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I Geositi della Sardegna


La Sardegna per la sua antica storia geologica può essere considerata come un Libro di Geologia a cielo aperto con una superficie di circa 25000 kmq; tutte le Ere geologiche in Sardegna sono rappresentate, anche se alcune meglio di altre. Le Rocce Paleozoiche affiorano per una superficie di 13.000 kmq, mentre le Rocce Mesozoiche, Terziarie e Quaternarie per i restanti 11.000 kmq. Inoltre le Rocce Magmatiche prevalgono sulle Sedimentarie che a loro volta prevalgono sulle Metamorfiche.

In Sardegna sono molti i siti naturalistici, geologici, paleontologici e mineralogici che sono stati studiati e censiti; tra i tanti geositi, molti purtoppo non sono valorizzati e a volte neppure conosciuti, se non dagli addetti del settore e dagli studiosi.

Questa scheda è stata pensata proprio per elencare e descrivere i più interessanti ed affascinati Geositi della Sardegna, con la speranza che possano essere valorizzati e conosciuti a livello nazionale e non solo.

La scheda verrà man mano aggiornata con nuovi siti ed info.

ELENCO GEOSITI:

Acquafredda (Duomo Vulcanico)- Siliqua (SU)- Il Duomo (o Domo) Vulcanico di Acquafredda è una struttura vulcanica formatasi circa 28 milioni di anni fa durante il Vulcanismo dell'Oligocene superiore. Esso è un Monumento Naturale costituito da rocce dacitiche e andesitiche. Tale sito è facilmente raggiungibile dalla periferia Sud di Siliqua ed è famoso perche nella sua cima fu costruito dal conte Ugolino della Gherardesca nel 1257, un Castello Medioevale la cui visita ora, è gestita dalla Soc. Coop. Antarias.

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Localizzazione del Sito:

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Arco e Punta Sa Berritta - Suprappare (Berchidda, SS)- Questo Monumento Naturale Regionale è stato istituito nel 2019 con la collaborazione del Comune di Berchidda, il naturalista Gian Marco Marrosu e l'Assessore Regionale Gianni Lampis. Il Monumento Naturale è costituito da 2 unità poste a breve distanza l'una dall'altra, sulla sommità del Massiccio Granitico del Limbara: la prima è Punta Sa Berritta (Rocca Manna Supràppare) caratterizzata da un blocco di roccia squadrata e poggiata su uno spuntone roccioso. La seconda è un imponente Arco di granito lungo 14 metri. Geologicamente l'area ricade all'interno della Sub-Unità Intrusiva di Monte Limbara (Facies di Punta Balestrieri) costituita da Leucograniti Porfirici Permo-Carboniferi.

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Arcuentu e le sue Creste - Arbus (SU)- L'Arcuentu è un imponente rilievo vulcanico che si stagla tra la Costa Verde ed il Campidano, il cui profilo sembrerebbe ricordare il naso di Napoleone Bonaparte; tale rilievo si è formato durante il vulcanismo Oligo-Miocenico (26 - 17 Ma) e consta principalmente di rocce basaltiche e andestiche. Alla sommità dell'Arcuentu sono presenti anche i ruderi di una castello medioevale (una cisterna), la capanna di un frate eremita, le fermate della Via Crucis e una panorama incredibile da ogni direzione. Il sito è raggiungibile da Montevecchio e anche dalla strada per Funtanazza-Gutturu, ma non è segnalato.

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Localizzazione del Sito:

Arenarie Verdi - Castelsardo (SS)- Queste rocce sedimentarie hanno subito un particolare processo di "glauconizzazione" (forse per l'interazione con rocce vulcaniche) e sono ascrivibili al Miocene. Facilmente raggiungibili da una scalinata sul mare, non sono per nulla valorizzate e/o segnalate.

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Basalti Colonnari presso Foghe - Tresnuraghes (OR)- Gli imponenti Basalti Colonnari del vulcanismo Plio-Pleistocenico si trovano a sud della foce del Rio Mannu (Foghe); raggiungere la sponda sud della foce non risulta facile, se non durante la bella stagione guadando il Rio Mannu, anche perchè si rischia di passare all'interno di proprietà private, in cui spesso non si è ben accetti.

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Capo Nieddu - Cuglieri (OR)- Capo Nieddu è una fantastica cascata creata dal Rio Salighes. In questo sito il rio si getta in mare direttamente dalle falesie vulcaniche del Plio-Pleistocene. Capo Nieddu si raggiunge da Santa Caterina di Pittinuri in direzione del Country Resort Capo Nieddu, mediante strada sterrata.

