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I Geositi della Sardegna


La Sardegna per la sua antica storia geologica può essere considerata come un Libro di Geologia a cielo aperto con una superficie di circa 25000 kmq; tutte le Ere geologiche in Sardegna sono rappresentate, anche se alcune meglio di altre. Le Rocce Paleozoiche affiorano per una superficie di 13.000 kmq, mentre le Rocce Mesozoiche, Terziarie e Quaternarie per i restanti 11.000 kmq. Inoltre le Rocce Magmatiche prevalgono sulle Sedimentarie che a loro volta prevalgono sulle Metamorfiche.

In Sardegna sono molti i siti naturalistici, geologici, paleontologici e mineralogici che sono stati studiati e censiti; tra i tanti geositi, molti purtoppo non sono valorizzati e a volte neppure conosciuti, se non dagli addetti del settore e dagli studiosi.

Questa scheda è stata pensata proprio per elencare e descrivere i più interessanti ed affascinati Geositi della Sardegna, con la speranza che possano essere valorizzati e conosciuti a livello nazionale e non solo.

La scheda verrà man mano aggiornata con nuovi siti ed info.

ELENCO GEOSITI:

Arcuentu e le sue Creste - Arbus (SU)- L'Arcuentu è un imponente rilievo vulcanico che si staglia tra la Costa Verde ed il Campidano, il cui profilo sembrerebbe ricordare il naso di Napoleone Bonaparte; tale rilievo si è formato durante il vulcanismo Oligo-Miocenico (26 - 17 Ma) e consta principalmente di rocce basaltiche e andestiche. Alla sommità dell'Arcuentu sono presenti anche i ruderi di una castello medioevale (una cisterna), la capanna di un frate eremita, le fermate della Via Crucis e una panorama incredibile da ogni direzione. Il sito è raggiungibile da Montevecchio e anche dalla strada per Funtanazza-Gutturu, ma non è ben segnalato.

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Localizzazione del Sito:

Arenarie Verdi - Castelsardo (SS)- Queste rocce sedimentarie hanno subito un particolare processo di "glauconizzazione" (forse per l'interazione con rocce vulcaniche) e sono ascrivibili al Miocene. Facilmente raggiungibili da una scalinata sul mare, non sono per nulla valorizzate e/o segnalate.

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Localizzazione del Sito:

Capo Nieddu - Cuglieri (OR)- Capo Nieddu è una fantastica cascata creata dal Rio Salighes. In questo sito il rio si getta in mare direttamente dalle falesie vulcaniche del Plio-Pleistocene. Capo Nieddu si raggiunge da Santa Caterina di Pittinuri in direzione del Country Resort Capo Nieddu, mediante strada sterrata.

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Localizzazione del Sito:

Cava Crabalza, Suni (OR)- I bellissimi Basalti Colonnari di Cava Crabalza (Suni), si affacciano direttamente sulla valle del Temo e su Bosa. Questo sito, sconosciuto ai più, è riconducibile al vulcanismo Pleistocenico (datato 2,4 - 0,2 Ma). Il geosito si trova lungo la strada tra Suni e Bosa all'interno di una cava abbandonata e recintata in quanto privata. Tali basalti colonnari oltre ad essere poco noti, non sono per nulla valorizzati.

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Localizzazione del Sito:

Coa Margine e Monte Leonaxi, Villagreca (SU)- Il rilievo di Coa Margine posto alle spalle del paese di Villagreca e un rilievo "a Cuestas" costituito da calcari coralligeni del Miocene inferiore (Aquitaniano). Il rilievo si presenta dislocato in 3 parti a causa di un sistema di faglie e rappresenterebbe un'antica barriera corallina. Tra il rilievo ed il paese si nota il piccolo Monte Leonaxi, che rappresenta invece una cupola trachi-andesitica Oligocenica. Entrambi i siti sono facilmente raggiungibili da Nuraminis e Villagreca.

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Corona Arrubia, Nuxis (CI)- Importante plateau vulcanico alla periferia sud di Nuxis, costituito da rioliti ed ignimbriti Mioceniche datate circa 15 milioni di anni.

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Cuccuru Zeppara, Guspini (SU)- I trachi-basalti (hawaiiti) colonnari di Cuccuru Zeppara si sono formati durante il vulcanismo Pliocenico. Questo importante Geosito è ubicato all'interno di una proprietà privata alla periferia di Guspini, ma risulta comunque accessibile e segnalato.

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Localizzazione del Sito:

Calada Bianca, Funtanazza, Arbus (SU)- "Sa Calada bianca" a Funtanazza è un particolare sito geo-paleontologico dove i sedimenti marini miocenici altamente fossiliferi (ricchi di echinidi, coralli e bivalvi), si immergono nel mare della Costa Verde. In alcuni punti questi sedimenti sono attraversati da dicchi basaltici neri, legati al vulcanismo che ha originato il vicino Monte Arcuentu.

