abbiamo avuto dei soldi, ogni anno 5-6 miliardi da spendere per il Parco Geominerario. Sappiamo anche che c’รจ un presidente, l’attuale assessore Pani [l’Assessore all’ambiente della Provincia di Cagliari, ndr]. Perรฒ ci domandiamo per quale motivo nulla parte. Eppure c’รจ un estremo bisogno che il Parco Geominerario parta.

Faccio solo un esempio. Attualmente i lavoratori โ€ฆ socialmente utili sono stati stabilizzati, cioรจ un pool di imprese si รจ assunto l’onere di stabilizzarli, cioรจ di assumerli, a fronte di un certo compenso che arriva dallo Stato e da alcuni ministeri. Bene, questi lavoratori del Parco Geominerario, chiamiamoli cosรฌ, erano 550, sono un po’ meno oggi, di tutto stanno facendo fuorchรฉ lavorare in aree minerarie. E non certo perchรฉ a loro manchi la volontร , quanto perchรฉ le aree minerarie sono di competenza Igea. Igea รจ una societร  regionale, e i vertici hanno deciso di andare per conto loro. Se esistesse un Parco Geominerario, se esistesse un Comitato, se esistesse un’entitร  in grado di governare questo stato di cose, noi avremmo tranquillamente i lavoratori del Parco Geominerario che collaborano con Igea, tra l’altro con due differenti ruoli. Chi lavora in Igea sono minatori esperti, e a loro chiaramente va la manutenzione delle opere interne, โ€ฆ ai lavoratori invece del Parco Geominario, gli ex-lsu, logicamente dovrebbe andare il compito di sistemare le aree antistanti le miniere, recuperare i numerosi edifici che troviamo sparsi in tutto l’Iglesiente.

Il Comitato di gestione del Parco e la “cabina di regia”

A capo di questa entitร  [il Parco Geominerario, ndr] c’รจ questo Comitato, che ha un presidente, un tecnico, che fa il dirigente, diciamo cosรฌ, il direttore, e tutta un’altra serie di elementi, in particolare l’Assemblea dei Sindaci dei Comuni minerari. Non possiamo dire che abbia potere assoluto sui territori, perรฒ di fatto ha un fortissimo potere di governo, per tutti quelli che sono tutti gli interventi entro gli ambiti stabiliti dalla legge, ovvero le otto aree, e ha il potere praticamente di programmare tutti gli interventi, chiaramente di comune accordo con gli Enti Locali, Comuni, Comunitร  Montana e Provincia. Se il Comitato di Gestione del Parco Geominerario cominciasse veramente a funzionare, โ€ฆ sicuramente i nostri problemi sarebbero risolti.

Attualmente i lavoratori del Parco Geominerario, gli ex lsu, tutti i lavori che, diciamo cosรฌ, vengono richiesti in parte dalle amministrazioni comunali, sono in qualche modo stimolati, suggeriti da una cosiddetta “cabina di regia”. La cabina di regia รจ costituita da un pool di funzionari che arrivano da vari assessorati, che ha un compito assolutamente provvisorio. La cabina di regia รจ stata costituita perchรฉ non esisteva l’entitร  piรน forte e auspicabile del Parco Geominerario. (โ€ฆ)

Non si deve alla cabina di regia il pessimo stato delle cose che, lo riassumo, significa che i lavori piรน ricorrenti attualmente per i lavoratori del Parco Geominerario sono lo sfalcio delle cunette, la sistemazione di piazzette, e la pulizia di qualche sito archeologico, perchรฉ di fatto altro non si sta facendo. Ripeto, non per volontร  delle societร  che li hanno stabilizzati, quanto per la mancanza letterale di aree minerarie. I lavoratori del Parco Geominerario di fatto non hanno accesso alle aree minerarie.

L’Igea e la gestione turistica dei siti minerari

Oggi come oggi, un turista che va ed entra a Porto Flavia, e ci entra con Igea, solo ed esclusivamente con Igea, spesso non rimane particolarmente contento della visita che fa. Apprezza la buona volontร  del minatore che spiega il funzionamento del sito, che illustra la bellezza del posto. Perรฒ, pensate, ad agosto, non trova un posto all’ombra dove poter mangiare un panino, non trova una toilette, e soprattutto non trova un punto dove acquistare una cartolina, un libro, e soprattutto dove sedersi a mangiare qualcosa. Se questo potesse capitare, la visita a Porto Flavia sarebbe in termini economici e produttivi molto piรน interessante di quanto non sia ora.

