Nel 1889 venne approvato il progetto dell’Ing. Erminio Ferraris per una Fonderia per minerali misti;

 

Questa fonderia prevedeva la fusione di quattro qualità di minerali:

  1. I minerali misti di piombo e zinco scartati dalle laverie Mameli e Calamine (e non trattabili con i crivelli);
  2. I carbonati di piombo residui delle laverie Calamine, Vittorio e Mameli;
  3. I misti e i carbonati acquistabili da altre miniere;
  4. I minerali ricchi che fino ad allora venivano venduti alla Soc. Pertusola.

La fonderia avrebbe potuto trattare 16 tonnellate al giorno di misti e carbonati e 5 tonnellate di galena.

La costruzione della fonderia iniziò nel 1892 e terminò con l’entrata in funzione nel 1895.

I minerali misti venivano calcinati nei Forni a Riverbero; nei fumi che si sprigionavano erano ancora ricchi di piombo e zinco che venivano recuperati con ulteriori trattamenti. Lo zinco mediante calcinazione trasformandolo in ossido, il piombo rinserito prima nel Forno a Riverbero e poi nel Forno a Vento per separarlo dall’argento.

L’edificio della fonderia era diviso in 2 piani: nel primo erano installati i motori a vapore che alimentavano anche il Pozzo vittorio Emanuele, il mulino per la frantumazione e 2 Forni a Riverbero. Nel secondo piano erano presenti 2 Forni a Vento con il processo di separazione del piombo, dello zinco e dell’argento. sopra l’edificio un condotto fumi lungo 500 metri che culminava con un camino alto 22 metri.

Bibliografia

Sardegna da Salvare. Storia, Paesaggi, Architetture delle Miniere – Mezzolani Sandro, Simoncini Andrea – VOL XIII. Nuoro, Ed. Archivio Fotografico Sardo, 2007. La Metallurgia in Sardegna- Giovanni Rolandi – Riedizione 2021 – AMS Iglesias.
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