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Localizzazione del Sito:

Discordanza Cambro-Ordoviciana - Nebida (CI)- La "Discordanza Sarda" è costituita da litologie appartenenti a 2 antichi periodi geologici posti a contatto tra loro; gli scisti di Cabitza del Cambriano sono a contatto con i conglomerati "Puddinga" dell'Ordoviciano! Questo contatto, è ammirabile lungo la strada che da Fontanamare conduce a Nebida (Iglesias). Il sito, meta di generazioni di studenti di geologia e non solo, risulta ancora abbandonato e per nulla valorizzato.

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Localizzazione del Sito:

Faccia Litica - Baunei (NU)- Maschera di Pietra nei pressi del Nuraghe Alvu, nel Golgo di Baunei. Il sito è molto conosciuto da chi frequenta il Golgo e le sue ricchezze naturalistiche.

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Forme di Roccia nell'Arcipelago di La Maddalena (OT)- L'Arcipelago di la Maddalena è caratterizzato prevalentemente da rocce granitiche e da filoni acidi e basici. Queste rocce hanno subito particolari processi chimico fisici ed erosivi che hanno portato alla formazione di sgrottamenti e tafoni, i quali combinandosi hanno creato forme fantastiche come: Il Polpo (Capocchia du Purpu) a Giardinelli, la Dama a Cala Inferno, il Teschio a Spalmatore, il Cavaliere a Carlotto, l'Urlo a Cala Napoletana, il Santo e il Penitente a Cala Villamarina e tanti altri. Altri tafoni sono stati abitati durante la preistoria, visti i ritrovamenti di ossidiana e vasellame a dimostrazione che l'Arcipelago fosse frequentato anticamente; conosciuti, ma non valorizzati, sono i tafoni preistorici di Cala Corsara a Spargi e quello di Cala Villamarina a Santo Stefano.

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Fungo di Arzachena (OT)- Questo particolare Fungo granitico è posto all'interno del paese di Arzachena ed è facilmente raggiungibile. La sua genesi è legata alla formazione dei tafoni.

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Grotta di Canalgrande (Masua, CI) - Questo importante geosito si è impostato naturalmente tra gli scisti e i metacalcari del Cambriano, originando una lunga grotta che collega la piccola spiaggetta rocciosa con la costa. Dal mare il panorama mostra le imponenti forze tettoniche che hanno sollevato e piegato queste successioni Cambriane. Il sito è conoscito dal punto di vista paleontologico, ma anche perchè meta di escursionisti che percorrono il sentiero "Miniere nel Blu" da Masua a Cala Domestica.

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Is Aruttas Santas e i Basalti Colonnari - Villaurbana (OR)- Tra boschi e sorgenti, alla periferia Sud del paese di Villaurbana è possibile scoprire i meravigliosi Basalti Colonnari di Is Aruttas Santas (le Grotte Sante). Questo particolare geosito formatosi durante il vulcanismo Pleistocenico è facilmente raggiungibile anche grazie alla presenza di alcuni cartelli e merita assolutamente di essere visitato.

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Istrada Longa e Arcada Manna (Baunei, NU)- S'Istrada Longa è una meravigliosa "Cengia" lunga circa 200 metri (nella parte esposta) sconsigliata a chi soffre di vertigini. S'Arcada Manna è una imponente finestra di roccia calcarea che si incontra in risalita da Bacu s'Oruargiu. Entrambi i siti, non sono segnalati e devono essere percorsi da escursionisti preparati condotti da Guide esperte.

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Le Eclogiti in facies anfibolitica - Loc. Stretti, Asinara (SS)- Le eclogiti in facies anfibolitica che affiorano all'interno dei micascisti nella località Stretti (Asinara), sono rocce di alto metamorfismo che si rinvengono nella Sardegna settentronale, lungo una linea immaginara che congiunge l'Asinara con Posada; secondo alcune teorie, imponenti sconvolgimenti geologici e tettonici avvenuti nel Carbonifero, avrebbero originato una sutura tra due antichi continenti (Gondwana e Laurussia), coinvolgendo anche lembi di un oceano ora inclusi all'interno di rocce metamorfiche. Recenti teorie invece interpreterebbero la linea Posada - Asinara come una zona di taglio attivatasi durante le ultime fasi dell'Orogenesi Ercinica.

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Luxia Arrabiosa - Serrenti (SU)- La roccia di "Luxia Arrabiosa" è un piccolo neck vulcanico costituito da trachi-andesiti (piroclastiti) Oligo-mioceniche che affiorano lungo la SS 131, tra Monastir e Sanluri. Una delle leggende narra la storia di una donna avida, che per non avere condiviso il pane con un povero, venne tramutata in pietra per l'eternità con il figlio in braccio. Il sito non è segnalato nè tantomeno valorizzato.