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Carrucana, foresta Fossile - Martis (SS)- Carrucana è un particolare sito Geo-Paleontologico datato al Miocene inferiore (circa 19 M.a.) caratterizzato dalla presenza di tronchi silicizzati, ma sopratutto particolare concrezioni carbonatiche generate da cianobatteri d'acqua dolce che hanno incrostato i tronchi, e che successivamente, sono stati sommersi. Il sito di Carrucana è stato attrezzato, ma non risulta pienamente valorizzato. A supporto del Geosito il bel museo Archeologico e Paleobotanico di Perfugas (SS).

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Localizzazione del Sito:

Cava Crabalza (Basalti Colonnari), Suni (OR)- I bellissimi Basalti Colonnari di Cava Crabalza (Suni), si affacciano direttamente sulla valle del Temo e su Bosa. Questo sito, sconosciuto ai più, è riconducibile al vulcanismo Pleistocenico (datato 2,4 - 0,2 Ma). Il geosito si trova lungo la strada tra Suni e Bosa all'interno di una cava abbandonata e recintata. Tali basalti colonnari oltre ad essere poco noti, non sono per nulla valorizzati.

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Cava Duidduru, Genoni (SU)- Cava Duidduru è una sito Geo-Paleontologico situato alla periferia Ovest del Paese di Genoni. La cava fu aperta per realizzare la strada che conduce al paese di Nureci e rivelò la presenza di importanti affioramenti fossiliferi del Miocene, ricchi di echinidi, gasteropodi, pettinidi ecc. Ora il sito è gestito dal P.A.R.C di Genoni assieme ad un piccolo, ma ricco Museo posto sul Monte Santu Antine, posto sopra il paese.

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Coa Margine e Monte Leonaxi, Villagreca (SU)- Il rilievo di Coa Margine posto alle spalle del paese di Villagreca e un rilievo "a Cuestas" costituito da calcari coralligeni del Miocene inferiore (Aquitaniano). Il rilievo si presenta dislocato in 3 parti a causa di un sistema di faglie e rappresenterebbe un'antica barriera corallina. Tra il rilievo ed il paese si nota il piccolo Monte Leonaxi, che rappresenta invece una cupola trachi-andesitica Oligocenica. Entrambi i siti sono facilmente raggiungibili da Nuraminis e Villagreca.

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Corona Arrubia, Nuxis (CI)- Importante plateau vulcanico alla periferia sud di Nuxis, costituito da rioliti ed ignimbriti mioceniche datate circa 15 milioni di anni.

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Cuccuru Zeppara (Basalti Colonnari), Guspini (SU)- I trachi-basalti (hawaiiti) colonnari di Cuccuru Zeppara si sono formati durante il vulcanismo Pliocenico. Questo importante Geosito è ubicato all'interno di una proprietà privata alla periferia di Guspini, ma risulta comunque accessibile e segnalato.

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Calada Bianca, Funtanazza, Arbus (SU)- "Sa Calada bianca" a Funtanazza è un particolare sito geopaleontologico dove i sedimenti marini miocenici altamente fossiliferi (ricchi di echinidi, coralli e bivalvi), si immergono nel mare della Costa Verde. In alcuni punti questi sedimenti sono attraversati da dicchi basaltici neri, legati al vulcanismo che ha originato il vicino Monte Arcuentu.

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Discordanza Cambro-Ordoviciana - Nebida (CI)- La "Discordanza Sarda" è costituita da litologie appartenenti a 2 antichi periodi geologici posti a contatto tra loro; gli scisti di Cabitza del Cambriano sono a contatto con i conglomerati "Puddinga" dell'Ordoviciano! Questo contatto è ammirabile lungo la strada che da Fontanamare conduce a Nebida (Iglesias). Il sito, meta di generazioni di studenti di geologia e non solo, risulta ancora abbandonato e per nulla valorizzato.

