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Figli di Miniera

L'intervista a Peppuccio e Angelo, Ex- minatori

I temi dell'intervista a Peppuccio e Angelo

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

Il passaggio delle miniere di carbone all’Enel

Quando eravamo in Carbonsarda, nel 1962-63, le condizioni era che noi… era la chiusura completa delle miniere. Poi si è aperto lo spiraglio che chi produceva carbone potevano essere nazionalizzati nell'Ente energia elettrica, nell'Enel, e noi questa prospettiva non ce la siamo lasciata perdere. Abbiamo subito iniziato contatti, sia con le Organizzazioni Sindacali sia con i partiti politici, e di lì siamo partiti con le prime lotte. (P)

C'è da dire che nessuno ci aveva informato che con la legge di nazionalizzazione dell'energia elettrica, anche chi produceva carbone, e questo carbone veniva assorbito soprattutto nelle centrali, eravamo inclusi nel passaggio allora all'Enel. Nessuno ci aveva detto che esisteva questa legge. L'abbiamo saputo con notevole ritardo quando la legge era ormai scaduta. Sono stati gli stessi dirigenti della Carbonsarda … che evidentemente avevano un tornaconto a dover liberarsi della gestione mineraria. E allora ci han fatto sapere che noi avevamo questa possibilità, di essere assorbiti completamente dall'Enel, quindi da un Ente Pubblico, in cui aveva allora uno dei migliori contratti, per quanto riguarda i dipendenti uno dei migliori contratti d'Italia. Però quando ce l'hanno fatto sapere erano scaduti tutti i termini. Abbiamo dovuto fare una lotta, come definirla?, una lotta drammatica, si può dire, quasi. Perché essendo scaduti i termini, i termini di legge, a riaprire il confronto col governo è stato duro, durissimo. Quindi una lotta da parte nostra molto sacrificata. Comunque allora c'era il ministro Andreotti, siamo andati in delegazione tante volte a Roma. Quindi tutta la popolazione, tutti i soggetti politici del territorio si sono mossi, e siamo riusciti a far riaprire la questione del passaggio della Società Carbonifera Sarda e dei suoi dipendenti all'Enel.

E anche questo è avvenuto in due fasi. … Nella prima fase la miniera in produzione si era riusciti a farla passare quasi subito, nel primo momento (Nuraxi Figus e Seruci, ndr). Invece quella di Serbariu è stata necessaria un'ulteriore lotta per poter poi… una lotta solidale con tutta la città, con tutti quanti, per poter poi comprendere anche i dipendenti che allora lavoravano nella miniera di Serbariu.

… Noi siamo passati direttamente, riconosciuti con decreto del novembre 1965, e siamo poi passati, tutto è avvenuto nel luglio del 1966. il passaggio definitivo. Da allora, una volta raggiunto questo obiettivo, noi non volevamo lasciare la miniera, perché volevamo che questo bene che abbiamo, del carbone, questi posti di lavoro, non avevamo alternative. Quindi noi dicevamo "non lasciamo le miniere, quindi non accettiamo il trasferimento all'Ente elettrico, subito, immediato, continuiamo a lavorare per l'Enel, finchè non troviamo un soggetto che si occupi dell'aspetto minerario, e che quindi ci dia possibilità di continuità estrattiva e di attività mineraria". E questo è durato per tre anni, in quanto i lavoratori in un primo momento hanno accondisceso a questa lotta…. (A)

  1. Il passaggio delle miniere di carbone all’Enel
  2. Le lotte per il passaggio di tutti i minatori del settore carbonifero all’Enel
  3. L’impazienza dei lavoratori fronteggiata dai dirigenti sindacali
  4. La lotta per tenere in vita le miniere di carbone
  5. Il sogno di Angelo
  6. Il sogno di Peppuccio
  7. Cosa hanno rappresentato le miniere di carbonia nel panorama di miseria della Sardegna
  8. Il carbone sulcis e la concorrenza del petrolio

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