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Figli di Miniera

L'intervista a Giampiero Pinna, Ex- Consigliere Regionale

I temi dell'intervista a Giampiero Pinna

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

Quale ruolo all’Igea?

L'impostazione che io avevo dato era questa: che il Consorzio del Parco avrebbe assunto le competenze di coordinare gli interventi. Naturalmente non avrebbe agito direttamente (…) [perché gli interventi operativi] devono farli le società che ci sono sul mercato. E sul mercato noi avevamo posto una società che praticamente era l'erede di tutte le società minerarie pubbliche che operavano ancora nel Sulcis-Iglesiente, … che nel 1998, … compiendosi in quegli anni la chiusura definitiva delle miniere, tante società era inutile tenerle, essendo un unico proprietario, e cioè la Regione. E devo dire che l'Igea la costituii io, nel 1998, proprio disposi io, come Presidente dell'Ente Minerario [Sardo] gli atti di fusione per incorporazione di cinque società in una soltanto. E quindi così nasce l'Igea.

E l'Igea nasce con le competenze statutarie proprio per eseguire i lavori di messa in sicurezza, di ripristino ambientale, bonifica e riqualificazione di queste aree. E soprattutto per controllare lo stato del territorio, la qualità delle acque di miniera … Io proposi di far assumere, una volta che erano arrivati i finanziamenti per le bonifiche, una parte … di lavoratori socialmente utili direttamente presso l'Igea. E gli altri farli assumere da società private che erano specializzate, cosa che l'Igea non aveva, nel settore del recupero e valorizzazione dei beni culturali…

(…) Il ruolo dell'Igea a me sembra importante, anzi direi che lo considero anche fondamentale. (…) Nel programma che facemmo allora, a partire dall'Intesa Stato-Regione del 1997, c'era un aspetto che era fondamentale, per quanto riguarda tutta la parte museale legata allo sviluppo del Parco Geominerario, che era quella di riconvertire e recuperare i siti minerari in sotterraneo. (…) Questi lavori in sotterraneo (che dovevano essere fatti con un maggiore supporto progettuale, per la verità, tenendo presente che il problema dell'allestimento di una struttura museale fa capo a professionalità diverse, più di natura… diciamo legate alla specializzazione della facoltà di architettura, piuttosto che a quella delle discipline minerarie), e tuttavia, siccome queste miniere richiedono messa in sicurezza, lavori di sistemazione delle gallerie, armature, rifacimento di binari, eccetera eccetera, cioè delle professionalità tipiche dei minatori, quei lavori potevano e dovevano essere fatti dai minatori. Per realizzare questi interventi, appunto, è stata costituita l'Igea.

  1. La decisione di occupare Pozzo Sella
  2. Occupazione e manifestazioni di consenso del territorio
  3. L’occupazione continua tra ritorsioni e manifestazione d’appoggio
  4. Gli attestati di solidarietà alla lotta
  5. I risultati della battaglia di Pozzo Sella
  6. Il Parco secondo Giampiero Pinna
  7. L’esclusione dell’Igea dai lavori legati al Parco
  8. Quale ruolo all’Igea?
  9. La strategia della confusione adottata dalla Giunta di centrodestra
  10. Due strategie di sviluppo diverse

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