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Domi vulcanici del Montiferru (Cuglieri, OR)- Il complesso Vulcanico del Montiferru si è formato durante il vulcanismo Pleistocenico e ha un'età compresa tra i 3,9 e 1,6 Milioni di anni. All'interno di questo vasto complesso, che ricade tra i territori di Cuglieri, Santu Lussurgiu, Seneghe e Narbolia, affiorano imponenti domi vulcanici, dicchi basaltici (Sas Traessarzas), plateaux di copertura (Rocca Sa Pattada, Monte Urtigu, Su Pischinale) e rigogliose cascate invernali (Istrampu 'e Massabari). Tra i tanti spettacolari domi vulcanici citiamo quelli di Punta Badde Urbara (853 m), Monte Urtigu (1050 m), Monte Entu (1024 m), Monte Ferru, Monte Oe, Punta Tilamare (748 m) e Rocca Freari (690 m). I domi vulcanici sono formati prevalentemente da fonoliti e tefriti, i dicchi (es. Monte Oe) sono costituiti da alcalibasalti andesinici. Nell'area di Benale Ruiu, prima delle Antenne RAI è presente un ex cava di fonolite. Dal punto di vista della fruizione il Massiccio del Montiferru è attraversato da innumerevoli strade sterrate percorribili con mezzi fuoristrada.

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Eclogiti in facies anfibolitica - Loc. Stretti, Asinara (SS)- Le eclogiti in facies anfibolitica che affiorano all'interno dei micascisti nella località Stretti (Asinara), sono rocce di alto metamorfismo che si rinvengono nella Sardegna settentronale, lungo una linea immaginaria che congiunge l'Asinara con Posada; secondo alcune teorie imponenti sconvolgimenti geologici e tettonici, avvenuti nel Carbonifero, avrebbero originato una sutura tra due antichi continenti (Gondwana e Laurussia), coinvolgendo anche lembi di un oceano ora inclusi all'interno di rocce metamorfiche. Recenti teorie invece interpreterebbero la linea Posada-Asinara come una zona di taglio attivatasi durante le ultime fasi dell'Orogenesi Ercinica.

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Faccia Litica - Baunei (NU)- Maschera di Pietra nei pressi del Nuraghe Alvu, nel Golgo di Baunei. Il sito è molto conosciuto da chi frequenta il Golgo e le sue ricchezze naturalistiche.

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Forme di Roccia nell'Arcipelago di La Maddalena (OT)- L'Arcipelago di La Maddalena è caratterizzato prevalentemente da rocce granitiche e da filoni acidi e basici. Queste rocce hanno subito particolari processi chimico-fisici ed erosivi che hanno portato alla formazione di sgrottamenti e tafoni, i quali combinandosi hanno creato forme fantastiche come: Il Polpo (Capocchia du Purpu) a Giardinelli, la Dama a Cala Inferno, il Teschio a Spalmatore, il Cavaliere a Carlotto, l'Urlo a Cala Napoletana, il Santo e il Penitente a Cala Villamarina e tanti altri. Altri tafoni sono stati abitati durante la preistoria, visti i ritrovamenti di ossidiana e vasellame; questo a dimostrazione che l'Arcipelago fosse frequentato anche Neolitico; conosciuti ma non valorizzati sono i tafoni preistorici di Cala Corsara a Spargi e quello di Cala Villamarina a Santo Stefano.

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Fungo di Arzachena (OT)- Questo particolare Fungo granitico è posto all'interno del paese di Arzachena ed è facilmente raggiungibile. La sua genesi è legata alla formazione dei tafoni.

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Fungo di Codoleddu (Maracalagonis, CA)- Altro particolare Fungo granitico posto in territorio di Maracalagonis ad Ovest del Massiccio dei 7 Fratelli. Geologicamente il sito appartiene al Complesso Granitoide del Sarrabus (Unità di San Gregorio), caratterizzato da Leuco-Sienograniti ercinici. La genesi del fungo di roccia è legata alla formazione dei tafoni (processi chimico-fisici, idrolisi dei feldspati e processi erosivi). Il sito è noto agli escursionisti ed è segnalato su google maps.

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Fungo di Orotelli (NU)- Spettacolare fungo granitico posto in territorio di Orotelli a Sud-Ovest del paese. Geologicamente il sito appartiene al Complesso Granitoide del Goceano-Bittese (Facies di Nule, Unità di Benetutti), caratterizzato da Granodioriti tonalitiche del Carbonifero sup. - Permiano. La genesi del fungo di roccia è legata alla formazione dei tafoni (processi chimico-fisici, idrolisi dei feldspati e processi erosivi). Il sito è facilmente raggiungibile da una strada sterrata con cancello e cartello, lungo la Orotelli-Ottana.

