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Il mistero di Grugua

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Il Mistero di Grugua

Lungo la strada che da Iglesias ci porta a Fluminimaggiore incontriamo un cartello arrugginito che segnala la deviazione per la località di Grugua. Questa località oltre a celare il mistero di Metalla è famosa per essere appartenuta alla famiglia Modigliani tra la fine dell'800 e gli inizi del secolo successivo.

Ma cosa si sa su Grugua?

Poco, rispetto all'importanza che potrebbe avere, visto che alcuni vi vedono la famosa Metalla.

Questa fantomatica città romana era il centro direzionale di tutta l'attività estrattiva dell'iglesiente, ma il problema della sua ubicazione rimane irrisolto; a tal proposito vengono avanzate due ipotesi: la prima colloca Metalla nella valle di Antas presso il famoso tempio, in un'area ricca di affioramenti metalliferi; la seconda identifica la città con le rovine di Gessa, presso Grugua appunto, in una valle un tempo ricca di fitti boschi.

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In tempi moderni Grugua legò la sua storia ai Modigliani, grande famiglia di imprenditori e artisti; Sappiamo che in questa località la famiglia Modigliani si dedicò allo sfruttamento dei boschi di leccio per produrre carbone vegetale e tentò anche la coltivazione dei giacimenti piombo-zinciferi. È inutile dirlo: venne compiuta una devastazione selvaggia della vegetazione come purtroppo avvenne per molti altri boschi sardi.

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Ma cosa avvenne a Grugua prima dell'arrivo dei Modigliani?

Nel 1421 Alfonso, re d'Aragona, occupata ormai la Sardegna diede in Feudo al Nobile Gessa di Iglesias una grande estensione di terreno che comprendeva il Fluminese e quindi anche Grugua; qui alla fine del 1660, quando Eleonora, l'ultima dei Gessa, sposò il Visconte Ignazio Asquer, vennero impiantati grandi vigne e si operò un rimboschimento di gelsi per tentare l'allevamento del baco da seta.

Conclusosi anche per la Sardegna il periodo medievale, attorno alla metà del secolo XIX il fluminese attirò gli speculatori continentali e stranieri che compravano dallo stato italiano, ancora preunitario, terreni, boschi per la produzione del carbone vegetale e concessioni per lo sfruttamento minerario.

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I Ciarella, i Modigliani, i Boldetti trasformarono le grandi leccete del territorio in carbonella per alimentare le industrie marsigliesi, mentre i giacimenti minerari, appena scalfiti da Punici, Romani e Pisani, furono riscoperti dai francesi della Malfidano che li sfruttarono con metodi moderni. Gli appunti di viaggio dello scrittore Bennet che venne a visitare il territorio di Fluminimaggiore nella seconda metà dell'800,percorrendo il tratto che dalla miniera di Acquaresi porta a Fluminimaggiore, ci restituiscono una descrizione dello scempio compiuto in quei boschi tanto magnifici da essere paragonati ai boschi di Fontanainbleau; tutta la montagna venne disboscata e sul terreno rimasero solo alberi tagliati.

Come riporta Paolo Fadda nel suo articolo "Una presenza nell'isola da ricordare per la devastazione vandalica dei boschi" comparso in "Passato e presente", Bennet si meravigliò per la distruzione di quel bosco e chiese come fosse stata possibile una simile distruzione. L'accompagnatore gli spiegò che quel bosco era stato sfruttato da un commerciante di Livorno, di nome Modigliani, per produrre il carbone da vendere alla Spagna (Emanuel Abram Modigliani, banchiere del Papa, da Roma si era trasferito in Toscana. Nel 1866 in Sardegna acquistò 12.000 ettari di terreno del Salto di Gessa ed ebbe la concessione mineraria per coltivarvi alcuni giacimenti di piombo).

La storia dei Modigliani e della loro presenza nell'iglesiente risulta fondamentale per la conoscenza della presunta Metalla.

Nel maggio del 1856 il ricco mercante livornese Emanuel Modigliani otteneva per trattativa privata dal conte di Cavour e nonostante l'opposizione dei deputati sardi Pasquale Tola e Francesco Sulis, la perfetta proprietà delle foreste del Salto di Gessa (12 mila ettari che da nord di Iglesias giungevano quasi a Buggerru), oltre ai diritti di sfruttamento dei venticinque punti mineralogici di piombo argentifero già individuati nell'area; il tutto si disse per una cifra assai prossima alle settecentomila lire in monete d'argento. I Modigliani facevano parte della più potente e prestigiosa finanza ebraica del tempo a cui era legata gran parte della circolazione monetaria di molti stati preunitari. La loro fortuna (che forse sarebbe giusto chiamare ricchezza) era dovuta ad un intraprendente avo, Abram Vita, abile e spregiudicato finanziatore delle imprese di Napoleone Bonaparte. Un suo figliolo, Emanuel (di A.V. figlio di Abram Vita, come amava firmarsi) diverrà banchiere del Papa, avendo ricevuto l'incarico di rifornire di rame, argento ed oro le due zecche dello Stato pontificio; nonostante tutto quest'ultimo si allontanò da Roma quando il governo papalino vietò agli ebrei gli arricchimenti patrimoniali e fondiari; (si racconta infatti che allorché gli fu intimato di disfarsi di una vigna acquistata nei pressi di Roma, prese cappello e senza neppure salutare il Pontefice trasferì affari e famiglia a Livorno).

È proprio all'interno di questo impegno di fiancheggiatore risorgimentale che il conte di Cavour riterrà di premiare Emanuel Modigliani concedendogli la proprietà ex feudale (era il feudo del visconte Nicolò Gessa, fedelissimo della Corona d'Aragona) del Salto di Gessa di cui si è detto in precedenza. Sarebbe stata quindi la politica degli affari (o, se preferite, gli affari della politica) a portare nell'isola una delle più potenti e prestigiose case mercantili della penisola, allorquando, vale bene ricordarlo ancora non si era compiuta l'Unità nazionale.

Cosa è rimasto di tutto queste vicende di uomini? Purtroppo pochissimo. Soltanto la casa dei Modigliani resiste ancora alla forza del tempo e con le sue forme aggiunge mistero a questo luogo ormai ritornato al dominio della natura.

A conclusione citiamo un bel libro, intitolato "Cercando Metalla", che dopo uno studio attento dei documenti storici e cartografici, ubica la fantomatica Metalla, non lontano dalla nostra Grugua, a Fluminimaggiore, la Flumini Major romana.


Visita anche il Sito Grugua.com

Visita anche il Sito Azienda Modigliani.com

Foto di Grugua (Franco Cerniglia)


Bibliografia

FADDA PAOLO "Una presenza nell'isola da ricordare per la devastazione vandalica dei boschi " - estratto dalla Rivista "Passato e Presente", 2005.

CABRIOLU M., VARGIU G. "Cercando Metalla, la geografia antica del Sulcis " - Ed. Envisual, 2005.

MEZZOLANI SANDRO e SIMONCINI ANDREA "Sardegna da Salvare. Storia, Paesaggi, Architetture delle Miniere" - VOL XIII. Nuoro, Ed.Archivio Fotografico Sardo, 2007.

Questa pagina è stata scritta in collaborazione con Marcella Collu.

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