Societร  Geoparco e Igea

Due anni fa un pool di aziende, con Intini di Bari [link esterno], e Ifras di Cagliari, hanno deciso di stabilizzare [i lavoratori socialmente utili], quindi hanno assunto questa massa di lavoratori โ€ฆ avendo come garanzia la possibilitร  di poter attuare tutta una serie di interventi sui territori del Parco Geominerario. Quindi, si assumevano l’onere in tutto e per tutto di assumere una gran massa di lavoratori, ma sapevano che avrebbero poi avuto tutta una serie di lavori senza dover logicamente concorrere con gare d’appalto o altro.

Un qualcosa di molto coraggioso, perchรฉ una cosa era certa: l’assunzione di 550 persone richiede per un’azienda che non ha di fatto una pianta organica cosรฌ complessa, richiede un’organizzazione che solo a pensarci vien da rabbrividire. Di contro perรฒ c’era la prospettiva di poter lavorare per almeno cinque anni a interventi nel settore del recupero dei beni immobili, nel settore dei beni culturali, dei beni archeologici, e anche della bonifica delle aree minerarie dismesse. (โ€ฆ)

Il personale ex-lsu รจ stato assunto dalla societร  Geoparco, cosรฌ si รจ chiamata questa Associazione temporanea d’imprese, e i lavori hanno interessato una serie di cantieri. In un primo momento si รจ lavorato anche in zone minerarie, poi ci sono stati problemi con Igea, ed รจ per questo che i lavoratori si sono spostati ad altri siti. (โ€ฆ)

Continuo a segnalare l’assurditร , ovvero che queste persone, che peraltro hanno seguito oltre sei mesi di formazione professionale, cioรจ un quarto di queste persone ha seguito corsi di archeologia industriale, si รจ preparata per diventare guida, perรฒ di fatto tutta ‘sta gente non puรฒ lavorare in zone minerarie perchรฉ di fatto gli viene impedito โ€ฆ dall’Igea.

Gli operatori turistici dimenticati

Pensai tempo fa che il problema di questo parco, che stava nascendo, era che aveva giร  500 impiegati, 500 addetti. (โ€ฆ) Quando รจ nata la legge sul Parco Geominerario io mi sono detto: “Accidenti, il parco non รจ ancora nato, perรฒ abbiamo questi 500 lavoratori”, cioรจ ci sono 500 persone che dovranno essere soddisfatte, in termini economici, in termini di logistica, e via dicendo.

Questo รจ un grosso problema. Anche perchรฉ, nel corso degli anni, se andiamo a vedere le varie iniziative turistiche legate ai siti minerari, noi vediamo che in questi anni รจ nato un tessuto. Cioรจ, ci sono stati dei giovani che si sono improvvisati, voi per disperazione, voi per passione, si sono improvvisati accompagnatori minerari, esperti di turismo minerario, di storia mineraria. (โ€ฆ)

Insomma, pensiamo ai 550 lavoratori che giustamente devono trovare una migliore collocazione all’interno del parco, perรฒ non dimentichiamoci anche di queste persone che, piรน silenziosamente, senza chiedere soldi pubblici o altro, si sono messi a operare.

Io ho fatto un calcolo, sono almeno una trentina le persone che ruotano attorno al turismo minerario. E queste persone spesso e volentieri sono dimenticate. Sono dimenticate nei convegni, sono dimenticate nello stesso Parco Geominerario, non hanno nessuna rappresentanza. Come nessuna rappresentanza, e questo รจ veramente una cosa clamorosa, un errore gravissimo, non รจ prevista per gli operatori turistici. Pensate voi, il Parco ArcheoMinerario di Rocca di San Silvestro ha il rappresentante dei Sindaci, il rappresentante degli Enti, ma ha anche il rappresentante dei Consorzi turistici. (โ€ฆ) Da noi ci si รจ ricordati di tutti: dell’Universitร , dei Comuni, della Provincia di Cagliari โ€ฆ [ma] mancano i veri operatori, i veri protagonisti, i soldati โ€ฆ quelli che fanno di tutto perchรฉ i turisti possano rimanere, che sono le guide turistiche, le guide minerarie e soprattutto gli operatori turistici.