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Megapillow di Su Carongiu de Fanari - Masullas (SU)- Il Pillow Lava (lava a cuscino) di Masullas è un geosito molto particolare che è stato valorizzato dal Comune di Masullas. La sua origine si deve ad eruzioni vulcaniche sottomarine avvenute durante il Miocene, circa 15 milioni di anni fa. Il territorio offre anche altri interessanti siti, come: il giacimento di ossidiana di Conca 'e Cannas, gli sgrottamenti di su Colombargiu e sa Pedra Sperrada, oltre a 2 Musei GeoNaturalistici.

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Monte Larenta - Mara (SS)- Il Vulcano di Monte Larenta è costituito da andesiti basaltiche messe in posto circa 15 milioni di anni fa (Langhiano, Miocene medio). Spettacolare la visione dall'alto che ne rivela la tipica forma del cratere. Il sito non è segnalato.

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Monte Lora - Villasalto (CA)- Il profilo della bella Dormiente di Monte Lora è un monte, costituito da calcari Silurico-Devoniani, meraviglioso al tramonto, lungo la strada tra San Vito e Ballao. Leggenda vuole che sia il profilo della moglie di un pastore che morì proprio sotto una frana, ed il suo volto disperato, rimase impresso nella montagna.

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Monte Ladu e Monte Angurdu - Serrenti (SU) Monte ladu e Monte Angurdu sono due particolarissimi rilievi vulcanici andesitici Oligocenici che affiorano alla periferia ovest di Serrenti e sono facilmente raggiungibili, ma purtroppo non segnalati. Insieme ad altri duomi andesitici e piroclastici che affiorano da Furtei a Monastir, come Monte Santu Miali, Monte Mannu, Monte Ibera, Monte Leonaxi, Monte Zara, visibili dalla S.S. 131, caratterizzano il territorio circostante.

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Monte Peidru - Mara (SS) Monte Peidru è un rilievo vulcanico alla periferia di Mara dove affiorano importanti basalti colonnari del Miocene.

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Monte Torru - Ittiri (SS)- Il caratteristico rilievo vulcanico di Monte Torru è costituito da successioni vulcaniche Oligo-Mioceniche di trachiti, tufi, andesiti e ignimbriti pre Elveziane. Il sito è poco conosciuto, anche se citato in diverse pubblicazioni.

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Monte Santo, Siligo (SS)- Il profilo particolare di questo Monte che si staglia lungo la SS 131 all'altezza di Bonnannaro in direzione Sassari ricorda quello di un vulcano, ma in realtà esso è costituito alla base da sedimenti marini Miocenici e solo alla sommità da vulcaniti basaltiche Plio-Pleistoceniche datate circa 1.9 Milioni di anni. Il Monte Santo è una continuazione del limitrofo Monte Pelao. Una chiesa dedicata ai santi Elia ed Enoch alla sommità del Monte lo rende meta di una festa in periodo di Pasqua.

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Nura Corona, Cossoine (SS)- I meravigliosi Basalti Colonnari di Nura Corona (Cossoine, SS) si sono formati durante un'eruzione vulcanica Plio-pleistocenica. Tali basalti affiorano alla periferia del paese di Cossoine all'interno di due cave abbandonate e recintate. Il geosito oltre ad essere poco noto, non è per nulla valorizzato.

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Orso di Palau, (OT)- L'Orso di Palau è una importante roccia granitica che domina il promontorio sopra Palau in Gallura. Il sua particolare forma è data da complessi fenomeni chimico fisici ed erosivi alla base della formazione dei tafoni granitici. il sito è noto sin dall'antichità con il nome di "Promontorio dell'Orso" (Promontorium Arcti), anche se fu il geografo Tolomeo a descriverlo per primo nel II secolo dopo Cristo. Il Sito è segnalato e fruito dai turisti.

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Pedra Mendalza, Giave (SS)- Pedra Mendalza è un neck vulcanico di 1,2 milioni di anni fa (vulcanismo Pleistocenico). Pedra Mendalza era ritenuta dagli abitanti del luogo, in tempi lontani, la porta dell'aldilà. Il territorio sardo, stando alle antiche leggende, era popolato da fate, specie presso le fonti, le rupi, le tombe antichissime, i boschi. Mendare in sardo logudorese significa riparare, mettere a posto. Pertanto Pedra Mendalza doveva essere la pietra che riparava, che toglieva ogni difetto. Con tutta probabilità il rito del fuoco doveva svolgersi periodicamente, in particolari periodi dell'anno. Si sa che alcune notti erano considerate magiche per le divinazioni, specialmente il solstizio d'estate, quando si raccoglievano anche le erbe medicinali (rif. www.linguasarda.com). Il sito è facilmente raggiungibile dalla periferia del paese di Giave.

