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Figli di Miniera

L'intervista a Giampiero Pinna (2), Ex- Consigliere Regionale

I temi dell'intervista a Giampiero Pinna (2)

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

Chiusura delle miniere e provvedimenti per la riconversione del settore

Soltanto alla fine degli anni Ottanta, con l'esaurimento del giacimento Marx, con Monteponi che scontava un sacco di difficoltà dal punto di vista economico, con questo grande investimento che è stato una cosa demenziale, anche poi a consuntivo bisogna dirlo, del grande impianto di eduzione di Monteponi, che non ha risolto nessun problema, si è rivelato uno sperpero di denaro pubblico e basta. Soltanto alla fine degli anni Ottanta e all'inizio degli anni Novanta si è cominciato a prendere coscienza, con molte difficoltà e con molto ritardo e con poca convinzione che il settore minerario aveva bisogno di un intervento per la riconversione.

E allora nel 1990 è nata la legge 221 voluta dai parlamentari sardi (…) per la prima volta viene introdotto il concetto delle attività sostitutive, e quindi il finanziamento di attività alternative a quelle delle miniere. E tutti insomma arrivammo a questa legge convinti di avere ottenuto un risultato, ma in realtà c'erano le remore mentali dovute ai vent'anni passati con le Partecipazioni Statali, per cui anche i lavoratori e di conseguenza anche i sindacati non erano disponibili a… o non avevano mai mostrato nessuna disponibilità a rinunciare al posto fisso pubblico per andare in nuove avventure imprenditoriali generate come si voleva dai privati.

E quindi non si è lavorato secondo me con grande convinzione per queste iniziative sostitutive, e in realtà dall'altra parte c'era un sistema manageriale che aveva la pressione di ridurre il personale delle miniere, perché per lo stato diventavano costi molto consistenti. E allora abbiamo toccato con mano, in tutto quel periodo un meccanismo diciamo un po' scellerato e irresponsabile della calata di tutta una serie di imprenditori o di pseudoimprenditori, che rincorrevano più i contributi a fondo perduto della 221, piuttosto che iniziative economiche davvero valide. E quindi tutto quello che è nato senza un radicamento nel territorio è finito.

  1. Il declino del settore minerario sardo alla fine degli anni Sessanta
  2. La spinta per un rilancio del settore nella prima metà degli anni Settanta
  3. Le miniere sarde non hanno creato imprenditori sardi
  4. L'intervento dello Stato degli anni Settanta e il caso Giasoli
  5. Chiusura delle miniere e provvedimenti per la riconversione del settore
  6. La verticalizzazione del settore minerario: la metallurgia
  7. Le miniere di carbone del Sulcis tra Enel ed Eni
  8. L’intervento della Regione nel settore carbonifero e la prospettiva della gassificazione
  9. Le motivazioni clientelari della costituzione dell’Ati Ifra
  10. Le funzioni del Consorzio del Parco

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