Il Parco tra il rischio di diventare un carrozzone e la possibilitร  di rilancio

Io dico che il rischio che [il Parco Geominerario] sia giร  un carrozzone รจ forte. Non รจ detto che al carrozzone non gli si possa dare una nuova direzione. E la direzione da dare, sicuramente, รจ quella dell’automantenimento. Ovvero. Utilizziamo soldi pubblici per un certo numero di anni, mettiamo su un sistema produttivo, e a un certo punto stacchiamoci dalla motrice e cerchiamo di camminare per conto nostro. (โ€ฆ)

Questo perรฒ deve avvenire a una considerazione fondamentale: che si ricordi il ruolo dei privati, il ruolo degli operatori turistici. (โ€ฆ) Altra cosa che dobbiamo assolutamente ricordare รจ che le miniere valorizzate, da sole, non risolvono certamente i problemi del territorio. (โ€ฆ) Il turismo del Parco Geominerario si deve ben sposare con altre attivitร , legate comunque alla valorizzazione dei beni ambientali โ€ฆ

Ci vuole una grossa sinergia, una grossa forza di intenti tra vari Enti. Questa forza al momento non c’รจ mai stata. Si pensi addirittura che in regioni come la Toscana tutto il settore minerario, ovvero la promozione, ma anche gli interventi nel settoreโ€ฆ c’รจ da ricostruire una galleria? Non ci pensano quattro o cinque assessorati come succede qua. Ci pensa l’assessorato al turismo. Oppure in Veneto ci pensa l’Assessorato ai Beni Culturali. (โ€ฆ) Pensate che qua, invece, in Sardegna c’รจ: la Pubblica Istruzione per determinati aspetti, l’Assessorato all’ambiente perchรฉ la miniera insiste su terreni in qualche modo inquinati, quindi bisogna chiede anche all’Assessorato all’ambiente; poi c’รจ anche l’Assessorato all’Industria โ€ฆ tutto ciรฒ รจ assurdo!

Secondo me tutti questi ritardi, tutte queste doppiezze potranno essere risolte con l’istituzione di un Comitato, quindi di un Parco Geominerario che effettivamente funzioni, con un Presidente, un Direttore, degli Organi direttivi veramente motivati. Gente che avrร  un mandato di tre-quattro anni, avrร  dei contratti a obiettivo.

Contro lโ€™eccesso di bonifica

Altra cosa da mettere in chiaro โ€ฆ รจ tutto il discorso sulle bonifiche. (โ€ฆ) Signori, diciamocelo francamente, il cervo sardo, che รจ un animale non particolarmente robusto, vive da decenni nei fanghi contaminati, nelle discariche, in mezzo alle laverie di Montevecchio e di Ingurtosu. Sinceramente, chi ha analizzato parti di fegato del cervo, non ha trovato dei carichi di inquinanti cosรฌ spaventosi. Questo significa che, tutto sommato, il territorio, che potrร  anche non essere bellissimo, ma ha un suo fascino indubitabile, comunque sia non รจ cosรฌ inquinato come ci si puรฒ aspettare.

Paradossalmente in questi anni a Ingurtosu sono stati attuati dei piccoli interventi di recupero, vicino al villaggio, sotto la chiesa e via dicendo. Beh, l’Universitร  aveva fatto delle analisi prima degli interventi di rimodellazione, e aveva stabilito che da quelle discariche non usciva quasi piรน nulla, in termini di cadmio, di piombo e di zinco. C’era un rilascio naturale nel corso d’acqua, perรฒ era assolutamente entro la norma. I lavori di recupero, peraltro andati abbastanza bene, hanno rimescolato tutto, hanno fatto venir fuori tantissimo materiale inquinato, e adesso quelle discariche, che parevano quasi addormentate, io dico in equilibrio, piรน precisamente, adesso stanno rilasciando molto piรน materiale. C’รจ da domandarsi: 5 miliardi di recupero per cosa sono stati spesi, se poi il carico inquinante รจ aumentato, ed รจ aumentato notevolmente? Si รจ semplicemente dato una forma tipo tappetino inglese, che peraltro non ha mai attecchito e mai attecchirร  lรฌ, eโ€ฆ niente. Al contrario quei cumuli di materiale oramai facevano cosรฌ parte del paesaggio di Ingurtosu, che secondo me andavano lasciati cosรฌ com’erano.

Sulle bonifiche ho grossi dubbi. Sono sicuro che la maggior parte dei territori minerari devono rimanere cosรฌ come sono. Semmai bisogna attuare una politica di monitoraggio, bisogna evitare crolli improvvisi, cedimenti, e bisogna provvedere tutta una serie di limitazioniโ€ฆ Insomma, a valle di una miniera non รจ pensabile realizzare una zona di villeggiatura, questo sรฌ. Perรฒ, in attesa che si definisca che cosa fare in quei territori, e con la speranza che non si faccia nulla, io direi che le discariche cosรฌ sono e cosรฌ devono rimanere.