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Fungo di Samugheo (OR)- Questo particolare fungo di roccia poco noto si trova a Sud del paese in località Bastadille. Geologicamente si trova tra il complesso granitoide ercinico del Mandrolisai-Sardidano e il complesso vulcanico miocenico di Ottana (Aquitaniano-Burdigaliano). Il sito non è segnalato.

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Localita Bastadille (Samugheo):

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Giara (Gesturi)- La Giara di Gesturi, così come quella di Siddi, è un altopiano basaltico formatosi nel Pliocene medio-superiore a causa di quella che gli studiosi chiamano una inversione di rilievo, che ha portato le colate laviche a sormontare i sedimenti marini miocenici più teneri e facilmente erodibili. Sulla sommità si notano anche i due coni eruttivi di Zepparedda (609 m) e Zeppara Manna (580 m). Le Giare sono molto frequentate sia da escursionisti che da scolaresche.

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Grotta di Canalgrande (Masua, CI) - Questo importante geosito si è impostato naturalmente tra gli scisti e calcari del Cambriano, originando una lunga grotta che collega la piccola spiaggetta rocciosa con la costa. Dal mare il panorama mostra le imponenti forze tettoniche che hanno sollevato e piegato queste successioni Cambriane. Il sito è conoscito dal punto di vista paleontologico, ma anche perchè meta di escursionisti che percorrono il sentiero "Miniere nel Blu" da Masua a Cala Domestica).

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Gollei (Basalti Colonnari), (Dorgali-Oliena, NU) - L'altopiano del Gollei è un imponente plateau vulcanico, ricco di testimonianze archeologiche. Nella parte più a Sud dell'Altipiano che si affaccia sul Fiume Cedrino, sono facilmente visibili i bellissimi basalti colonnari formatisi durante il vulcanismo Pliocenico (le età radiometriche indicherebbero un'età compresa tra i 3,65 e i 2,10 Ma).

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Gorropu, Canyon (Orgosolo-Urzulei, NU) - La gola di Gorropu è un profondo canyon al confine tra i comuni di Orgosolo e Urzulei, nel Supramonte. In Sardo, Gorropu o Gorroppu significa dirupo. In Canyon infatti è stato creato dall'azione erosiva del Rio Flumineddu, il quale ha creato pareti calcaree alte 500 metri e distanti fra loro dai 10 ai 4 metri. Il sito è conosciuto e molto frequentato dagli escursionisti, anche perchè molte Guide e Cooperative operano nel territorio.

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Is Aruttas Santas e i Basalti Colonnari - Villaurbana (OR)- Tra boschi e sorgenti, alla periferia Sud del paese di Villaurbana è possibile scoprire i meravigliosi Basalti Colonnari di Is Aruttas Santas (le Grotte Sante). Questo particolare geosito formatosi durante il vulcanismo Pleistocenico è facilmente raggiungibile anche grazie alla presenza di alcuni cartelli e merita assolutamente di essere visitato.

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Is Cioffus, Canyon (Sarroch, CA) - La gola di Is Cioffus, chiamato anche "Su Strintu de Antoni Sanna" o "Gorropeddu" del Sud è un canyon molto caratteristico che si trova in territorio di Sarroch non lontano dalla diga Monte Nieddu. Questa caratteristica gola è stata scavata dal rio Is Cioffus nelle metamorfiti paleozoiche. Questo sito è abbastanza frequentato e noto agli escursionisti.

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Istrada Longa e Arcada Manna (Baunei, NU)- S'Istrada Longa è una meravigliosa "Cengia" lunga circa 200 metri sconsigliata a chi soffre di vertigini. S'Arcada Manna è un imponente arco di roccia calcarea che si incontra in risalita da Bacu s'Oruargiu. Entrambi i siti, non sono segnalati e devono essere percorsi da escursionisti preparati condotti da Guide esperte.

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Le Colonne - Isola di San Pietro (Carloforte, SU)- Il famoso geosito de Le Colonne è facilmente raggiungibile dalla spiagga della Bobba, proseguendo verso Sud da Carloforte (Isola di San Pietro). Questo monumento naturale è composto da due colonne rocciose costituite da ingnimbriti riolitiche, formatesi durante il Vulcanismo calcoalcalino Oligo-Miocenico (32-11 Ma). Purtroppo nel 2013 una delle due colonne ha subito un importante crollo a causa dell'azione erosiva del mare.

