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Figli di Miniera

L'intervista a Sandro Putzolu, Ex direttore di varie miniere

I temi dell'intervista a Sandro Putzolu

  1. Franco Farci
  2. Antonio Congia
  3. Giampiero Pinna
  4. Sandro Mezzolani
  5. Ilio Salvadori
  6. Sandro Putzolu
  7. Tarcisio Agus
  8. Daverio Giovannetti
  9. Gianfranco Bottazzi
  10. Giampiero Pinna (2)
  11. Peppuccio e Angelo
  12. Alessandra Fantinel
  13. Franco Esu
  14. Ricordi sparsi dei minatori di Buggerru

Fine anni Ottanta: il tentativo di internazionalizzazione del settore minerario sardo

Ho detto che quest'attività si è svolta sino all'87 perché, pur con questo sforzo la SAMIM non riusciva a chiudere il bilancio in attivo. In particolare la palla al piede erano considerate le miniere. Perché nonostante tutto non abbiamo… non siamo… non… la miniera… Mentre la metallurgia è riuscita a raggiungere dei risultati economicamente validi le miniere non sono riuscite ad avere dei margini operativi positivi. E quindi nell'87 si è deciso di scorporare le miniere dalla metallurgia e, sempre all'interno del gruppo Eni, le miniere furono passate all'Agip. Fu creata l'Agip mineraria, e l'obiettivo qual era? Tenendo conto della capacità dell'Agip, e della caratteristica della società di essere internazionale, si voleva in qualche modo cercare di internazionalizzare il settore. Quindi anche cercare di acquisire altre attività minerarie all'estero, cercando di creare un'osmosi fra le attività minerarie sarde e le attività estere. Con l'idea anche di utilizzare… e di avere anche degli scambi di personale, di tecnici eccetera. Ecco, questo era inizialmente lo scopo del passaggio all'Agip.

E proprio in questo contesto si è cominciato a parlare di oro. L'oro… cioè, la miniera di Furtei, l'attività che si è svolta a Furtei, è un'attività che è stata svolta con una joint venture tra Agip e la società Progemisa, una società di ricerca sarda. Le due società, praticamente, mettono in atto una campagna di ricerche nella zona di Furtei, dove l'Università di Cagliari aveva già individuato dei segnali per… delle tracce per un giacimento di tipo aurifero.

Ecco, già in quell'epoca parte questo tentativo di diversificare l'attività mineraria sarda. Anche questo tentativo poi, dopo cinque anni, fallì, perché non si riuscì a creare questa internazionalizzazione che si voleva. L'Eni poi, siamo già nel '92, quindi siamo già in una fase avanzata di ristrutturazione delle Partecipazioni Statali. Quindi l'Eni doveva essere privatizzata, e a un certo punto ha cominciato a tagliare i rami secchi, e uno dei primi rami che tagliò fu quello delle miniere. Nel '92 si raggiunse con la Regione Sarda l'accordo per la fermata… cioè, praticamente per l'abbandono da parte dell'Eni delle attività minerarie sarde, con il passaggio poi alla Regione. Qui parliamo dell'ultima fase della società regionale che venne creata in quell'epoca, e che fu la Miniera Iglesiente.

  1. Fine anni Settanta: le miniere a gestione Eni
  2. Fine anni Ottanta: il tentativo di internazionalizzazione del settore minerario sardo
  3. Le motivazioni del disinteresse Eni rispetto alle miniere sarde
  4. La gestione Eni delle miniere
  5. Lo spirito di rivalsa dei lavoratori
  6. La chiusura definitiva della miniera di Monteponi: gli errori del sindacato
  7. Le miniere passano sotto la gestione regionale
  8. Chiusura della miniera e degrado
  9. Oltre l’industria mineraria: un’occasione persa

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