La ricchezza potenziale del complesso Ingurtosu – Montevecchio

Il caso โ€ฆ di Ingurtosu e Montevecchio rappresenta secondo me un unicum a livello nazionale: area mineraria di elevatissima importanza, area mineraria dove c’รจ di tutto. C’รจ la laveria, c’รจ il pozzo, c’รจ l’ospedale, c’รจ il presidio medico, c’รจ l’ufficio geologico, e c’รจ soprattutto una parte industriale molto ben conservata, che รจ a Montevecchio-Levante, non foss’altro perchรฉ l’attivitร  ha smesso da recentemente, quindici anni fa. Ma c’รจ soprattutto un’area ambientale, sui fronti di Ingurtosu, che รจ eccezionale.

Una statistica, che un mio amico ha elaborato anni fa, dimostra chiaramente che un turista che va a visitare una miniera, vuole stare non piรน di un’ora e un quarto, un’ora e venti in sottosuolo. (โ€ฆ) Se poi la visita รจ di tre quarti d’ora, ed รจ molto interessante, il turista รจ contento. Non possiamo pensare che vengano da noi studenti di ingegneria mineraria. Un turista viene da noi, vuole vedere la direzione di Montevecchio, vuole fare un salto in Laveria, vuole capire, โ€ฆ se ha figli si trattiene, perchรฉ comunque sia ha piacere che i suoi figli โ€ฆ possano apprendere. Perรฒ poi basta. Bisogna dare l’alternativa. E l’alternativa, proprio nel caso di Montevecchio, รจ tutto il settore di Ingurtosu. Non solo per la bellezza delle dune, ma la bellezza di un paesaggio che รจ fondamentalmente legato all’attivitร  estrattiva.

Sogni infranti 1: il Progetto Ingurtosu dellโ€™Agip Miniere

Una vecchissima idea, forse il primo grande progetto in materia di recupero di beni minerari, l’aveva avuta l’Agip Miniere. Quando l’Eni ha chiuso definitivamente Ingurtosu, e soprattutto Montevecchio, a metร  degli anni Ottanta, aveva pensato bene di impiegare parte degli operai a Villacidro per la realizzazione di una fabbrica di batterie, e un’altra parte a Ingurtosu per la realizzazioneโ€ฆ per il recupero delle strutture, e per la realizzazione di un bellissimo Centro di Ricerche Ambientali.

Quella sarebbe stata veramente un’idea vincente. Immaginatevi il borgo trasformato in laboratori, in foresteria, in spazi di aggregazione, in tante altre cose legate allo studio della natura e dell’ecosistema cosรฌ fortemente caratterizzato dai residui minerari. Quello a Ingurtosu, l’intervento in qualche modo immobiliare-balneare di Funtanazza, e le tante cose che si possono fare a Montevecchio, che possono andare dal turismo minerario all’artigianato โ€ฆ potrebbero fare dell’insieme Montevecchio-Ingurtosu un insieme produttivo veramente importante, in grado soprattutto di garantire buste paga, cose di cui c’รจ molto bisogno in quella zona in questo periodo. (…)

Il Progetto Agip era stato ripreso poi nel 1991, uno studio a cui avevo partecipato, รจ morto fondamentalmente perchรฉ l’Eni si รจ disfatta, con sua grande gioia, di tutte le attivitร  estrattive in Sardegna.

Sogni infranti 2: il Progetto Montevecchio

Nel 1991 c’รจ la crisi definitiva anche di Montevecchio, con l’occupazione nel maggio di Pozzo Amsicora. Come al solito lรฌ si instaura la solita trattativa a bocca di pozzo, l’assessore, i sindacati, i dirigenti dell’Eni: “allora, signori, c’รจ da trovare una soluzione. Questa gente deve uscire prima di tutto a giorno (perchรฉ era giร  da venti giorni che stavano chiusi dentro). La soluzione potrebbe essere lo studio di un pacchetto di interventi sull’area Montevecchio”.