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Luxia Arrabiosa - Serrenti (SU)- La roccia di "Luxia Arrabiosa" è un piccolo neck vulcanico costituito da trachi-andesiti (piroclastiti) Oligo-mioceniche che affiorano lungo la SS 131, tra Monastir e Sanluri. Una delle leggende narra la storia di una donna avida, che per non avere condiviso il pane con un povero, venne tramutata in pietra per l'eternità con il figlio in braccio. Il sito non è segnalato nè tantomeno valorizzato.

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Megapillow di Su Carongiu de Fanari - Masullas (SU)- Il Pillow Lava (lava a cuscino) di Masullas è un geosito molto particolare che è stato valorizzato dal Comune di Masullas. La sua origine si deve ad eruzioni vulcaniche sottomarine durante il Miocene, circa 15 milioni di anni fa.

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Monte Contra - Punta Minerva - Rocca Pischinale, Necks di Bosa (OR)- I Necks a Nord-Est della cittadina di Bosa sono poco conosciuti e per nulla segnalati. Queste strutture vulcaniche andesitiche appartengono al vulcanismo Oligo-miocenico (Formazione Andesitoide superiore).

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Monte Larenta - Mara (SS)- Il Vulcano di Monte Larenta è costituito da andesiti basaltiche messe in posto circa 15 milioni di anni fa (Langhiano, Miocene medio). Spettacolare la visione dall'alto che ne rivela la tipica forma del cratere. Il sito non è segnalato.

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Monte Lora - Villasalto (CA)- Il profilo della bella Dormiente di Monte Lora è un monte, costituito da calcari Silurico-Devoniani, meraviglioso al tramonto, lungo la strada tra San Vito e Ballao. Leggenda vuole che sia il profilo della moglie di un pastore che morì sepolto da una frana, ed il volto di lei, disperato, rimase impresso nella montagna.

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Monte Ladu e Monte Angurdu - Serrenti (SU) Monte ladu e Monte Angurdu sono due particolarissimi rilievi vulcanici andesitici Oligocenici che affiorano alla periferia ovest di Serrenti e sono facilmente raggiungibili, ma purtroppo non segnalati. Insieme ad altri duomi andesitici e piroclastici che affiorano da Furtei a Monastir, come Monte Santu Miali, Monte Mannu, Monte Ibera, Monte Leonaxi, Monte Zara, visibili dalla S.S. 131, caratterizzano il territorio circostante.

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Monte Peidru - Mara (SS) Monte Peidru è un rilievo vulcanico alla periferia di Mara dove affiorano importanti basalti colonnari del Miocene.

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Monte Pulchiana - Tempio Pausania (SS) Monte Pulchiana è un imponente monolite granitico "Inselberg", che affiora all'interno di un promontoro granitico (Sienograniti del Permiano, Unità di Luogosanto) ed è stato isolato a causa di processi chimico-fisici di alterazione dei graniti. Questo importante monumento naturale è raggiungibile attraverso la SS133 che da Tempio conduce a Luogosanto in direzione Nord. Inoltre, nei pressi del Monte Pulchinana tra strutture a Inselberg, Thor e Cataste, si trovano anche una piccola casetta costruita all'interno di un tafone (Conca Fraigada - la Casa dei Puffi) e il mostruoso profilo di una Strega dal naso adunco.

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Monte Torru - Ittiri (SS)- Il caratteristico rilievo vulcanico di Monte Torru è costituito da successioni vulcaniche Oligo-Mioceniche di trachiti, tufi, andesiti e ignimbriti pre Elveziane. Il sito è poco conosciuto, anche se citato in diverse pubblicazioni.

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Monte Santo, Siligo (SS)- Il profilo particolare di questo Monte che si staglia lungo la SS 131 all'altezza di Bonnannaro in direzione Sassari ricorda quello di un vulcano, ma in realtà esso è costituito alla base da sedimenti marini Miocenici e solo alla sommità da vulcaniti basaltiche Plio-Pleistoceniche datate circa 1.9 Milioni di anni. Il Monte Santo è una continuazione del limitrofo Monte Pelao. Una chiesa dedicata ai santi Elia ed Enoch alla sommità del Monte lo rende meta di una festa in periodo di Pasqua.

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Muru 'e Cubeddu, Nureci (OR)- Muru 'e Cubeddu è un importante sito Geo-Paleontologico situato alla periferia ovest del paese. Alle pendici di questa collinetta affiorano rocce sedimentarie Mioceniche ricche in gasteropodi, echinidi e pettinidi; in particolar modo tra i gasteropodi sono abbondanti le Turritelle decimetriche e centimetriche glauconizzate, dal caratteristico colore verde-celeste. Il sito inaugurato diversi anni fa non è purtroppo valorizzato.

