il logo di www.minieredisardegna.it

Vai all'intervista di:

Figli di Miniera

L'intervista a Sandro Mezzolani, Esperto di archeologia mineraria

I temi dell'intervista a Sandro Mezzolani

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

Contro l’eccesso di bonifica

Altra cosa da mettere in chiaro … è tutto il discorso sulle bonifiche. (…) Signori, diciamocelo francamente, il cervo sardo, che è un animale non particolarmente robusto, vive da decenni nei fanghi contaminati, nelle discariche, in mezzo alle laverie di Montevecchio e di Ingurtosu. Sinceramente, chi ha analizzato parti di fegato del cervo, non ha trovato dei carichi di inquinanti così spaventosi. Questo significa che, tutto sommato, il territorio, che potrà anche non essere bellissimo, ma ha un suo fascino indubitabile, comunque sia non è così inquinato come ci si può aspettare.

Paradossalmente in questi anni a Ingurtosu sono stati attuati dei piccoli interventi di recupero, vicino al villaggio, sotto la chiesa e via dicendo. Beh, l'Università aveva fatto delle analisi prima degli interventi di rimodellazione, e aveva stabilito che da quelle discariche non usciva quasi più nulla, in termini di cadmio, di piombo e di zinco. C'era un rilascio naturale nel corso d'acqua, però era assolutamente entro la norma. I lavori di recupero, peraltro andati abbastanza bene, hanno rimescolato tutto, hanno fatto venir fuori tantissimo materiale inquinato, e adesso quelle discariche, che parevano quasi addormentate, io dico in equilibrio, più precisamente, adesso stanno rilasciando molto più materiale. C'è da domandarsi: 5 miliardi di recupero per cosa sono stati spesi, se poi il carico inquinante è aumentato, ed è aumentato notevolmente? Si è semplicemente dato una forma tipo tappetino inglese, che peraltro non ha mai attecchito e mai attecchirà lì, e… niente. Al contrario quei cumuli di materiale oramai facevano così parte del paesaggio di Ingurtosu, che secondo me andavano lasciati così com'erano.

Sulle bonifiche ho grossi dubbi. Sono sicuro che la maggior parte dei territori minerari devono rimanere così come sono. Semmai bisogna attuare una politica di monitoraggio, bisogna evitare crolli improvvisi, cedimenti, e bisogna provvedere tutta una serie di limitazioni… Insomma, a valle di una miniera non è pensabile realizzare una zona di villeggiatura, questo sì. Però, in attesa che si definisca che cosa fare in quei territori, e con la speranza che non si faccia nulla, io direi che le discariche così sono e così devono rimanere.

  1. Come nasce l’idea di riconvertire il settore minerario a fini turistico-culturali
  2. I ritardi e il bisogno del Parco
  3. Il Comitato di gestione del Parco e la "cabina di regia"
  4. L'Igea e la gestione turistica dei siti minerari
  5. Società Geoparco e Igea
  6. Gli operatori turistici dimenticati
  7. Il Parco tra il rischio di diventare un carrozzone e la possibilità di rilancio
  8. Contro l’eccesso di bonifica
  9. La ricchezza potenziale del complesso Ingurtosu - Montevecchio
  10. Sogni infranti 1: il Progetto Ingurtosu dell’Agip Miniere
  11. Sogni infranti 2: il Progetto Montevecchio
  12. Su cosa si infrangono i sogni (1)
  13. Su cosa si infrangono i sogni (2)

home -- mappa -- chi siamo -- contatti
le miniere -- il parco -- la storia -- link
le interviste -- i minierabondi -- precauzioni
libri e miniere