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Perda Liana, Gairo Taquisara (NU)- Il tacco calcareo di Perda Liana è costituito da rocce carbonatiche del Giurassico e poggia direttamente sul basamento Paleozoico. Questo imponente monumento naturale è raggiungibile dalla periferia del paese di Gairo Taquisara attraverso una strada asfaltata e segnalata.

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Pranu Trebini, Villaputzu (CA)- A Pranu Trebini (Villaputzu), l'azione differenziale dell'erosione ha scolpito colonne di roccia in successione, come fosse il profilo di una città di roccia. Le arenarie e i conglomerati dell'Eocene (di circa 50 Ma) sono stati erosi più facilmente rispetto ai sovrastanti calcari, creando un panoramico palcoscenico naturale. Il sito è raggiungibile mediante una strada sterrata che sale dal villaggio minerario di Baccu Locci, fino all'altopiano di Pranu Trebini. Non ci sono cartelli che segnalino il sito.

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Sa Conca de su Dimoniu, Padru (SS)- Sa Conca 'e Su Demoniu è una roccia granitica, tafonata, dalla genesi molto particolare. Secondo recenti studi dell'Università di Cagliari e di Sassari (non ancora pubblicati), il granito che è una roccia magmatica intrusiva, durante la sua formazione all'interno della crosta, ha inglobato porzioni di magma fortemente viscoso che raffreddatisi velocemente, hanno lasciato nella roccia granitica particolari segni circolari ed ellittici.

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Sa Crabarissa, Austis (Nu)- In Sardegna a volte le capre si trasformano in granito! Il bellissimo Monumento Naturale di Sa Crabarissa, in territorio di Austis (NU), si è formato a spese del granito Ercinico (circa 300 Ma) a causa di complessi fenomeni chimico-fisici ed erosivi, come per i Tafoni. Il Geosito è raggiungibile dalla periferia del paese di Austis ed è segnalato mediante cartellonistica.

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Su Ju Marmuradu, Tresnuraghes (OR)- Alla periferia di Tresnuraghes in direzione del Santuario di San Marco esiste una strana triade di massi vulcanici (forse un Dolmen), che i locali chiamano "Su Ju Marmuradu" (Il giogo pietrificato); anche a questo luogo è legata una leggenda, e cioè quella di un contadino irrispettoso, pietrificato per punizione, da San Marco.

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Su Fossu de su Para - Sa Buddidorgia, Villaputzu (CA)- Su Fossu de su Para (Regione Quirra - Sardegna) è una colata di travertino formatosi a spese dei calcari Eocenici e poggiante sugli scisti Cambro-ordoviciani. La formazione di questi crostoni di travertino si fa risalire al Pliocene o al Pleistocene. Per raggiungere questo meraviglioso sito è necessario risalire il Rio Buddidorgiu tra cascatelle e piscine naturali, anche se parte del percorso ricade in area privata e in area militare, e quindi l'accesso è consentito solo con un permesso.

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Su stampu de su Turrunu - Seulo (NU)- Su stampu e su turunnu descrive l'inghiottitoio scavato nei millenni dalle acque del rio Su Longufresu. Le ipotesi sul toponimo sarebbero 3: una onomatopeica relativa al rumone del fiume in piena e quindi letteralmente: il foro del tuono; un'altra farebbe riferimento a "su turnu" inteso come un getto a pressione; l'ultima ipotesi fa riferimento al tornio, come se un macchinario avesse forato le rocce creando il foro da cui fuoriescono le acque. Il sito è raggiungibile mediante un sentiero in mezzo al bosco.

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Rocca Pinta - Villanova Monteleone (OR)- Sa Rocca Pinta (la Roccia dipinta), è un eccezionale monumento naturale che si trova lungo la litoranea che da Bosa conduce fino ad Alghero, al km 15. Questa roccia è costituita da vulcaniti Oligo-mioceniche che hanno subito una particolare erosione dovuta principlamente agli agenti atmosferici e al maestrale. Qualcuno dice che i suoi "disegni" ricorderebbero la facciata della Sagrada Familia a Barcellona. Il sito non è segnalato ma è ben visibile lungo la litoranea.

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Trebine (Trebina Longa e Lada, Monte Arci) (Morgongiori, OR)- Trebina Longa e Trebina Lada sono necks basaltici formatisi durante il ciclo vulcanico Plio-pleistocenico, circa 3 milioni di anni fa. Sono molto panoramici e facili da raggiungere dalla periferia di Morgongiori.

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