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Nido d'Aquila - Buggerru (SU)- Nido d'Aquila è un imponente faraglione calacareo del Cambriano che emerge isolato dal mare. Questo pinnacolo carbonatico si incontra lungo la falesia che da Portixeddu-San Nicolò prosegue fino a Buggerru. Si dice che Il suo nome derivi dal fatto che un tempo ospitasse il nido di un'aquila.

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Nura Corona (Basalti Colonnari), Cossoine (SS)- I meravigliosi Basalti Colonnari di Nura Corona (Cossoine, SS) si sono formati durante un'eruzione vulcanica Plio-pleistocenica. Tali basalti affiorano alla periferia del paese di Cossoine all'interno di due cave abbandonate e recintate. Il geosito oltre ad essere poco noto, non è per nulla valorizzato.

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Orso di Palau, (OT)- L'Orso di Palau è una importante roccia granitica che domina il promontorio sopra Palau in Gallura. Il sua particolare forma è data da complessi fenomeni chimico fisici ed erosivi alla base della formazione dei tafoni granitici. il sito è noto sin dall'antichità con il nome di "Promontorio dell'Orso" (Promontorium Arcti), anche se fu il geografo Tolomeo a descriverlo per primo nel II secolo dopo Cristo. Il Sito è segnalato e fruito dai turisti.

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Pan di Zucchero - Masua, Iglesias (SU)- Il Pan di Zucchero (in sardo Concali su Terrainu) è un famoso faraglione carbonatico, parte integrante della Costa di Nebida - Masua, assieme ad altri 4 famosi scogli che emergono dal mare. Il Pan di Zucchero è costituito da rocce carbonatiche del Cambriano, erose ed isolate dalla terraferma, dove venne costruito il famoso porto minerario di Porto Flavia. Pochi sanno che le attività minerarie di Masua interessarono anche il Pan di Zucchero, dove sono tuttora presenti gallerie e pozzi abbandonati; si racconta che i minatori costretti a stare all'interno dello scoglio a causa del maltempo per giorni, si fossero organizzati con viveri e galline. La salita al Pan di Zucchero è possibile dalla parte a ridosso (Sud-Ovest), protetta dai venti e dalle mareggiate; è inoltre presente una piccola ferrata che consente di raggiungere la parte alta del Pan di Zucchero, accompagnati da guide esperte che forniscono le apposite imbracature.

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Pedra Mendalza, Giave (SS)- Pedra Mendalza è un neck vulcanico di 1.2 milioni di anni fa (vulcanismo Pleistocenico). Pedra Mendalza era ritenuta dagli abitanti del luogo, in tempi lontani, la porta dell'aldilà. Il territorio sardo, stando alle antiche leggende, era popolato da fate, specie presso le fonti, le rupi, le tombe antichissime, i boschi. Mendare in sardo logudorese significa riparare, mettere a posto. Pertanto Pedra Mendalza doveva essere la pietra che riparava, che toglieva ogni difetto. Con tutta probabilità il rito del fuoco doveva svolgersi periodicamente, in particolari periodi dell'anno. Si sa che alcune notti erano considerate magiche per le divinazioni, specialmente il solstizio d'estate, quando si raccoglievano anche le erbe medicinali (rif. www.linguasarda.com). Il sito è facilmente raggiungibile dalla periferia del paese di Giave.

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Pedra Longa, (Baunei, NU) - Pedra Longa (o Perda Longa) è una guglia calcarea, alta 128 metri a picco sul mare nel litorale di Baunei. Dal punto di vista geologico la guglia poggia sulle dolomie stratificate della Formazione di Dorgali ed è formata partendo dalla base dalle calcilutiti della formazione inf. di Baunei, dalle calcareniti oncolitiche della formazione inf. di Monte Tului, dalle calcilutiti della formazione sup. di Baunei con in cima le calcareniti bioclastiche della formazione sup. di Monte Tului. La sequenza sarebbe stata datata al Giurassico medio-superiore (Bathoniano-Titoniano (168-145 Ma).

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Perda Liana, Gairo Taquisara (NU)- Il tacco calcareo di Perda Liana è costituito da rocce carbonatiche del Giurassico e poggia direttamente sul basamento Paleozoico. Questo imponente monumento naturale è raggiungibile dalla periferia del paese di Gairo Taquisara attraverso una strada asfaltata e segnalata.