Un paio di mesi per realizzare questo lavoro, questo progetto, che poi era stato realizzato da una societร  pubblica Regione-Eni che si chiamava Agensar, ed รจ nato il famoso Progetto Montevecchio [link esterno]. Progetto di grande massima, che prendeva in considerazione una quindicina di siti nella miniera di Montevecchio. Per siti intendiamo villaggi, il pozzo, la laveria e via dicendo. Di tutto questo progetto poi nel corsoโ€ฆ progetto che poi aveva una previsione di spesa di diversiโ€ฆ di oltre cento miliardi. Di tutto ‘sto progetto alla fine si sono fatti molti convegni, si รจ scritto in varie occasioni, perรฒ di fatto non รจ seguito nulla.

Il progetto poteva avere anche una sua validitร , perchรฉ comunque sia tendeva a mettere in linea tutta una serie di obiettivi e di cose da fare, edificio per edificio. Alla fine veniva fuori un insieme produttivo per certi versi interessante. Ovvero c’era la catena dell’intrattenimento, con la brasserie, il ristorante tipico e addirittura la discoteca. Cosa che fece storcere il naso a molti, un po’ perchรฉ era collocata in pieno areale del cervo sardo. Perรฒ l’idea della discoteca รจ fondamentale. Oggi come oggi, e lo sanno i genitori di figli grandi, quando ti sposti in vacanza e porti tuo figlio in un posto molto bello da vedere dove non c’รจ uno straccio di locale dove andare col ragazzo perchรฉ vuole conoscere la ragazza, e via dicendo, hai voglia di trascinarlo. Dopo due giorni ti chiede di rientrare. Loro avevano pensato agli intrattenimenti, avevano pensato alla ristorazione di vario genere โ€ฆ e poi molti spazi amministrativi, avevano pensato di istituire una piccola circoscrizione del comune di Guspini โ€ฆ

Il sistema era interessante, era ben studiato, ahimรฉ, da quello perรฒ non รจ venuto nulla.

Su cosa si infrangono i sogni (1)

Nel caso del Progetto Montevecchio [link esterno] il freno piรน grosso era l’enorme quantitร  di soldi richiesta. (โ€ฆ) Purtroppo, ahimรฉ, gli interventi in materia mineraria, gli interventi di recupero di strutture minerarie, sono particolarmente costosi, proprio perchรฉ spesso vai a intervenire su strutture complesse, strutture che spesso hai anche devastato, come Ente Pubblico.

รˆ il caso della laveria Sanna di Montevecchio, o di Rosas di Narcao. Io mi ricordo, 1983-84, ero militare, ero andato a vedere la laveria di Rosas a Narcao, un piccolo impianto di lavorazione in metallo, molto vecchio, molto interessante. Ebbene, nel corso di un paio di serate dei trattori avevano agganciato il fondo della laveria, e la stavano praticamente portando fuori, per essere poi smantellata e tagliata a cannello acetilenico. Ebbene, pensate che in questi anni l’amministrazione comunale di Narcao ha speso oltre sei miliardi [di lire, ndr] per il recupero di una minima parte di quell’impianto. (โ€ฆ) Lo stesso caso รจ capitato alla laveria Sanna di Montevecchio.

Su cosa si infrangono i sogni (2)

Il problema economico รจ fondamentale. C’รจ probabilmente un problema di mentalitร .

Spesso i sindaci, nei centri grandi o piccoli, vogliono spendere, e spendono con difficoltร , proprio perchรจ devono accedere dei mutui, e appena spendono vogliono vedere subito un risultato. Un progetto come quello di Montevecchio [link esterno], o un progetto in territori minerari, รจ un progetto che ha bisogno di una lunga gestazione in termini anche di infrastrutture, di piccoli interventi, che immediatamente non ti danno subito la sensazione di quello che stai facendo. Puntare invece subito sull’edificio o sul pozzo che tu ristrutturi, senza pensare al discorso di gestioneโ€ฆ quanti edifici ristrutturati abbiamo senza che poi siano stati allacciati all’ENEL, alla corrente elettrica, perchรฉ il sindaco ha preferito puntare sulla ristrutturazione anzichรฉ spendere ottanta milioni in linea elettrica. (โ€ฆ)

Questa difficoltร  a programmare il territorio e a non limitarsi al quotidiano, al mensile, “mi devono rieleggere, presento il pozzo” (โ€ฆ) Invece ci vorrebbe piรน calma per queste cose. Soprattutto gli Enti sovracomunali, le Comunitร  montane, le Province dovrebbero intervenire di piรน per aiutare gli Enti cheโ€ฆ i Comuni che spesso non hanno neanche risorse per la progettazione, e soprattutto per il coordinamento delle iniziative.

Indice intervista

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