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Pranu Trebini, Villaputzu (CA)- A Pranu Trebini (Villaputzu), l'azione differenziale dell'erosione ha scolpito colonne di roccia in successione, come fosse il profilo di una città di roccia. Le arenarie e i conglomerati dell'Eocene (di circa 50 Ma) sono stati erosi più facilmente rispetto ai sovrastanti calcari, creando un panoramico palcoscenico naturale. Il sito è raggiungibile mediante una strada sterrata che sale dal villaggio minerario di Baccu Locci, fino all'altopiano di Pranu Trebini. Non ci sono cartelli che segnalino il sito.

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Roccia dell'Elefante (Castelsardo, SS)- Questo sito noto in antichità con il nome di Pedra Pertunta (Pietra Forata) è formato da un grosso masso di vulcaniti mioceniche eroso dagli agenti atmosferici fino ad assomigliare ad un elefente seduto. Geologicamente appartiente al Distretto Vulcanico di Osilo-Castelsardo (Unità di Logulentu) costituito prevalentemente da piroclastiti e ignimbriti rossicce datate al Burdigaliano (Miocene inf.) Il sito è molto famoso, anche per la presenza di 2 Domus de Janas nuragiche ed è facilmente raggiungibile dalla strada che collega Castelsardo a Sedini (S.S. 134, km 19,3).

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Rocca Incuaddigada (Guspini)- Sa Rocca Incuaddigada è un sito molto panoramico posto alla periferia Sud-Ovest di Guspini sulla cima del Monte Santa Margherita. Questo particolare sito pè caratterizzato da un enorme blocco granitico che sembra poggiare in equilibrio precario sul costone roccioso. Il sito è conosciuto soprattutto dai locali ed è anche oggetto di trekking.

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S'Archittu (OR)- La località di villeggiatura di S'Archittu lungo la costa Ovest della Sardegna, prende il nome da un imponente Arco di roccia carbonatica del Miocene. Il sito è valorizzato e molto frequentato in tutti i periodi dell'anno.

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Sa Conca de su Dimoniu, Padru (SS)- Sa Conca 'e Su Demoniu è una roccia granitica, tafonata, dalla genesi molto particolare. Secondo recenti studi dell'Università di Cagliari e di Sassari (non ancora pubblicati), il granito che è una roccia magmatica intrusiva, durante la sua formazione all'interno della crosta, ha inglobato porzioni di magma fortemente viscoso che raffreddatisi velocemente, hanno lasciato nella roccia granitica particolari segni circolari ed ellittici.

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Sa Crabarissa, Austis (Nu)- Sa Crabarissa è un meraviglioso Geosito posto alla periferia del paese di Austis. Il Geosito è facilmente raggiungibile e si è formato a spese dei graniti ercinici alterati ed erosi da processi chimico-fisici che sono alla base della formazione dei tafoni.

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Sa Giuntura, Urzulei (Nu)- Sa Giuntura è un meraviglioso sito posto alla confluenza tra il rio Flumineddu e il rio Titione in territorio di Urzulei; questo sito è stato scolpito dagli agenti atmosferici a spese dei sedimenti marini del Cretaceo. Sa Giuntura è nota ed è frequentata dagli escursionisti.

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Sa Trona, Escalaplano (SU)- Sa Trona è un panoramicissimo trampolino naturale posto tra le montagne di Escalaplano in direzione Est del paese. Sa Trona è situata a 476 metri, ai margini meridionali di un pianoro costituito da calcari e arenarie dell'Eocene inferiore (50 Ma). Il sito è raggiungibile in circa 20 minuti se si possiede un'auto adatta, visto che la strada sterrata da percorrere in direzione dell'ex Agriturismo "is Arrantas" è dissestata in alcuni punti.

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Sette Fratelli, Sinnai (CA)- Il Parco dei sette Fratelli (Monte Genis) è un'area di circa 59 ettari che comprende sette cime granitiche che raggiungono i 1000 metri di altezza. Quest'area granitica formatasi durante l'Orogenesi ercinica ha subito intensi fenomeni erosivi che hanno modellato, tafonato e anche isolato i blocchi granitici, creando un paesaggio unico. Questo Parco, ricco di ruscelli, boschi e sentieri è molto frequentato dagli escursionisti.

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Sfinge di Is Loccis, Su Bruncu (San Giovanni Suergiu, CI)- Questa poco nota Sfinge si trova all'interno di una proprietà privata ed è raggiungibile a piedi mediante una strada sterrata in pessime condizioni. Questa scultura di roccia si è formata a spese delle vulcaniti (piroclastiti dacitiche, rioliti) del Miocene medio (Langhiano, circa 17 M.a.) che affiorano nell'area. La simmetricità dei tratti nella Sfinge farebbe pensare ad un'azione dell'uomo, ma sembra molto più probabile che la sua genesi sia dovuta all'erosione.

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Su Campanili, Il Campanile (Gadoni, NU)- E' un maestoso monolite di roccia calcarea del Giurassico medio, che si eleva per 84 metri, all'interno della Foresta Corongia in territorio di Gadoni. Il sito è conosciuto e frequentato dagli escursionisti.

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Su Fossu de su Para - Sa Buddidorgia, Villaputzu (CA)- Su Fossu de su Para (Regione Quirra - Sardegna)è una colata di travertino formatosi a spese dei calcari Eocenici e poggiante sugli scisti Cambro-ordoviciani. La formazione di questi crostoni di travertino si fa risalire al Pliocene o al Pleistocene. Per raggiungere questo meraviglioso sito è necessario risalire il Rio Buddidorgiu tra cascatelle e piscine naturali, anche se parte del percorso ricade in area privata e in area militare, e quindi l'accesso è consentito solo con un permesso.

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Su Stampu de su Turrunu - Seulo (NU)- Su stampu e su turunnu descrive l'inghiottitoio scavato nei millenni dalle acque del rio Su Longufresu. Le ipotesi sul toponimo sarebbero 3: una onomatopeica relativa al rumone del fiume in piena e quindi letteralmente: il foro del tuono; un'altra farebbe riferimento a "su turnu" inteso come un getto a pressione; l'ultima ipotesi fa riferimento al tornio, come se un macchinario avesse forato le rocce creando il foro da cui fuoriescono le acque. Il sito è raggiungibile mediante un sentiero in mezzo al bosco.

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Su Suercone - Orgosolo (NU)- Su Suercone è la più grande Dolina della Sardegna, posta sull'altopiano calcareo di Donanigoro. Questa cavità estesa per 18 ettari si originò dal crollo di una grande cavità carsica. Il sito è conosciuto e frequentato dagli escursionisti più esperti e non. Per raggiungere Su Suercone dalla valle di Lanaitto è possibile prendere un sentiero di circa 3 ore, non segnalato, passando dalla località di Serra Lada. Mediante il sentiero n. 480 è possibile raggiungere la Dolina da altre località, tra cui Tiscali.

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Rocca Pinta - Villanova Monteleone (OR)- Sa Rocca Pinta (la Roccia dipinta), è un eccezionale monumento naturale che si trova lungo la litoranea che da Bosa conduce fino ad Alghero, al km 15. Questa roccia è costituita da vulcaniti Oligo-mioceniche che hanno subito una particolare erosione dovuta principlamente agli agenti atmosferici e al maestrale. Qualcuno dice che i suoi "disegni" ricorderebbero la facciata della Sagrada Familia a Barcellona. Il sito non è segnalato ma è ben visibile lungo la litoranea.

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Tartaruga di Cala Girgolu (Vaccileddi, Lori Porto San Paolo, OT)- Questo particolare monumento geologico posto nella spiaggia di cala Girgolu (Nord di San Teodoro) ha subito una triste vicenda. La tartaruga di roccia venne decapitata il 20 agosto del 1993 da un imprenditore Milanese a caccia di souvenirs, successivamente denunciato; il 20 agosto del 1996 la testa venne restaurata, ma nel febbraio del 1997 fu nuovamente decapitata da estranei e così rimase. Tristissima vicenda che testimonia la poca sensibilità e intelligenza nei confronti delle ricchezze della Sardegna.

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Texile (Aritzo, NU)- Texile (trad. sardo "Sgabello") è un particolare tacco calcareo del Giurassico, alto 975 metri, monumento naturale dal 1989. Il sito è ben visibile dalla periferia Sud-Ovest del paese di Aritzo in posizione panoramica.

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Trebine (Trebina Longa e Lada, Monte Arci) (Morgongiori, OR)- Trebina Longa e Trebina Lada sono necks basaltici formatisi durante il ciclo vulcanico Plio-pleistocenico, circa 3 milioni di anni fà. Sono molto panoramici e facili da raggiungere dalla periferia di Morgongiori.

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